La Ferrari colleziona l’ennesima figura barbina. Vettel chiude sesto e Leclerc undicesimo, ma nessuno sembra voler prendere provvedimenti. Eppure si continua ad essere doppiati ed umiliati ad ogni gara.

Doppiati, umiliati e intoccabili. Si può descrivere così l’ennesimo scempio condotto dalla Ferrari nel Gran Premio di Ungheria, dominato come al solito dalla noiosa quanto inarrestabile Mercedes di Lewis Hamilton. Il catorcio SF1000 ha concluso al sesto posto con un generoso Sebastian Vettel e all’undicesimo con Charles Leclerc, sabotato da una strategia folle dell’imbarazzante Inaki Rueda, o come diavolo si scrive. Entrambi i ferraristi hanno chiuso ovviamente doppiati, impotenti rispetto alla superiorità chiara di almeno tre squadre.

Se ci fosse un pò di umiltà nelle menti di chi comanda a Maranello, tutti dovrebbero mettersi una mano sul cuore e dare le dimissioni. Ma evidentemente gli interessi economici contano di più dell’amore per un marchio glorioso. Molto triste vedere due talenti come Vettel e Leclerc annaspare e lottare con la vettura, mentre ci si mettono anche le diavolerie di Rueda a completare l’opera. Ormai siamo allo sbando più totale in una squadra dove sembra dominare un regime di fitta raccomandazione, con alcuni intoccabili che sono impossibili da mettere in discussione. A perderne sono i tifosi, gente con passione vera costretta a vedere il proprio mito umiliato ogni domenica.

E pensare che fino ad un paio di anni fa la rossa sembrava aver chiuso il gap con la Mercedes, prima della geniale mossa di mandare a casa Maurizio Arrivabene per far posto a Mattia Binotto, ottimo tecnico ma assolutamente inadatto a fare il team principal. Purtroppo la situazione attuale dà spazio solo a rabbia e rimpianti, ma per il futuro c’è solo un buco nero. Il 2020 è andato ed anche il 2021 è a forte rischio, mentre per i nuovi regolamenti ci sono speranze tutte da dimostrare.

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