Meglio tardi che mai. Nico Rosberg conclude un weekend assolutamente autorevole, ottenendo una bella vittoria nel Gran Premio del Brasile e, forse, alimentando i suoi personali rimpianti per ciò che questa stagione poteva essere ed invece non è stata.
Il tedesco ha mancato solo il giro più veloce in gara, appannaggio di un Lewis Hamilton sì battagliero (in varie fasi è stato molto vicino al compagno di squadra, anche sotto il secondo) ma mai in condizione di poter impensierire realmente il figlio di Keke.
Dietro la doppietta Mercedes, l’ennesima, ha concluso a podio (13° alla prima stagione in “rosso”, record assoluto) la Ferrari di Sebastian Vettel, davanti al compagno Raikkonen, autore di una diversa strategia (due le soste ai box del finnico contro le tre di chi lo ha preceduto). Il muretto della Scuderia ha tentato di “forzare” la strategia di gara (montando, nel secondo stint, le Pirelli PZero Yellow Soft), ma francamente di più non ha potuto fare rispetto alla maggior velocità (seppur non tanto più elevata come, invece, lasciavano presagire le prove: in media 2-3 decimi in meno al giro) delle Frecce d’Argento.
In una corsa dallo sviluppo tutto sommato lineare fa specie vedere solo 4 vetture (Mercedes e Ferrari) a pieni giri, ancor più considerando la brevità del circuito di Interlagos.
Tra i pochi momenti di “pathos” di questo Gran Premio possiamo assolutamente annoverare l’ennesima “perla” confezionata da Max Verstappen al giro 32, magistrale nel superare all’esterno tra curva 1 e 2 l’annichilita Force India di un pilota molto “coriaceo” nei corpo a corpo come Sergio “Checo” Perez: Toro Rosso che, con un altro sorpasso nel finale ai danni della Lotus di Maldonado, ha concluso nuovamente tra i primi 10.
In una gara dove anche le McLaren Honda sono andate “meno peggio” rispetto al solito, riuscendo a vedere il traguardo, la palma del “meno positivo” potrebbe andare ex-aequo a Daniel Ricciardo e Felipe Massa: il pilota australiano è sembrato essere l’altra faccia della medaglia rispetto al pilota brillante in pista e sorridente fuori a cui eravamo fin’ora abituati. La sua posizione al traguardo, 12°, è ancora più sconcertante visto l’andamento della corsa del suo compagno di squadra Kvyat, discreto 7°, che non montava sulla sua Red Bull la Power-Unit Renault “evo” utilizzata per la prima volta in gara dall’ ”aussie”. Ed il pensiero che questa unità sarà la base di quella che dovrà utilizzare (e sviluppare) nella prossima stagione ha contribuito ulteriormente a smorzare la sua proverbiale e gioviale positività.
Il brasiliano della Williams invece, mai “in palla” e sempre dietro al compagno (5° al traguardo e primo dei doppiati) Bottas, subirà con ogni probabilità anche una penalizzazione poiché, sullo schieramento di partenza, sono state rilevate anomalie di temperatura e pressione sui suoi pneumatici posteriori.
Tra due settimane ci sarà l’ultimo atto stagionale sul circuito di Abu Dhabi: appuntamento che ci offrirà le ultime lotte in pista del 2015 e, nei giorni immediatamente successivi, i primi elementi d’analisi della stagione 2016, con i test, “preclusi” alla stampa, dei futuri pneumatici Pirelli.

di Giuseppe Saba

 

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