NEWS F1: Il ritorno di Magic Alonso, l’asturiano compie l’impresa in Qualifica

Fernando Alonso compie l’impresa: sorprendente 7° posto in griglia su una McLaren che per tutto il weekend ha preparato lo spagnolo al peggio.

Sarà che è il suo circuito di casa, sarà che il Montmelò gli riporta ricordi dolce-amari: la vittoria con la Ferrari nel 2013, il misterioso incidente ai test del 2015 con la neo sposa McLaren e, non per ultimi, i problemi che lo hanno afflitto in questo weekend. Fernando Alonso, oggi, al Montmelò, ha compiuto un “miracolo”.

Un miracolo inaspettato visti i problemi che la MCL 32 ha riportato in tutto il weekend.

Nelle FP1 Fernando è costretto a fermarsi già nel giro di formazione, a causa di una perdita d’olio e pensa bene, quindi, di andare a fare una partita a tennis col suo fisioterapista, forse uno dei tanti segni che l’iberico manda alla scuderia di Woking. Alonso torna, viene reinstallata una PU non aggiornata, ma le cose non sembrano migliorare al venerdì pomeriggio, visto che lo spagnolo segna un tempo che gli fa “guadagnare” solo l’ultima posizione. Tangibile il suo umore, soprattutto in radio: “Il motore sembra a posto. Molto più lento di prima, fantastico!”

Non si preannunciava un buon weekend, ma il sabato sembra essere una giornata completamente diversa per lo spagnolo e la McLaren. Alonso chiude le FP3 segnando il 10° tempo, ma la sua prestazione in qualifica è degna di essere ricordata tra le migliori prestazioni dell’asturiano.

In Q1 segna il 12° tempo, ad 1,5s dal miglior tempo, su gomme soft, demolendo da subito il suo compagno di squadra, Stoffel Vandoorne, che si qualifica solo 19°, a 0,5s da Fernando.

In Q2 il leone spagnolo non si arrende, e pur consapevole delle possibilità della sua McLaren da il tutto per tutto e segna una fantastica decima posizione col tempo di 1.21.251,  ad 1s da Hamilton.

Le tribune spagnole esplodono, così come la gioia in casa McLaren, che festeggia l’entrata in Q3 come se fosse la vittoria dell’intero campionato.

Foto via twitter @mclaren

Fernando potrebbe accontentarsi, si ritrova a dover lottare in Q3 contro le due Ferrari e le due Mercedes, troppo irraggiungibili, e contro le due Reb Bull, le due Force India e la Williams di Felipe Massa.

Il 10° posto è già un grande traguardo per una McLaren che a stento riesce a vedere la bandiera a scacchi, che accusa problemi di affidabilità in quasi tutte le aree della monoposto, ma Fernando non ci sta: è un lottatore, è un samurai, così come ama definirsi. E forse è vero, il pilota può fare la differenza, può guidare qualsiasi monoposto, ma ha quei due decimi nel piede che lo portano a fare l’impresa.

Fernando Alonso segna il tempo di 1.21.048, mettendosi davanti alle due pantere rosa e all’ex compagno ferrarista, Felipe Massa, assicurandosi una settima posizione incredibile.

Intervistato nel nuovo spazio dedicato, in griglia, ai primi tre classificati, Alonso scherza un po’ sulla sua situazione. “Avrò imparato in Indy come andare più veloce. Il 7° posto è un regalo. Speriamo di prendere punti domani.” E speriamo che la McLaren Honda non decida di fare di nuovo i capricci.

Credits: F1 Official Twitter Account

L’asturiano parteciperà alla Indy500, il 28 Maggio, saltando il GP di Monaco in cui, sicuramente, avrebbe compiuto altre imprese impossibili come quella di oggi.

In tre anni di sofferenze, GP non completati e problemi ricorrenti, Fernando Alonso resta ancora sulle prime pagine di tutti i giornali sportivi; un attore, all’interno del Paddock, che fa discutere, che divide, pur trovandosi spesso e volentieri nelle retrovie della griglia.

Sfortunato forse coi tempi, con le occasioni. Molti dicono che Fernando avrebbe molti più trofei, nel suo palmares, se avesse fatto le scelte giuste. Ma ciò che è certo, è che Alonso non molla, è un leone, e oggi lo ha dimostrato. Tanto di cappello a lui, che sembra essere il solo a tenere a galla una McLaren Honda che affonda sempre di più. E speriamo che, in McLaren o in qualsiasi altro team, possa tornare molto presto a lottare per posizioni che contano.

 

di Marika Laselva

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