MCLAREN-HONDA: SERVE UNA SCOSSA

Il peggior inizio di stagione della storia in Formula 1 per la McLaren. Un incubo per il titolato binomio anglo-nipponico. Una storia con ampi richiami ad un passato glorioso che al momento rischia di diventare una barzelletta. Anche se da ridere c’è davvero poco.
Fernando Alonso e Jenson Button. Due piloti tra i migliori della massima categoria che al momento hanno forse fatto più chilometri a piedi ritornando ai box o rispondendo alle domande dell’universo mediatico, che in pista con una macchina potenzialmente da paura ma perennemente al palo per inconvenienti a non finire. Come il ruggito sordo di un motore non ancora in grado di girare al massimo ma che fa intravedere tutto il proprio potenziale: credetemi, vista dal vivo soprattutto in accellerazione e in curve medio veloci la McLaren fa paura.
Telaisticamente da affinare tuttavia, il lavoro aereodinamico del discepolo di Newey, Peter Prodromou nel creare lo chassis della monoposto inglese è stato di prim’ordine, e sicuramente rappresenterá, si spera a Woking, una delle carte vincenti per sparigliare la malasorte e tornare in vetta.
Fa specie vedere le due McLaren in fondo alla griglia o addirittura ai box durante le libere, le qualifiche, le gare finora disputare; fa specie vedere due leoni del volante tra i migliori del lotto cercare di governare due bolidi alla deriva.
Gara dopo gara l’atmosfera in casa McLaren Honda si è fatta vieppiù elettrica….Giá, elettrica; ecco il problema, forse. Problema venuto alla luce giá nei test prestagionali al Montmelò a partire dal misterioso incidente di Alonso; nessuno mi fará cambiare idea sull’ipotesi “scossa” dal sottoscritto avanzata immediatamente dopo il fattaccio e corroborata da fatti a suo tempo descritti con dovizia di dettagli.
Tra l’altro, sono passati più di 3 mesi e qualcuno ha notizie dei risultati dell’inchiesta Fia? Ahi, mi sa che neanche a Ferragosto…
Ma proprio a Barcellona sono cominciate a circolare le voci di una difficile amalgama tra parete elettrica e termica della power unit Honda; di problemi all’MGU-K e non solo che sarebbero stati risolti, vista l’impossibilitá di “aprire i motori” dopo la loro omologazione, con l’utilizzo di componenti sviluppati dalla McLaren Tecnology e non dal motorista giapponese.
E proprio qui sta l’arcano: vuoi vedere che non si è trovata ancora la quadra, che forse non la si troverá in questa stagione al di la dei gettoni ancora da spendere e della cavalleria da buttare in pista? E che magari la cavalleria nipponica sia imbrigliata da interfaccia introvabili, da cavilli elettronici?
Per il bene di tutti speriamo di no. Fernando non si perde d’animo e ha più volte detto “meglio che capiti tutto quest’anno, piuttosto che i prossimi quando lotteremo per traguardi ben più importanti”. Jenson, da buon inglese, non si è mai surriscaldato ma non ha lesinato “sciabolate” al proprio team. Ron Dennis lo vediamo spesso nei box al capezzale delle monoposto quando vengono smontate e rimontate….
Serve una scossa, dunque, anche per i tifosi della squadra britannica, per i supporters di Alonso e Button e della Formula 1 dell’era Mercedes;dell’era noia secondo molti, una noia giá patita se di noia si tratta, e noi non siamo d’accordo, durante le dominazioni made in Ferrari e RedBull solo per stare agli ultimi decenni.

 

Alessandro Sala

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