Il capo dell’area tecnica della FIA ha rivelato le grandi difficoltà incontrate dalla Federazione nel tenere sotto controllo le complesse Power Unit.

Il 2020 è stato un anno particolarmente complesso per la FIA. L’organo che governa il motorsport mondiale ha dapprima dovuto fare i conti, come tutto il mondo del resto, con la pandemia di Covid-19, che ha causato uno slittamento della disputa di tutti i campionati. Dopo l’inizio delle varie competizioni, la Federazione si è trovata a dover risolvere una serie di delicate questioni regolamentari in F1. Prima il caso DAS, poi la lunga ed estenuante indagine sulle Racing Point, infine la decisione di introdurre la mappatura unica per le Power Unit. Senza dimenticare il misterioso patto segreto tra la Federazione e la Ferrari, anch’esso, come le altre questioni, fonte di polemiche.

In un’intervista ad Auto Motor und Sport, il capo dell’area tecnica della FIA Nikolas Tombazis ha sottolineato la difficoltà del lavoro dei tecnici della Federazione, reso più arduo dall’avvento delle Power Unit: “Se il nostro compito fosse solo verificare la lunghezza e la larghezza delle vetture, il mio lavoro sarebbe molto più semplice, ma non mi piacerebbe più. La complessità dei regolamenti è una sfida. Sfortunatamente, le analisi sui motori sono molto più complicate rispetto ad un po’ di tempo fa. Con i V8 bastava soltanto assicurarsi che fosse stata rispettata la velocità massima, che le dimensioni del motore fossero corrette e che le specifiche del carburante fossero in regola”. 

Tombazis

Da cosa derivano le difficoltà di analisi delle Power Unit? Questa è la risposta dell’ingegnere greco: “Il problema delle attuali Power Unit è che anche quando l’hardware è perfettamente legale, il motore può essere comunque sfruttato in maniera illegale. Per questo, dobbiamo monitorare un numero incredibile di parametri attraverso software, segnali e sensori durante le gare. Se un pilota cambia più volte i settaggi ogni giro, diventa difficile controllare costantemente il regolare funzionamento del motore. Soprattutto in particolari momenti della gara, come il giro prima e dopo il pit stop o durante un sorpasso. Questo è uno dei motivi per cui abbiamo introdotto la direttiva tecnica sulla mappatura unica“.

L’ex Chief Designer di Ferrari ha proseguito parlando degli scenari futuri del circus, destinato all’introduzione del budget cap e ad una svolta green: “Con il budget cap i grandi team risparmieranno circa 100 milioni di Euro, mentre i team più piccoli intorno ai 20. Questi ultimi avranno anche più opportunità di cogliere ottimi risultati, perciò risparmieranno anche in maniera indiretta. […] Riformare adesso i regolamenti sui motori e sulle verifiche tecniche sarebbe un’impresa. Siamo già concentrati sui nuovi propulsori, che saranno utilizzati a partire dal 2026. Con questi nuovi regolamenti vogliamo fare un altro passo avanti in termini di sostenibilità ambientale. Vogliamo anche che questo nuovo corso semplifichi il nostro lavoro rendendo più facile il monitoraggio”.

Tombazis ha in seguito descritto le nuove regole anti-copiatura, che entreranno in vigore a partire dal 2021 e vieteranno la condivisione tra team di fotografie e immagini 3D : “Queste nuove norme avranno il loro effetto già il prossimo anno. Lo sviluppo delle vetture 2021 è appena iniziato e i team sanno quali regole devono seguire per realizzarle. Le regole non prevedono che Racing Point o qualsiasi altro team debba cestinare tutto quello che ha fatto quest’anno. Tuttavia, se qualcuno arrivasse ad Abu Dhabi con una copia della Mercedes, non la accetteremmo. E questa non sarebbe una base accettabile per la macchina del 2021″.

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