F1 ALFA ROMEO LA PERDITA DELLA PUREZZA

Sabato è stata presentata la nuova vettura della Sauber che da ora si chiamerà Alfa Romeo Sauber F1 Team. Il ritorno in F1 del marchio col biscione è stato accolto nelle maniere più disparate sui social e dalla gente che ne chiacchiera nei bar; la carta stampata ha dato gran rilievo a questa notizia e il tam tam mediatico ha fatto il giro del mondo in una frazione di secondo. Di fatto il ritorno ufficiale dell’Alfa nella massima formula è stato, per ora, un successo sia in termini mediatici che di marketing; può sembrare che ci siano delle differenze tra questi due settori ma non è così; essere al centro dell’attenzione dei media significa anche ricavarsi uno spazio commerciale molto ampio soprattutto nella nostra epoca. Marchionne è molto abile in questo settore ed ha dato prova di saper guardare il futuro con lucidità e scaltrezza; l’Alfa Romeo, nonostante il rilancio effettuato con alcune vetture di grande qualità non riesce ancora a fare il salto ed arrivare a volumi di vendita che possano essere di rilievo. La vettura di punta, la Giulia, è stata da poco nominata ‘auto dell’anno’ in Nord America nella 70° edizione del premio MOTOR TREND e questo non è altro che il biglietto da visita con cui presentarsi in F1 e cercare il vero rilancio commerciale dell’azienda che, ricordiamo, è stata più volte al centro dell’interesse del gruppo Volkswagen.

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ALFA ROMEO O SAUBER ?

Ora bisogna fare una riflessione su quanto sta accadendo in F1; i ‘puristi’ hanno subito battezzato l’operazione come qualcosa di sbagliato e addirittura un ‘vilipendio’ alla fama del Biscione nel mondo; tuttavia bisogna fare delle attente riflessioni sulla Alfa Romeo Sauber. Riuscire ad entrare nel mondo della F1 da zero è qualcosa di impossibile o quasi; la stessa Mercedes, che ha vinto 4 titoli mondiali consecutivi, ha dovuto acquistare la BRAWN GP nel 2009 per avere un team che fosse già avviato e con una struttura adeguata risparmiando così anni di apprendistato e di esperienza; non solo, qualche anno prima i Tedeschi acquisirono (2002) anche la ILMOR, un’azienda specializzata nei propulsori, che poi si rivelò utile per la progettazione di motori ad alte prestazioni e di fatto anche nel nuovo progetto della massima formula; questo è l’esempio lampante di quanto sia difficile anche per una grossa casa automobilistica creare strutture ad alto livello tecnico da zero. Bisogna quindi guardare all’Alfa Romeo con altri occhi; Sauber non pensa assolutamente di cedere la scuderia e nel caso, remoto, dovesse farlo questa avrebbe dei costi molto alti; il team dispone addirittura di una galleria del vento e non è certo una squadra messa in liquidazione ad 1 euro (come quando Honda vendette a Ross Brawn) da accaparrarsi a buon prezzo. Marchionne ha quindi scelto una strada diversa ma non meno affascinante; sponsor commerciale, appoggio tecnico e le Power Unit Ferrari versione 2018. L’idea che il biscione possa rientrare con dei propulsori propri è quantomeno assurda se non c’è l’appoggio della Ferrari; basta dare uno sguardo alla Honda ed alle tribolazioni della loro Power Unit per capire di cosa stiamo parlando; al momento il nuovo team sarà ‘satellite’ della Ferrari, servirà a far crescere Leclerc; sviluppare adeguatamente il motore della Rossa, sperimentare nuovi componenti e rilanciare l’Alfa. Di fatto Marchionne ha preso molti piccioni con una sola fava; ma non è tutto qui.

IL PESO DI FERRARI ED ALFA ROMEO IN F1

Il buon Sergio (Marchionne n.d.r.) come qualcuno lo ha definito; sta anche giocando pesantemente, con gli equilibri dell’attuale F1, avere un team col marchio Alfa primario lo rende più forte sul tavolo delle trattative 2021; quando si vorrebbe venissero adottati componenti standard per tutte le squadre; non solo ha più frecce al suo arco, ma può minacciare con concretezza l’uscita della Ferrari dalla F1; una minaccia seria che potrebbe benissimo vedere la luce nei prossimi anni; di fatto la Rossa ha meno bisogno della massima formula per la sua immagine e potrebbe competere in molte altre categorie vista l’alta tecnologia e l’organizzazione di cui dispone; il team potrebbe essere così rilevato da Alfa Romeo che potrebbe correre col proprio marchio; anche questa operazione sarebbe molto astuta; tecnologia Ferrari di fatto, ma squadra Alfa; con la Ferrari che verrebbe corteggiata da una miriade di altri soggetti per partecipare a campionati o addirittura crearne uno nuovo. Altra possibilità è che, nel tempo, l’Alfa Romeo acquisisca la Sauber per diventare un unico team, ma questo dipenderà dai dati commerciali dei prossimi anni, ovvero da quanto possa incidere nelle vendite la presenza di A.R. nella F1. I puristi non devono scandalizzarsi anche Lamborghini ha nel proprio DNA il gruppo Volkswagen e i tecnici Audi; questo purtroppo, o per fortuna, fa parte della economia mondiale e del bisogno di sopravvivere con gruppi industriali forti alle spalle; a questo proposito ci si dovrebbe chiedere, invece, chi ha più ‘purezza’ in F1; visto che Williams è motorizzata Mercedes, McLaren da Renault; Red Bull è una specie di ibrido tecnico-commerciale, la stessa Mercedes F1 ha sede in Inghilterra e tutte le altre squadre, o quasi, sono nate dalle ceneri di altri team…

Marco Asfalto

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