Nel venerdì di Monza si comincia a fare sul serio. Con le prove libere il Gran Premio d’Italia entra nel vivo, dopo il bagno di folla del giovedì con i cancelli aperti e i piloti travolti dall’affetto e dalla passione del pubblico nostrano. Entusiasmo alle stelle per i ferraristi ma anche per tutti gli altri protagonisti. Hamilton, Rosberg, Ricciardo, Alonso e ovviamente Massa, all’addio alla Formula 1, hanno vissuto in prima persona l’amore dei tifosi per questo sport. Un calore che pochissimi altri circuiti al mondo possono vantare e che fa parte della storia profonda dell’autodromo di Monza. Proprio per questa ragione era importante che il GP d’Italia continuasse a vivere; con il rinnovo del contratto con Ecclestone l’evento è assicurato per altri tre anni. Manca l’ufficialità della firma, prevista a Londra entro pochi giorni. Questioni di giurisdizione minimizzano.

La Ferrari in pista con un pacchetto aerodinamico particolarmente scarico (già mostrato il venerdì a Spa) e con l’evoluzione del motore costata gli ultimi 3 gettoni concessi per lo sviluppo della power unit, prima scuderia ad esaurirli. Alla Mercedes ne rimangono 6, alla Honda 3 e alla Renault 21.

In pista il gioco è conquistare il secondo posto dietro alle Mercedes, davanti a tutti sia in mattinata che nel pomeriggio. A seguire le due Ferrari con Vettel e Raikkonen (staccati di 4 e 6 decimi) e a ruota le due Red Bull. Confermato il passo avanti della McLaren con Alonso 7°, male invece la Williams.

Dopo le proteste seguite al Gran Premio del Belgio della scorsa settimana è giunto un richiamo di Charlie Withing a Max Verstappen, per il suo comportamento ai limiti del regolamento. Redarguito con vista di replay delle sue manovre malandrine di Spa.

E’ stata anche la prima volta di Mattia Binotto in conferenza stampa come direttore tecnico. Nel Gran Premio d’Italia la Ferrari rivela finalmente ai media il nuovo CTO subentrato a James Allison alla vigilia del Gran Premio di Germania un mese fa. “L’evoluzione del motore dimostra che continuiamo lo sviluppo. Solo in qualifica potremo vederne il vero valore”. La curiosità attorno al suo operato è tanta, sia su come approcciare la squadra, che sui futuri sviluppi progettuali. Ma lui non si espone: “sono in Ferrari da più di 20 anni, qui abbiamo ottimi ingegneri e menti preparate. Abbiamo un gruppo di tecnici giovani e brillanti; la tecnologia evolve in fretta, ma sono impressionato dal grado di professionalità che c’è”.

Domani il verdetto, quello serio, delle qualifiche. Ore 14:00

Di Stefano De Nicolo’

 

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