Dopo le vacanze ben meritate, i due piloti Ferrari hanno riassaporato il brivido di tenere in mano in volante. Sono iniziati ieri, infatti, i test del Cavallino a Fiorano.

Il primo a scendere in pista è stato Shwartzman nel primo giorno di test, percorrendo 44 giri, poi a guidare la SF71H è toccato ai due piloti “titolari”. L’attività di Sainz al mattino si è spinta fino a collezionare 59 giri, e dunque 176 chilometri.

Nel pomeriggio è toccato a Charles Leclerc.

Il monegasco ha percorso un totale di 48 giri, pari a 143 km. Tutti con gomme pirelli da 13″.Per i due piloti la magia è arrivata a fine giornata quando un bagno di folla li ha attesi all’uscita.

“I nostri sostenitori sono speciali. – ha affermato Leclerc – Oggi fa veramente freddo, eppure non hanno voluto mancare questo primo appuntamento della nuova stagione. Io almeno avevo il motore che mi teneva caldo ma loro sono stati davvero fantastici. Non vedo l’ora di scendere in pista con la vettura 2022”.

Lo spagnolo: “Bello tornare a guidare e vedere così tanti tifosi”

Anche Carlos Sainz si è divertito. Lo spagnolo, arrivato quinto nell’ultimo mondiale piloti, ha tanta voglia di continuare a dimostrare il suo valore. “In questi giorni, come tutti i nostri colleghi, siamo impegnati al simulatore, al quale alterniamo intense sedute di allenamento fisico in palestra. – ha detto Sainz – Tuttavia se parliamo di sollecitazioni, niente mette alla prova il corpo in maniera completa come il salire fisicamente in macchina. Per questo poter girare prima dell’inizio della stagione per un pilota è sempre molto utile.

E’ come se stessi risvegliando il tuo corpo, ricordandogli cosa significa essere un pilota di Formula 1. Dopo un mese e mezzo distante dall’abitacolo avevo proprio voglia di rimettermi alla guida. E’ stato molto divertente e anche utile come allenamento. Non vedo l’ora di scendere in pista a Barcellona con la vettura 2022 per entrare in pieno in questa era della Formula 1 e vedere se tutto il lavoro che abbiamo fatto fin dallo scorso anno sarà ripagato con la competitività che ci aspettiamo di avere”.

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