L’amara separazione tra la Ferrari e Sebastian Vettel segna i titoli di coda di una storia intensa nelle vittorie e nelle sconfitte, ma giunta ormai alla sua inevitabile conclusione.

Sebastian Vettel e la Ferrari. La Ferrari e Sebastian Vettel. Chi poteva pensare nel 2014 che ben presto tutti avrebbero associato l’uno all’altra senza pensarci un secondo? Forse pochi fan di Formula 1, certamente nessun tifoso della Rossa: d’altronde, il biondino di Heppenheim si era appena portato a casa il quarto titolo mondiale consecutivo a soli 26 anni, battendo per l’ennesima volta la Ferrari e Fernando Alonso a bordo della sua meravigliosa Red Bull RB9 e mettendo in forte dubbio la solidità del record di 7 titoli di Michael Schumacher. Il profilo perfetto per essere il nemico giurato del pubblico ferrarista.

Nonostante una stagione 2014 da dimenticare, Vettel era ancora temuto e da molti tifosi detestato quando il 20 novembre di quell’anno veniva annunciato il suo approdo in Ferrari per sostituire un Fernando Alonso comprensibilmente deluso ed esausto per la scarsa competitività delle vetture messagli a disposizione. Il benvenuto a lui riservato da gran parte del tifo non fu quindi particolarmente caloroso, come se a Maranello non fosse arrivato un 4 volte campione del mondo ancora giovane ed ambizioso. Per Sebastian si trattava invece del coronamento del sogno di correre con la stessa scuderia che ha contribuito a rendere leggenda il suo idolo d’infanzia, Michael Schumacher.

Vettel Ferrari

Bastarono due gare al tedesco per spazzare via dalla mente dei tifosi tutte le scorie legate al suo passato vincente in Red Bull. Dopo il primo podio in Australia arrivò la prima vittoria in Malesia, schiacciante e sorprendente, che contribuì notevolmente a rendere Vettel il nuovo beniamino dei tifosi. Prima di tutto, perché aveva battuto Hamilton e la Mercedes (che presto sarebbero diventati i nuovi nemici giurati), in secondo luogo perché aveva dimostrato una passione ed un attaccamento alla Rossa inaspettati, dichiarati al mondo con il celebre team radio di fine gara, in cui Seb lanciò un “Grazie ragazzi” che di lì a poco sarebbe diventato il tormentone di tutte le vittorie sue e della Ferrari. Le grandi vittorie in Ungheria e a Singapore non fecero altro che ingigantire l’amore dei tifosi e della scuderia nei confronti del tedesco più latino mai visto, ormai perfettamente integrato nel team e in perfetta sintonia con i tifosi. Poco importa se la stagione 2016 si concluse con zero vittorie e molta delusione: il sodalizio Vettel-Ferrari sembrava ancora così affiatato da essere riconosciuto come l’unico in grado di interrompere l’egemonia della Mercedes.

Poi però qualcosa ha cominciato a scricchiolare. E non è un caso che le prime piccole crepe si siano cominciate a formare dal 2017, anno in cui la Ferrari ha finalmente regalato ad un suo pilota una vettura da titolo mondiale: quando un’ambizione ed un sogno devono trasformarsi in realtà, non tutto può andare liscio come l’olio. Ferrari Vettel 

La stagione 2017 non vide particolari malumori interni documentati dalla stampa o dalle telecamere, ma certamente sia il pilota che il team avevano parecchio da recriminare l’uno all’altro: il team aveva spinto oltre il limite una vettura che nella parte finale della stagione fu funestata da problemi di affidabilità, non permettendo a Vettel di poter lottare per il titolo; il tedesco aveva dal canto suo commesso alcuni errori che avevano compromesso la sua scalata, come la partenza troppo aggressiva di Singapore, ma anche una vera e propria follia a Baku, causando un danno d’immagine a se stesso e alla Ferrari con la ruotata volontaria ad Hamilton, che sarebbe potuta costargli molto più di 10 secondi di stop and go. Nonostante tutto, però, la consapevolezza di aver lottato alla pari contro la Mercedes e la prospettiva di un 2018 promettente non scalfirono più di tanto un rapporto ormai consolidato e destinato a durare ancora a lungo, con un rinnovo appena firmato ed una fiducia reciproca rimasta quasi totalmente intatta.

L’inizio del 2018 fu molto più che promettente, fu il momento più alto del rapporto tra il tedesco e la Rossa. Una macchina veloce, un pilota concreto e perfetto ad inizio stagione e i rivali principali in leggera flessione lanciarono la Ferrari e Seb in vetta alla classifica, fino all’inevitabile ritorno di Hamilton, con cui il tedesco si alternò in vetta al mondiale fino al Gran Premio di Germania. La gara tedesca segna la fine dell’idillio e l’inizio dell’allontanamento progressivo tra Vettel e la Ferrari, con le speranze di titolo che si insabbiarono come la Rossa nella ghiaia della Sachs Kurve di Hockenheim. Il resto della stagione fu una faticosa maratona ricca di cadute, che buona parte del tifo (e chissà, magari anche del team) non perdonò al campione di Heppenheim, il quale dal canto suo vide diminuire molto del supporto a lui riservato sia dai tifosi che dal team, che decise di sostituire il fidato Raikkonen con la scommessa Leclerc.

Già, Charles Leclerc. Dire che la responsabilità della separazione tra Vettel e la Ferrari sia da addossare al giovane monegasco sarebbe ingiusto e sbagliato, ma è innegabile che il suo approdo e la sua esplosione in Ferrari abbiano scosso le gerarchie interne e abbiano giocato un ruolo nelle riflessioni sia del team che del pilota tedesco. Seb è passato in pochi mesi dall’essere il leader totale della scuderia più ambita del motorsport mondiale all’avere un nuovo, giovane compagno di squadra che attira su di sé tutte le attenzioni della stampa, dei tifosi e molte di quelle del team, oltre ad essere dannatamente veloce e anche piuttosto aggressivo in pista. I risultati sportivi della stagione 2019 sono stati una mazzata per il campione tedesco, apparso a fine anno demoralizzato e disamorato, mentre il team a dicembre decideva di puntare ciecamente sul monegasco per il futuro, considerando l’età, la velocità e la personalità dimostrate nel primo anno in Ferrari.

 

In un contesto come questo un quattro volte campione del mondo non può che essere deluso e abbattuto. La vicenda del rinnovo è solo il sigillo finale di un rapporto già deterioratosi irrimediabilmente, ma che nel suo intimo Vettel sperava di recuperare per poter provare ancora a raggiungere il suo sogno di vincere con la macchina rossa. Le offerte messe sul piatto dalla Ferrari, tuttavia, hanno definitivamente spento la speranza del tedesco, il quale ha compreso che in quel team e a quelle condizioni non avrebbe più potuto realizzare i suoi desideri, con le conseguenze che abbiamo già visto nel 2018 e nel 2019. Da parte del team, invece, molto probabilmente la volontà di proseguire insieme con Vettel non c’è mai stata, viste le voci che parlano di un’offerta quasi provocatoria recapitata al quattro volte campione del mondo sia sotto il punto di vista economico che soprattutto sotto il punto di vista del ruolo di Sebastian all’interno del team. Alla fine, ciò che questa vicenda lascia nell’animo degli appassionati di Formula 1 è soltanto una sensazione di profonda amarezza per una storia nata con grandi premesse, che si è sviluppata in un rapporto di profonda coesione e fiducia reciproca, ma che non ha mai raggiunto l’obiettivo finale, concludendosi con una separazione inevitabile dopo un lungo e straziante allontanamento.

 

E adesso cosa succederà? La questione per Ferrari è semplice e complessa allo stesso tempo: dovrà trovare un buon pilota da affiancare al campione designato, Leclerc, ma dovrà anche stare attenta a non ricreare una situazione esplosiva come quella del 2019. Visti i nomi in ballo, un’impresa tutt’altro che semplice. Poi, ci sarà una stagione 2020 ancora da disputare con la coppia Vettel-Leclerc, che il team dovrà essere bravo a gestire. E Sebastian, cosa farà? Questo lo scopriremo solo vivendo, ma le dichiarazioni del campione tedesco (“io stesso mi prenderò il tempo necessario per riflettere su cosa sia realmente essenziale per il mio futuro”) lasciano spazio a numerose ipotesi, tra le quali quella del ritiro, che già in molti ipotizzano. Ritiro o no, ciò che è certo è che il 2020 sarà l’ultima stagione in Ferrari di Vettel. Una stagione particolare, vissuta da separato in casa, che con la tappa di Abu Dhabi concluderà la storia d’amore tra la Rossa ed il campione tedesco. Una storia finita in maniera infelice, ma bella, bellissima, finché è durata.

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