F1 Regolamento 2022: le conseguenze del nuovo regolamento sul peso e sul fondo

La F1 è in continua evoluzione e gli addetti ai lavori sono sempre alla ricerca di soluzioni per estremizzare le performance delle monoposto, senza rinunciare allo spettacolo delle battaglie, dei ruota a ruota e delle lotte che da sempre caratterizzano la massima categoria automobilistica a ruote scoperte. Il Consiglio Nazionale dell’Automobile ha definito una serie di regolamenti tecnici e finanziari che saranno adottati nei prossimi anni in Formula 1. Una prima decisione è stata quella che vede la maggior parte dei componenti adottati nel GP di Austria di quest’anno congelati anche per il 2021. Le monoposto che correranno in Austria, infatti, costituiranno la base per i componenti che dovranno essere utilizzati quali telaio, cambio e altri componenti. 

Principalmente il regolamento prevede l’introduzione di un sistema a due gettoni che limita di fatto lo sviluppo di alcune componentistiche rispetto ad altre, dando così priorità a pezzi diversi, in base alle esigenze. Anche lo sviluppo delle power unit sarà limitato: oltre al numero prefissato di unità da utilizzare, cioè 2 per stagioni inferiori ai 14 GP e 3 nel caso in cui fossero più di 14, è possibile sviluppare il motore solo una volta. Questa regola vale sia per il 2021, sia per il 2022. Passiamo, ora però, a fattori ben più tecnici.

Innanzitutto, ci sarà una riduzione di carico generata del fondo prossima al 10%, per limitare l’incremento delle prestazioni delle monoposto che andrebbero ad influenzare il comportamento e la durata degli pneumatici Pirelli. In sintesi, senza questa soluzione, si avrebbero delle monoposto che letteralmente “brucerebbero” gli pneumatici, dovendo ricorrere continuamente al cambio gomme.

Per ridurre il carico del 10% sarà modificato il fondo di fatto. Si andrà a semplificare tutta la zona del fondo in prossimità delle ruote posteriori, magari riducendo il numero di profili e “denti”, che ha subito diverse evoluzioni, come possiamo vedere nel video sotto .

Questo significa che la micro-aerodinamica subirà delle modifiche e passerà in secondo piano, cosa molto diversa rispetto agli anni precedenti, nel quale era protagonista sin dalle soluzioni proposte da RedBull negli anni di dominio. Che significa questo: che l’aerodinamica peggiorerà, dunque le monoposto sulla carta, a parità di vettura con quelle attuali, sarà più lenta in curva.

Un altro fattore importante sarà l’aumento del peso minimo di 3 kg. Questo comporterà un rallentamento delle monoposto di alcuni decimi di secondo, a parità di tutti gli altri componenti. Sempre a parità di auto con quelle attuali, anche la guidabilità potrebbe risentirne un po’, rendendole di fatto, meno gentili con le gomme. Questo vale perché un peso maggiore fa aderire meglio le gomme al suolo lasciando un impronta maggiore, quindi un consumo maggiore per ogni giro percorso. L’aumento di peso, influisce anche sull’accelerazione in quanto c’è più massa da dover spostare. Aumentare di peso può aiutare i team a non dover usare obbligatoriamente usare componenti ultra-sofisticati, che potrebbero costare molto di più rispetto ad un componente leggermente “più primitivo e meno sviluppato”. Questa soluzione aiuta principalmente le scuderie minori che non hanno budget compatibili con gli sviluppi estremi. Dal 2021, come succede in altre categorie sarà aggiunto un BOP, ovvero il Balance of Performance. 

La differenza con le altre categorie, però, è che, invece, di essere applicato con l’adozione di più o meno zavorre in base alle prestazioni e dunque influenzare il peso, si avrà un BOP di tipo aerodinamico. Le risorse aerodinamiche, dunque saranno inversamente proporzionali alla posizione in classifica alla fine di questa stagione. In pratica il primo classificato potrà disporre del 90% delle ore in galleria del vento rispetto al 100% di cui potrà disporre il quinto classificato. Il decimo potrà disporre invece del 112,5%. Nel 2022, il limite scenderà al 70% per il primo, salendo sino al 115% per l’ultimo. Questo significa dare un importante incentivo alle scuderie minori, a sfavore dei tre top team per provare quanto meno a bilanciare e rendere meno scontati i risultati.

 

A proposito dell'autore

Laureato in Ingegneria Meccanica. Classe '96. Passione per motori e motorsport in generale. Studente alla magistrale di Ing. Meccanica per Energia e Ambiente, settore Motoristico

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