Intervistato da Libero, Flavio Briatore, ex team principal, ha fatto un recap del mondiale di Formula 1 appena concluso. Ferrari? Per lui “delusione enorme”.

«Credo che l’80% delle persone tifasse per Verstappen. Meritava di vincere. Ha fatto delle gare incredibili. Ma ha subito anche tante penalità. Non è stato fortunato sempre».

Cosí Flavio Briatore, 7 mondiali vinti, talent scout di Alonso e Schumi ed ex team principal tra i più abili e rispettati. Intervistato da Libero quotidiano, ha dato la dua opinione sul mondiale più bello degli ultimi 10 anni.

“Una corsa può vincerla un pilota o l’altro. Un Mondiale lo vince la squadra che durante l’anno ha fatto meglio, in questo caso la Red Bull. Ha messo in campo una macchina competitiva. Dopo 7 anni di dominio Mercedes era anche giusto che ci fosse una new-entry. Questo Mondiale ha rilanciato la F1, riacceso l’interesse televisivo. Il lavoro di Stefano Domenicali e di tutti è stato improntato al cambiamento.”

George Russel al posto di Bottas. Farà meglio?

«George è un ragazzo molto veloce. Bottas lo era solo se partiva davanti, nella mischia si perdeva. Valtteri ha vinto delle gare, per Mercedes è stato un pilota buono, non straordinario. Russell sarà sicuramente più competitivo. Tra i giovani è il più forte in assoluto. Darà filo da torcere ad Hamilton.Tra gli altri giovani salvo Norris e Gasly che hanno fatto un super lavoro in termini di velocità. Tsunoda non è ancora al loro livello».

Tra i team flop del 2021 ci sono…

«Tolte Red Bull e Mercedes, tutti gli altri hanno floppato. La scuderia che più di tutte mi ha deluso è stata la Aston Martin, non più col podio a portata di mano come l’anno scorso. Anzi, un disastro completo».

E sulla Ferrari “una delusione totale”

«Sono stati anche loro una delusione enorme. Nel 2022 si giocano l’ultima chance. Anche perché sono anni che si parla di quello successivo come l’anno del cambiamento. Se anche col nuovo regolamento non dovessero riuscire ad inserirsi nella lotta per il Mondiale vorrà dire che davvero c’è qualcosa che non funziona alla base e la ristrutturazione del team sarà inevitabile. La squadra quest’ anno funziona, Leclerc e Sainz sono ok. Servono però degli ingegneri che diano a piloti e meccanici una macchina vincente».

Sulla voce della clausola che riguarda Charles Leclerc e un suo possibile addio dalla Ferrari…

«Credo debba rimanere, simboleggia la loro rinascita. Con una macchina vincente può portare a casa il Mondiale. Ed è ancora giovane, 24 anni. D’altronde basta guardare le performance di Alonso, 40 anni, per capire che a qualsiasi età, in F1, un talento può essere competitivo. Il rientro dello spagnolo l’ho appreso con grande gioia. Credo si sia scrollato di dosso chiacchiere assortite da paddock di gente che non lo conosceva affatto. Su tutte quella di essere un pilota difficile da gestire. E non molla: anche se è 14esimo, corre come se si stesse giocando la vittoria. Ha preso in mano da leader la Alpine e si è guadagnato il rispetto di tutti. Se Ocon ha vinto a Budapest, deve dire grazie solo a Fernando, che gli ha tenuto per tanti giri Hamilton dietro. Si è sacrificato.”

Il più grande di sempre?

«Per la F1 che ho vissuto io non posso che dire Senna. Abbiamo avuto Schumi, Prost, Alonso, ma l’unica star è stato Ayrton. La gente lo idolatrava. In Giappone ricordo file chilometriche di gente che voleva toccarlo. Nessuno si capacitava, dopo l’incidente di Imola, che una cosa del genere potesse capitare a un dio come lui».

Infine il ricordo più bello di Frank Williams, scomparso a fine novembre

«Telefonava 2-3 volte l’anno e mi diceva: “Vengo in fabbrica date a prendere un caffè, chiacchieriamo un po”. Avevamo due filosofie diverse. Lui era più attento al lato tecnico ed era nato col motor sport nello stomaco. Io badavo più a quello commerciale, allo spettacolo, volevo macchine tra loro più uguali e costi calmierati per i team. In quella filosofia alla fine mi ha seguito, pur con qualche arrabbiatura all’inizio. Abbiamo imparato tanto l’uno dall’altro. Sono certo che con me si sia davvero divertito molto.”

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