INTRODUZIONE ALLE NUOVA FORMULA E

La formula e cresce ancora e dalle ceneri della gen2 nasce la gen2 evo. Una vettura che non si rivoluziona, ma che corregge e migliora le sue prestazioni aerodinamiche in punti chiave.

Analizziamo tutte le migliorie per capire come mai le auto nuove saranno ancora più veloci delle precedenti.

PUNTO 1 E 2 GEN2 EVO

Manca la vecchia copertura che avvolgeva le ruote anteriori. Questo permetterebbe, in teoria, un aumento della resistenza aerodinamica, ma concede anche l’introduzione di due superfici deportanti incrementate. Infatti, come detto, sebbene la carena delle ruote sterzanti viene eliminata, punto 2, esponendo la superficie dello pneumatico al flusso in arrivo perpendicolarmente su di esso, si può notare un doppio piano di alettoni, punti 1 e 3, contro l’unico che c’era in precedenza. Il piano identificato con il numero 3, in più, è contornato da piccole barriere che corrono lungo tutti i bordi di fuga. Questo aumenta la compressione della corrente fluida, la quale vi sbatte contro comprimendosi. Avvenendo sopra la porzione di ala in questione, questa compressione si sfoga su di essa generando ulteriore deportanza.

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Scelta che porta più resistenza aerodinamica, ma anche molta più deportanza. Infatti, i circuiti della formula e non sono mai fuori dalle città e sono caratterizzati da cambi di direzione stretti e a 90°. Serve poter generare molta deportanza con le forme dell’auto perché, di certo, mancando la rapidità nella percorrenza, le basse velocità in curva non aiutano la direzionalità.

PUNTO 4 GEN2 EVO

La resistenza aumentata sul lato anteriore viene in parte mitigata con la riduzione della larghezza del musetto, che diventa più appuntito e penetra meglio l’atmosfera. Impercettibile, ma il miglioramento c’è.

PUNTO 5 GEN2 EVO

Gli alettoni posteriori non hanno più le barriere laterali per impedire la generazione dei vortici di estremità. Questo non aiuta la deportanza che, però, come vedremo sarà comunque maggiore grazie ad un diffusore più esteso. Inoltre, la superficie finale delle nuove alette deportanti sulla gen2 evo, sono più estese delle precedenti, per ridurre la perdita in termini di carico.

Se questo può sembrare uno svantaggio a prima vista, bisogna analizzare il prossimo punto per cercare di interpretarne il motivo e capirne meglio le motivazioni.

PUNTO 6 GEN2 EVO

Vengono eliminati i mastodontici piloni che reggevano le piccole alette deportanti. Erano decisamente sproporzionati ed inutili. Questo per tre motivi principali:

  • Pesavano
  • Non contribuivano per nulla alla generazione del carico aerodinamico
  • Con le loro forme e le loro superfici generavano tanta resistenza aerodinamica, per l’appunto, di “forma” e di attrito viscoso sulle pareti esterne.

Erano decisamente da eliminare, anche se questo poteva significare ridurre le barriere laterali degli alettoni analizzate al punto 5. Bella scelta davvero. Del resto è bastato allargare gli alettoni posteriori per ridurre le perdite.

PUNTO 7 GEN2 EVO

Eliminato anche il pettine laterale che, di fatto, non serviva a molto visto che raddrizzava il flusso sulla parte terminale della macchina, dove oramai poteva essere sfruttato molto poco.

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Inutile pettinare la corrente d’aria lì e quasi controproducente, se si pensa che ogni elemento esposto al flusso crea una certa quota di resistenza all’avanzamento.

PUNTO 8 GEN2 EVO

Come detto, dalle grafiche che seguono, si può vedere un diffusore decisamente più largo di prima. Raggiunge, appena dietro lo pneumatico, una altezza che si attesa quasi a quella del mozzo ruota. Prima, arrivava giusto a metà strada tra mozzo e asfalto.

Ricordiamo che è questo un dispositivo estremamente più efficiente rispetto agli alettoni. Genera deportanza distorcendo molto meno il flusso d’aria e quindi richiede meno energia da parte del veicolo. Per auto elettriche, con carica limitata, diffusori estremamente sovrabbondanti rispetto ai più classici alettoni delle formula 1 non sono solo una buona pratica, ma una scelta obbligata. Più sono grandi e meglio è. Scriverò un articolo di teoria per spiegarne le motivazioni alla base.

CONCLUSIONI

Come detto, migliorie e non rivoluzioni, che permettono di rinnovare la gestione dei flussi senza stravaganti cambiamenti di progetto. Questo, ricordiamolo, permette ancora la creazione di molti componenti uguali a come venivano realizzati per la versione precedente, il che è ottimo per ridurre i costi, specialmente in tempi come questi.

Vedremo Formula E sempre più veloci e mature e chissà se un giorno, quasi sicuramente, potranno sfidare le attuali vetture a combustione interna. Le premesse ci sono tutte.

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A presto con nuovi spunti tecnici, dall’ing. Alberto Aimar.

A proposito dell'autore

Laureato in ingegneria magistrale aerospaziale, opero nel campo dell'ingegneria per l'automobilismo da tempo, sono giornalista sportivo da 3 anni, e sono appassionato di tecnica e aerodinamica! contattami per qualsiasi richiesta o parere per condividere assieme il nostro interesse verso le competizioni motoristiche!

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