“Motorsport is dangerous”. La frase riportata su ogni pass per il Paddock di Formula 1, con il terribile incidente in Formula 2 fatale per Anthoine Hubert, ci riporta alla realtà, a quella natura cruda e pericolosa propria del motorsport.

Tutti i campionati, dalla Formula 1 alla Indycar passando per il WEC, si stringono oggi intorno ad una dolorosa morte che la sicurezza ci aveva quasi illuso essere riuscita a vincere in ogni tipo di incidente. La verità è che, fortunatamente, grazie a standard di sicurezza sempre più alti, non siamo più abituati a vedere dei piloti morire in pista. Terribili incidenti sì, ma che quasi sempre si risolvono con qualche visita di routine o poco più. Ormai i piloti ogni qualvolta scendano in pista, lo fanno sicuri di ritornare ai box. Il lato negativo di questo approccio è che tende ad offuscare i veri rischi che ogni gara comporta, facendo in modo che i piloti siano forse più tranquilli avendo meno percezione del rischio.

Non voglio dilungarmi in banalità, ma l’utilizzo massiccio dei simulatori, forma principale di allenamento della nuova classe di piloti, concorre in via principale ad allontanare il rischio della pista dalla mente dei piloti. L’effetto collaterale e pericoloso di tutto ciò è che quando la sicurezza, per una serie di fatalità o di aspetti tecnici, come ieri, non è sufficiente, ci si ritrova spogliati di ogni certezza e si ripiomba nella realtà del Motorsport.

Nell’ultimo anno la distanza tra sicurezza e consapevolezza del rischio era già stata ridotta in due paurosi incidenti, dall’epilogo meno drammatico di quello di ieri. Il primo, avvenuto un anno fa in Indycar, vide coinvolto Robert Wickens che volò con la propria vettura sulle reti di contenimento della pista, restando semiparalizzato alle gambe; il secondo avvenuto durante la gara di Formula 3 nel Gran Premio di Macao, nel quale Sophia Floersch volò oltre le reti della pista atterrando sull’edificio della conferenza stampa. Il denominatore comune tra questi incidenti è il fornitore del telaio, Dallara, che anno dopo anno si è specializzato nel produrre vetture sempre più resistenti e sicure.

Purtroppo tutto ciò non basta a poter modificare la frase sui pass. La Formula 2 oggi si ferma, mentre gli altri campionati gli renderanno omaggio. Giusto così, ricordando a tutti che “Motorsport is dangerous”.

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