Buona prestazione delle Rosse in Bahrain, tuttavia ci sono stati problemi abbastanza importanti che riguardano l’affidabilità e proprio su una pista dove già nel 2016 Vettel dovette fermarsi per dei problemi alla Power Unit nel giro di schieramento; oggi altri problemi prima a Raikkonen

 

che lascia la vettura a bordo pista e se ne va sconsolato verso il box durante le FP1; per lui noie elettriche, la Squadra cambia tutta la PU per velocizzare il suo rientro in pista nelle FP2 e lo fa con una velocità incredibile. Poi tocca a Vettel nella seconda sessione,


La vettura si spegne in pista e viene spinta al box dai commissari; sostituzione di una centralina per il Tedesco, il quale, riprende a girare segnando anche ottimi tempi. Già nelle FP1 era stato il Pilota Ferrari a segnare il miglior tempo con 1:32.697. Però i problemi di oggi ad entrambe le vetture sono un cattivo campanello d’allarme per la Squadra, sconcertante avere noie del genere proprio sulla pista più calda dall’inizio del mondiale e su un tracciato che sembra dare delle buone risposte alla Ferrari. Nonostante questo e gli ottimi tempi c’è da rilevare come Vettel abbia avuto delle difficoltà in frenata per sua stessa ammissione e che quindi abbia ancora qualcosa da migliorare nel settaggio della macchina; Raikkonen è apparso più in forma della Cina e nelle FP2 è stato a 0,168 sec. dal compagno di Squadra mentre i problemi delle FP1 lo avevano relegato in ultima posizione.

Da notare come la Ferrari, negli ultimi timing delle FP2, quando si gira simulando la gara; ha ottenuto buonissimi tempi soprattutto nel giro d’attacco, Vettel infatti ferma il cronometro sul 1:35.966; mentre Hamilton segna 1:35.832, entrambi su SuperSoft nuove; tuttavia i giri seguenti sono altalenanti, soprattutto quelli della Ferrari, che rimane in pista per 13 giri, interessante il crono del 9° passaggio con 1:36.942, mentre Hamilton compie solo 8 tornate con il timing all’ultimo giro di 1:35.950. E’ quindi intuibile che i tempi della parte finale delle FP2 non costituiscono un parametro valido per capire i reali valori in campo, troppa la distanza tra Ferrari e Mercedes in questo scorcio di prove libere, circa 1 secondo; differenti i carichi di benzina, oppure una tabella di lavoro differente. Ricciardo invece ha fatto un piccolo stint di 7 giri, rallentando molto alla tornata n. 6, iniziato con il timing di 1:36.751 e terminato con 1:37.203 ma dopo aver fatto ‘riposare’ notevolmente le gomme al giro precedente.

Rimane il fatto che in Ferrari dovranno capire bene la natura dei problemi patiti dai due Driver e cercare di risolverli in fretta perché la Mercedes sembra in ottima forma; da notare come anche in Bahrain le Rosse abbiano portato dei piccoli aggiornamenti, a testimonianza del fatto che non si lascia nulla di intentato in questa stagione e che il lavoro a Maranello procede in maniera molto diversa dagli ultimi anni…

Marco Asfalto

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