Questa è stata la domanda ricorrente oggi, molti me lo hanno e se lo sono chiesto, sui social network e a dire la verità anche al bar dove sono solito consumare la colazione, ho provato a dare un’occhiata ai numeri, e forse qualche speranza di agguantare il podio c’era, è un’ipotesi difficile e un calcolo che deve per forza prendere in esame i tempi i Hamilton, considerando che era su di lui che si doveva fare la gara, riassumerò il tutto con i dati dei tempi alla mano e cercando di tenermi ‘largo’ con i conteggi così da estrapolare il dato più pessimistico che le cifre possono fornire. Partiamo dal fatto che la Ferrari con una strategia molto efficace è riuscita, con la vettura di Alonso, a passare Vettel al pit stop del 24° giro e quindi a portare lo Spagnolo in 2° posizione


che ha tenuto per 3 tornate fino al giro 31 in cui è entrata la Safety-car, in quel momento si è deciso di montare sulle Ferrari nuove gomme (Soft) ed Alonso rientra al 4° posto; sono proprio quei 3 giri l’unico parametro di riferimento valido per il ‘calcolo’ che andremo ad eseguire. Ecco i tempi dei giri 28, 29 e 30

Giro 28   HAMILTON 1:51.793   ALONSO 1:52.263   VETTEL 1:53.101   RICCIARDO timing di uscita dal box

Giro 29   HAMILTON 1:51.405   ALONSO 1:52.198   VETTEL 1:52.703   RICCIARDO 1:52.655

Giro 30   HAMILTON 1:52.243   ALONSO 1:52.897   VETTEL 1:52.699   RICCIARDO 1:52.569

Da considerare che Hamilton aveva cambiato le gomme alla tornata 26, Alonso alla 24, Vettel alla 25 e Ricciardo alla 27, i Piloti Red Bull erano su gomme Soft (banda gialla) e gli altri due su SuperSoft (banda rossa), per una proprietà caratteristica delle gomme SuperSoft queste danno il miglior rendimento nei primi 2-3 giri fino a stabilizzarsi per altre 8-9 tornate fino al crollo repentino, dipende comunque molto dal pilota, dal traffico e da molti altri parametri; quindi la differenza tra i tempi dello Spagnolo da quelli del Britannico in queste 3 tornate erano variabili tra 0,4 e 0,6 sec. Hamilton ha tirato fuori il meglio da queste mescole al giro 39 mentre Alonso al giro 27, non c’è una controprova perchè come tutti sappiamo il Ferrarista è stato richiamato al box per cambiare gli pneumatici proprio con la safey-car in pista montando le Soft


che obbligatoriamente doveva montare prima della fine della gara. Ora con tutti quei giri lenti dietro la macchina di sicurezza c’era la possibilità di sfruttare di nuovo le gomme a banda rossa per almeno altri 8-10 giri, ricordiamo anche che le gomme di Alonso avevano 2 giri in più di quelle di Hamilton, quest’ultimo alla ripartenza comincia ad inanellare tutta una serie di giri veloci pur di mettere tra se e gli altri, che non si sarebbero più fermati, quei 27 secondi necessari per stare ancora avanti, in realtà non riesce ad avere tali secondi ma abbastanza per rientrare dietro Vettel al giro 53, quindi in 2° posizione, in quel momento il Tedesco girava, con le gomme sulle tele col tempo di  1:54.454 mentre Hamilton nel giro successivo realizzava 1:53.579 cioè 9 decimi di margine, il compound crollava definitivamente dal giro 56 al giro 60 con i tempi di Vettel (che era pressato da Ricciardo con dietro Alonso) tutti sul 1:55 alto; in questa fase il Britannico era più veloce addirittura di 2 secondi con gomme fresche, mentre gli altri erano lentissimi con gomme che avevano 30 e più giri sulle spalle…

Perché tutto questo discorso?

Perché calcolando che il gap di Alonso sulle gomme SuperSoft rispetto ad Hamilton era di circa 6 decimi, rimanendo in pista con le mescole rosse e facendo la gara sul Britannico che ha fatto 14 giri prima di fermarsi, probabilmente sarebbe rientrato (al giro 50 calcolando gli stessi giri sulle gomme di Hamilton) a circa 7-8 secondi da Ricciardo (quindi sempre in 4° posizione) ma con la possibilità di attaccare e di essere notevolmente più veloce per altri 10 giri avendo quindi tutto il tempo per recuperare; altro fattore da considerare è il traffico, seguendo nella strategia il pilota della Mercedes, l’Asturiano avrebbe avuto davanti solo lui e non altre 2 vetture, le Red Bull, che inevitabilmente gli hanno terminato l’ultimo grip a disposizione delle mescole; certo c’erano da fare 8-10 giri da qualifica, ma la domanda è, valeva la pena di rischiare? O perlomeno si poteva far star fuori con le SuperSoft almeno Raikkonen e provare a metterlo a ridosso del podio contando sulla sua furia agonistica degli ultimi giri? Di fatto è stato risucchiato insieme agli altri in una strategia con un 3° stint lunghissimo, una vera agonia come egli stesso ha commentato… E adesso parliamo dei Commentatori TV, tutti a dire in diretta che cambiando le gomme in fase di safety-car la Ferrari faceva l’azzardo, perdonatemi, l’azzardo, la vera strategia coraggiosa sarebbe stata quella di marcare Hamilton e non le Red Bull, e abbiamo anche capito negli anni che andare dietro alle loro strategie spesso non paga, e come ho già scritto, basta ricordare il finale 2010 per farsi un’idea.
L’altra domanda è, perché si è andati dietro alle lattine? Probabilmente per i tempi dello schema sopra riportato si è andati nel panico quando si è visto che il timing di quei giri non dava ragione ad Alonso ed anzi lo scarto era di pochi decimi anche se su gomme SuperSoft, ma in quei giri i Piloti Red Bull stavano esprimendo il massimo potenziale delle coperture e questo di certo non poteva durare… E si è anche sopravvalutata la capacità dei Commissari di Pista di Singapore notoriamente molto lenti, tanto che per togliere dei detriti ci sono voluti ben 18 minuti e 7 tornate, nessuno in Ferrari ha pensato che ci poteva essere ancora una buona finestra di utilizzo delle gomme a banda rossa? La gara oramai è andata e non si può tornare indietro e come ho già detto siamo nel campo delle ipotesi, peccato però, anche per Kimi Raikkonen sul quale si poteva fare un lavoro ben diverso…

Marco Asfalto   

Twitter : @marcoasfalto

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