F1 – DOPO GARA AUSTIN USA GP

Mai un singolo fine settimana di gara è stato in grado di riassumere in soli tre giorni l’andamento di un’intera stagione. Dalle condizioni climatiche avverse che hanno caratterizzato le prime due sessioni di prove libere, alla penalità e all’ennesimo errore in gara di Sebastian Vettel, alle modifiche apportate dalla Mercedes, alla ritrovata competitività della Ferrari in qualifica e in gara, passando per i ritrovati problemi di blistering sulla vettura di Hamilton arrivando alla tanto aspirata vittoria per Kimi Raikkonen. Ma andiamo per ordine.

Ancora una volta la SF71H ha mostrato tutti i suoi limiti in condizioni di posta bagnata: la vettura è apparsa molto difficile da guidare, con evidenti problemi soprattutto durante la fase di trazione, che rendevano il retrotreno della monoposto italiana molto scorbutico. Infatti, entrambi i piloti facevano non poca difficoltà a replicare i tempi delle due Mercedes che, specialmente con Lewis Hamilton, hanno avuto bisogno di pochissimi giri per trovare il giusto feeling con una pista molto tecnica e complessa in condizioni di bagnato. Invece, sia Kimi sia Sebastian, non sono mai riusciti a raggiungere quel limite che le frecce d’argento hanno trovato con molta semplicità. Probabile che un ruolo fondamentale sia stato giocato sulle W09 dalla nuova elettronica differenziale che gestisce molto meglio la coppia in fase di trazione tale da rendere molto stabile il posteriore. La gestione della vettura in condizioni di pista bagnata è stata e resterà almeno fino al prossimo anno un cruccio da risolvere al più presto per la squadra di Maranello, consapevoli che mai come in questa stagione tanti sono stati i punti persi a causa della pioggia.

I problemi in casa Ferrari nella giornata del venerdì non si sono solo limitati ai deludenti risultati ottenuti durante le prove libere, ma hanno dovuto tener conto anche della nuova penalità comminata a Sebastian Vettel, questa volta per non aver rallentato in maniera perentoria e decisiva in occasione della bandiera rossa esposta durante le prime prove libere per la presenza di ghiaia sulla pista. Risulta difficile dire se la penalità ci fosse o meno (a livello di regolamento la decisione sembra essere giusta anche se si considera lo stesso trattamento che sia Ricciardo e Ocon in altre occasioni hanno ricevuto), ma sicuramente non è la priva volta che il quattro volte campione del mondo si rende protagonista di comportamenti al limite del regolamento. Nell’ottica di una lotta per il titolo piloti, questi errori possono essere pagati anche a caro prezzo: non è questo il caso dato che ormai tra Hamilton e il campionato del mondo c’è solo la matematica, ma se i due piloti fossero stati ancora in lotta come sarebbe stata gestita la situazione in casa Ferrari? Per diventare dei vincenti bisogna avere tanta cura dei particolari: limitare queste leggerezze potrebbe già essere un buon punto di partenza per l’anno venturo.

Uno dei tanti temi che ha fatto particolarmente discutere nel paddock del circuito texano è stato quello relativo ai fori sia sui cerchioni sia sul mozzo delle ruote posteriori della W09 Hybrid. Da regolamento sarebbe vietato portare modifiche che portino vantaggi aerodinamici attraverso questi particolari. La Mercedes si è giustificata affermando che tale soluzione serve solamente per raffreddare gli pneumatici posteriori che il più delle volte soffrivano di blistering. Tale risposta non ha convinto la Ferrari che ha chiesto alla FIA un controllo che si è concluso con un nulla di fatto. Secondo la federazione l’apertura di tali fori è talmente piccola da non poter creare evidenti vantaggi aerodinamici. Sicuramente tele risposta è andata controcorrente con quanto successo alla Red Bull diversi anni fa, alla quale una soluzione molto simile è stata vietata; questi episodi non fanno altro che mettere ancora una volta in evidenza come la federazione in favore della casa tedesca abbia due pesi e due misure. Inoltre, ancora una volta, Bottas, messo sotto la lente d’ingrandimento da parte dei commissari di gara, questa volta per aver guidato troppo lentamente durante il giro di rientro in qualifica, non ha subito nessun tipo di penalità. Non è la prima volta che il comportamento del pilota finlandese sia esaminato dai commissari di gara, ma, come già accaduto in Belgio e in Russia, Bottas ha ricevuto una semplice reprimenda quando, per molto meno altri piloti hanno ricevuto trattamento diverso.

Come non accadeva dal Gran Premio d’Italia, dove la Ferrari trovò in qualifica una spettacolare prima fila, la monoposto italiana ha sofferto moltissimo il giro secco, prendendo da Hamilton distacchi molto severi sia in Singapore, sia in Russia sia in Giappone (al netto dell’erroraccio in Q3), soprattutto se si tiene conto della prima parte della stagione nella quale la SF71H era il più delle volte la vettura da battere nella giornata del sabato. In questo fine settimana, sia Vettel sia Raikkonen hanno guidato molto bene, trovando, almeno sull’asciutto, una vettura molto stabile e veloce, che con entrambi i piloti si è portata a meno di un decimo dalla pole di Hamilton. Proprio le ultime gare hanno evidenziato quanto sia fondamentale partire il più avanti possibile sia per poter sferrare un attacco importante nel primo giro sia per evitare spiacevoli contatti a metà gruppo.  La competitività si è poi affermata anche nel corso della gara, con una SF71H che è stata nettamente la vettura più veloce in pista, sia con le mescole più morbide sia con quelle più dure, capace di essere molto docile con gli pneumatici, soprattutto con quelli posteriori posteriori e molto rapida sul lunghissimo rettilineo. Questo mostra che la decisione da parte del team in rosso di ritornare al pacchetto aerodinamico precedente abbia portato i suoi frutti in attesa di provare in maniera più decisa il nuovo fondo già dal prossimo fine settimana in Messico.

Ancora una volta Sebastian Vettel si è messo in evidenza per l’ennesimo contatto durante le prime fasi di gara, che ha costretto il pilota tedesco ad una nuova rimonta dalle retrovie, dopo essere finito in testa coda, come già successo in Italia e in Giappone. Ricominciare la gara dal fondo della griglia, a meno di particolari condizioni, toglie qualsiasi speranza di podio. A maggior ragione, data la ritrovata competitività della SF71H, quella di oggi può essere considerata l’ennesima occasione persa, non tanto per riaprire la corsa al titolo mondiale, ormai una utopia, ma più per ritrovare fiducia dopo un periodo molto buio, dal quale il quattro volte campione del mondo sta facendo fatica ad uscirne. Inoltre, come già detto precedentemente, diventerà fondamentale limitare quasi a zero tali errori che non fanno altro che far decrescere le possibilità di vittoria, soprattutto se si ha di fronte un pilota come Hamilton che non ne sbaglia mai una e che sta facendo della costanza nel rendimento la sua arma più letale.

Infine, un plauso va a Kimi Raikkonen che trova, dopo cinque anni di digiuno, una vittoria più fondamentale per lui che per la squadra, anche se in questo modo una flebile speranza per il titolo costruttori si tiene viva, per rinsaldare il morale di un pilota fortissimo ma che ha pagato, soprattutto negli ultimi anni sia in cattiveria agonistica sia in rendimento, ma che, e questo non va dimenticato, è stato l’ultimo a portare il titolo piloti a Maranello. Probabile quella di oggi sia la sua ultima vittoria in rosso, e forse della carriera, ma per come ha guidato e per come, in generale, si è comportato nell’arco dell’intera stagione è sicuramente strameritata.

di  Francesco Saverio Franco

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