F1 – L’addio di Arrivabene: perchè la Ferrari non è una ditta

Il mancato rinnovo di Maurizio Arrivabene alle redini della ha fatto scalpore, ma probabilmente, sin dal suo arrivo alla Gestione Sportiva, l’uomo venuto dal tabacco non è mai stato l’uomo giusto a posto giusto e non si è saputo calare nella parte.

Sebbene Arrivabene sia stato nel mondo delle sponsorizzazioni e nel board della Juventus per anni, le persone con cui si è ritrovato in contatto alla Ferrari sono elementi diversi da quelli con cui ha avuto a che fare.

Gli ingegneri e gli uomini del cavallino hanno una caratteristica. Non lavorano per i soldi, ma per passione. Questo aspetto, rarissimo al mondo d’oggi, è fondamentale. Non si tratta di manager che mirano al bonus di fine anno, non sono procuratori nè persone legate a atleti pieni di capacità sportive ma spesso scostanti, annoiati e scorretti. Gli ingegneri, i tecnici, gli scienziati con cui si ha a che fare in Formula 1 ed in Ferrari prima di tutto, lavorerebbero gratis e rinunciano spesso alla famiglia, ad una vita rilassata che potrebbero fare lavorando in qualunque altra azienda. Inoltre sono persone intelligenti, serie e capaci, che non hanno bisogno e soffrono l’essere messi alla gogna e sotto pressione dopo un errore. L’errore capita nel mondo delle corse, ed Arrivabene spesso ha dato addosso ai suoi per errori in pista ed in factory, come se avesse a che fare con persone da rimettere in riga. Ma ciò ha solo stressato persone già sotto pressione, che già sapevano, senza bisogno di urla e dichiarazioni alla stampa, quanto fosse grave ogni singolo errore. Ciò li ha portati forse in confusione, li ha messi con l’acqua alla gola, togliendogli la tranquillità necessaria per vincere. E questo è stato il primo errore di Arrivabene, che ha creato un ambiente troppo teso in Ferrari.

Il secondo errore però è stata la gestione Fia, per quanto concerne soprattutto i cerchi forati. Per quanto Arrivabene sia stato seguito dalla stampa nella cavalcata contro i cerchi forati, topic considerato insensato da molti tecnici (a livello tecnico, la FIA ha espresso concetti chiari ed inoppugnabili), facendosi vittima di un complotto della FIA ai danni della Ferrari, che ha portato addirittura la Mercedes ad a tappare i fori, per vincere ed umiliare il cavallino, dimostrando la propria superiorità e “pulizia”. La lunga onda della famiglia Agnelli e del Drake hanno lasciato un’impronta di “signorilità” sulla Ferrari, che Arrivabene ha trasformato in rabbia verso le “istituzioni” (FIA), qualcosa di inaccettabile agli occhi di chi, a fine anno, vuole vedere in primis risultati economici dalla Ferrari SpA. Binotto è l’uomo giusto? Secondo un tecnico come il sottoscritto, dovrebbero essere sempre i tecnici a comandare, e l’ingegnere italo-svizzero ha dimostrato sul campo di meritarsi questa importante occasione.

di @WernerJrQuevedo