La FIA, dopo le verifiche effettuate durante i test, aveva chiesto ai due team di “conformarsi” al regolamento, cosa regolarmente avvenuta in Australia.

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Ed alla fine la Federazione si pronunciò: come richiesto dalla Ferrari con la sua ormai celebre lettera di chiarimento, la FIA, dopo attente verifiche dei progetti, anche durante gli scorsi test a Barcellona, ha richiesto a Mercedes e Red Bull di adeguare i loro sistemi sospensivi alle nuove specificazioni tecniche dettate dal delegato federale Charlie Whiting. In particolare, veniva contestato che “il sistema sospensivo non deve rispondere alle sollecitazioni esterne in maniera differente da quella incidentale, e comunque non deve agire con funzione meramente aerodinamica”. I sistemi dei due team, seppur con due logiche differenti tra loro (Mercedes accumulava l’energia fornita al sistema dalle sollecitazioni stradali per poi riutilizzarla per controllare, in maniera asimmetrica, rollio, beccheggio ed altezza da terra della monoposto. Red Bull, invece, faceva “abbassare” il retrotreno, diminuendo l’incidenza alare, alle alte velocità per poi ritornare, a quelle più basse, al “consueto” assetto rake. Con ovvi vantaggi, per entrambi, nella gestione degli pneumatici), sono stati così ritenuti non conformi al regolamento 2017, ed hanno dovuto per questo modificare i progetti 2017, adeguandoli alla norma. A seguito delle verifiche tecniche del giovedì pre-gara, le nuove soluzioni sono state ritenute conformi, ma verranno monitorate per tutta la durata dell’evento per evitare futuri “aggiramenti” dei diktat tecnici federali. Ancora nulla di definito, invece, sul versante della richiesta di chiarimento Red Bull in merito all’ “additivazione” dei carburanti con olio motore, per ottenere un “surplus prestazionale”. La FIA sta monitorando attentamente la situazione per assicurarsi che “il lubrificante non venga in nessun caso utilizzato come carburante”.

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)