Ecco una coppia di foto che reputo davvero interessante, riguardante le vetture che corrono in questo weekend sul circuito australiano di Melbourne.

Voglio mostrare un concetto che in molti casi le squadre sfruttano per aumentare ulteriormente il carico sulle ali, sia anteriori che posteriori.

Lo mostro in vista dei prossimi articoli delle rubriche “L’aerodinamica delle formula1” e “TechF1-XRAY” dove vorrò proprio approfondire l’aspetto teorico di questo sistema.

Il sistema in analisi si dimostra efficace anche e specialmente dove le curve sono di raggio ridotto e quindi percorribili a velocità non così elevate. Se la percorrenza è bassa, sappiamo infatti che le superfici deportanti di una vettura diminuiscono gli effetti benefici in termini di deportanza.

Notiamo gli elementi indicati dalle frecce nella seguente rappresentazione.

Vengono inserite piccole bandelle ai bordi di fuga dei profili alari come se l’intenzione fosse quella di interrompere il flusso che scorre sopra le ali delle vetture.

Come possiamo notare viene svolta l’operazione indistintamente sia su alettoni frontali che su alettoni posteriori.

Il concetto alla base di questa pratica è molto semplice e cerco di descriverlo nel modo più chiaro possibile per mirare dritto al punto:

I tecnici vogliono creare una barriera dove il flusso possa urtare, perché urtando si comprime schiacciandosi contro il “muro” presente.

Il concetto è semplice: comprimere significa aumentare la pressione e questo avviene proprio sul lato superiore dell’ala.

Come specificato in immagine, si ottiene un aumento di deportanza, utilissimo sulle curve medio lente di Melbourne. Ecco i trucchetti da professionisti dell’aerodinamica, per poter raggiungere i livelli di spinta aerodinamica della vettura verso il suolo e cosi aumentare l’aderenza degli pneumatici al terreno.

Continuate a seguirci! A presto!

Aimar Alberto

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