La Ferrari coglie pole position (con Vettel) e prima fila tutta “rossa” per il secondo Gran Premio di seguito. Mercedes più attardate (Hamilton 4°).
Ma le maggiori temperature attese domani in pista potrebbero influire sui valori in campo visti finora.

Da terza forza (secondo le “preveggenze” di alcuni) alla seconda pole position di fila, con in mezzo due vittorie.
La Ferrari, lavorando in silenzio, mette a tacere le illazioni mostrando, anche su un circuito ritenuto non favorevole secondo gli accadimenti delle scorse stagioni (ma le cose non sono immutabili…), e con temperature dell’asfalto abbastanza basse (stesso discorso di prima), un potenziale superiore a quello di tutta la concorrenza.

Fa specie vedere una Mercedes, dal 2014 dominatrice delle sessioni di qualifica in era “ibrida”, dover ricorrere a tutta la potenza del suo “party mode” già in Q2 per riuscire a qualificarsi bene con le Yellow Soft Pirelli, salvo poi non avere più quel margine di “salto prestazionale” in Q3.
Cosa che invece alla Ferrari è riuscita benissimo, testimonianza che la Power Unit “made in Maranello”, al momento, sembra essere sullo stesso piano di quella Mercedes anche in qualifica (e persino meglio in gara).

Le facce opposte della medaglia sono anche le prestazioni dei due rispettivi piloti: Raikkonen in formissima, su cui Vettel, per conquistare la pole, ha dovuto sfoderare tutta la sua abilità sul giro singolo con un terzo settore (e un’ultima curva) quasi perfetti.
E Hamilton che abortisce il suo secondo tentativo in Q3 dopo un errore che lo relegherà in griglia in quarta piazza, alle spalle del compagno Bottas.

Alle spalle del duopolio di vertice troviamo una Red Bull con Verstappen 5° ein crisi d’affidabilità con Ricciardo (rottura del turbocompressore in FP3 e “miracolo” dei suoi meccanici per approntare la sua sua RB14 per le qualifiche), proprio appena la Renault ha concesso di “liberare” della cavalleria extra” (via software) alle sue Power Unit.
Ma per la gara, visto il buon ritmo e il basso degrado mostrato dalle monoposto di Milton Keynes, potrebbero recitare il ruolo del “terzo incomodo”, magari proprio ai danni di Mercedes o Ferrari.

Un passo indietro, rispetto agli scorsi appuntamenti, sembrano averlo fatto Haas (10° Grosjean, 11° Magnussen) e McLaren (13° Alonso, 14° Vandoorne), mentre la Force India, con Perez 8°, sembra aver trovato un maggior carico aerodinamico posteriore aumentando il livello di rake dell’assetto della VJM11 motorizzata Mercedes.
Fanalino di coda le due Sauber-Alfa Romeo, con Leclerc stavolta davanti al compagno Ericsson (e nonostante un testacoda alla curva che immette sul traguardo, che poteva portare a conseguenze analoghe di quelle patite da Giovinazzi, nello stesso punto, nella scorsa stagione).

Attenzione però alle strategie (Ferrari e Mercedes dovrebbero essere sull’unica sosta, alternando pneumatici Soft e Medium, mentre Red Bull punta sulle due con Ultrasoft-Soft-Soft) e alle temperature, attese in salita per domani, che potrebbero ridare competitività a una Mercedes stranamente a disagio con asfalto freddo (mentre, in passato, era sembrato il caldo il suo “peggior nemico”).

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

 

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