Durante le presentazioni delle vetture 2019 non mancano gli spunti per commentare le nuove soluzioni tecniche adottate dai team e questo mi spinge a raddoppiare l’appuntamento settimanale con la tecnica di NewsF1.

Con la presentazione di Mclaren e Alfa-Romeo si aprono nuovi scenari e compaiono configurazioni fino ad ora inedite.

Inoltre, il particolare musetto della RedBull merita una analisi più dettagliata visto l’interessante inserto posto appena sopra lo sfogo dell’S-duct. È proprio dalla macchina del team austriaco che comincia l’articolo di descrizione di oggi.

Sembrerebbe una presa d’aria, è posta esattamente sullo sfogo dell’S-duct e potrebbe consistere in un piccolo tubo di venturi per (letteralmente) aspirare ancora più aria dalla parte inferiore del musetto. Non avendo disegni tecnici la mia è solo una supposizione, ma lo schema interno potrebbe essere il seguente:

La presa d’aria innovativa immette in un piccolo tubo di Venturi il flusso che arriva dal lato superiore, ovvero un condotto che inizia largo e poi si restringe. Con la teoria dell’aerodinamica analizzata durante il 2018 (e che in seguito riporterò anche per i nuovi lettori) si è capito che quando il flusso deve attraversare una strettoia, deve accelerare per poter passare tutto quanto. Cosi facendo, le molecole gassose si allontanano tra di loro e il risultato è un calo di pressione interna al fluido.

Quindi, dentro il piccolo inedito canale RedBull si induce una depressione nel flusso che lo imbocca. Questa depressione, si trova esattamente sopra allo sfogo dell’S-duct. Conseguentemente anche l’aria che arriva dall’S-duct sente la depressione e viene risucchiata con maggiore intensità. cosi facendo, si possono prelevare maggiori quantità di flusso dalla parte inferiore del musetto.

Per quanto riguarda l’Alfa-Romeo Racing, che oggi ha presentato un’ala completamente rivisitata e differente rispetto a quelle delle altre squadre, è lecito porsi un quesito.

Come abbiamo detto fino ad oggi,  molte squadre sono rimaste abbottonate e non hanno esibito tutte le aree delle nuove monoposto. Questo è in parte dettato dal grande cambiamento che i regolamenti hanno imposto ai flussi anteriori. In questo frangente, sperimentando soluzioni per la prima volta, potrebbe esserci qualcuno che ha svolto il lavoro meglio degli altri. La logica conseguenza è che si percepisce un certo mistero attorno alle nuove forme perché, nel caso qualcuno avesse una configurazione particolarmente innovativa, non vorrebbe di certo perdere il vantaggio mostrandola prima dei test.

Potrebbe essere il caso di Alfa-Romeo Racing? Potrebbero avere un’ala particolarmente diversa dagli altri team? potrebbero aver installato un’ala “finta” e incompleta per la presentazione?

sarebbe plausibile come no, ma dalla comparazione con l’ala di qualsiasi altra vettura la carenza di estensione della superficie deportante è ben evidente.

Per un componente così importante come l’alettone anteriore, la superficie dimostrata da Alfa-Romeo ha qualcosa di anomalo.

La formula matematica della deportanza, del resto, parla chiaro:

La superficie (in rosso nell’equazione precedente) contribuisce alla generazione del carico e tanto sarà più grande, tanto più il risultato di spinta al suolo crescerà.

Inoltre, uno sbocco diretto sugli pneumatici anteriori aumenterebbe tantissimo la resistenza aerodinamica, visto il forte impatto che il flusso genererebbe sulle ruote sterzanti. sarebbe molto meglio un profilo alare continuo fino ai limiti esterni, per proteggere la ruota dalla corrente fluida.

Aspettiamo i test per vedere se qualcosa cambia.

In fine, sempre per la vettura “Svizzero-italiana”, un particolare introdotto nel 2018 e mantenuto anche per la prossima stagione: i deviatori davanti agli pneumatici posteriori.

Servirebbero per deviare l’aria verso l’esterno in un punto dove il flusso si accumula urtando contro le ruote motrici. È un ottimo sistema per ridurre di molto la resistenza aerodinamica.

La pista, come sempre, darà il suo verdetto. Vedremo se le forme cambieranno o se effettivamente saranno quelle definitive.

A presto dall’ing. Alberto Aimar.