La Formula 1 ha toccato tappa a Monza la scorsa settimana e anche in questo caso vogliamo raccontarvi l’incredibile esperienza di assistere ad un Gran Premio di Formula 1 all’interno del Tempio della Velocità, sebbene raccontare cosa si vive a Monza sia un qualcosa di ineffabile (A l’alta fantasia qui mancò possa” come già diceva Dante), cercherò comunque di trasmetter un minimo di quello che mi è passato attraverso durante questi 3 giorni.

Il weekend inizia con un ingente ammontare di preparativi per il paddock, perché sebbene noi siamo abituati a vedere attività in pista solamente dal venerdì alla domenica, in realtà il paddock si prepara dal lunedì al mercoledì (giorno e notte) per essere pronto il giovedì, giorno in cui i piloti arrivano in circuito. Ma in realtà il weekend di un giornalista a Monza inizia molto prima, il martedì per la precisione, con la conferenza stampa di presentazione del gran premio della domenica successiva, alla presenza delle più alte autorità tra cui il Presidente di ACI Angelo Sticchi Damiani, Marco Tronchetti Provera il Vice Presidente Esecutivo e CEO di Pirelli, Geronimo La Russa il Presidente di AcMilano, Giuseppe Redaelli il Presidente di Autodromo Nazionale Monza, Paolo Pilotto il Sindaco di Monza, Giuseppe Sala il Sindaco di Milano e ultimo ma non per importanza il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana.

Seguono un paio di giorni di riposo dove generalmente ci si prepara per quello che sarà uno dei weekend di gara più impegnativi e seguiti dell’anno (settimana scorsa a Monza sono passate 336.647 persone, senza contare le circa 5000 presenti nel paddock). Dal giovedì inizia il vero e proprio weekend con le conferenze stampa dei piloti in merito al GP che sta per arrivare, ma è dal venerdì che l’Autodromo si carica davvero tra sessioni in pista e tifosi che invadono il parco di Monza dove già solamente entrare in Autodromo si preannuncia una fatica immane vista la quantità di persone che arrivano da ogni parte d’Italia (e non solo) per vedere sfrecciare le monoposto su uno dei tracciati più veloci del mondo.

VENERDÌ: lo incomincio, ad essere onesti, in una maniera piuttosto insolita: mi dirigo alla volta di Milano per dare l’ultimo esame della sessione e terminata la prova sfreccio subito in direzione Monza, anche se il venerdì è dedicato alle prime sessioni in pista e quindi al primo feeling che i piloti possono ricevere dalle monoposto nonché a qualche prova di partenza in vista della domenica. A tal proposito vi lasciamo una piccola curiosità: Leclerc aveva provato la partenza in pole position già da venerdì.

Personalmente il primo giorno di attività in pista decido di passarlo tra l’euforia dei tifosi che si riesce a percepire anche a kilometri di distanza, l’unico problema di Monza è la classica organizzazione all’italiana: l’idea di poter acquistare dei token universali in un punto vendita che possano poi essere spesi dove meglio si crede è davvero bella, se non fosse che per 350 mila persone i punti dove poterli acquistare erano davvero pochi, cosí si è venuto a creare solamente un collo di bottiglia dove le persone facevano file chilometriche per poter prendere da mangiare (senza contare poi la doppia coda, la prima per acquistare i gettoni e la seconda per prendere effettivamente da mangiare, ma la prima era talmente lunga he la seconda in confronto sembrava una passeggiata nel paese delle meraviglie). Mi è infatti purtroppo capitato di dover stare in coda la bellezza di 1 ora per poter acquistare dei gettoni (ed erano le 16 di venerdì pomeriggio, non oso nemmeno immaginare la situazione in orario di pranzo il giorno della gara). La cosa bizzarra è che fatti qualche centinaio di metri ed entrati nel paddock la situazione cambia radicalmente: un ambiente molto più tranquillo e organizzato, perché qui l’ambiente è internazionale. Tralasciando poi i prezzi esorbitanti di bibite e panini che i tifosi erano quasi costretti a pagare, ma che se vogliamo sono anche giustificati visto che la Formula 1 richiede parecchi milioni per accogliere Monza in calendario e tutti quei soldi da qualche parte devono pur arrivare; anche se bisogna ammetterlo il già alto rincaro dei prezzi dei biglietti non ha fatto certo sorridere tutti i tifosi accorsi. Insomma tra delusioni organizzative e brividi dello stare in uno dei posti più magici del motorsport si conclude la prima giornata.

Il SABATO già la sicurezza si fa più intensa e i tifosi più numerosi, la giornata inizia con una passeggiata in pit lane dove i meccanici ultimano il lavoro sulle monoposto per preparasi alla terza sessione di libere. Altra curiosità che ho avuto modo di constatare è che, sebbene non abbia avuto modo di interagire con tutti i meccanici di tutti i team, devo ammettere che il personale di Red Bull e Williams è tra i più carini e disponibili che io abbia trovato. Si torna poi ad ammirare lo spettacolo delle monoposto che sfrecciano in occasione delle FP3 e nel mentre un bel gelato con banana e cioccolato offerto dai ragazzi di Oakberry migliora (se possibile) la già eccezionale giornata. Arriva poi il tanto agognato momento delle qualifiche, è vero che per Leclerc la prima posizione è praticamente scontata visto l’ingente numero di penalità, ma conquistare la prima piazza in pista e senza aiuti è sempre un qualcosa di eccezionale e il monegasco riesce nell’impresa anche questa volta davanti a tutti i suoi tifosi che lo acclamano come un re. Per concludere la giornata la pit lane riapre e si possono ammirare le monoposto al di sotto del telo nero che le conserverà durante la notte.

DOMENICA: inizia il giorno del giudizio, la giornata incomincia con una bella colazione prima di partire ancora una volta alla volta di Monza, oggi l’afflusso di tifosi è davvero senza precedenti e ancora una volta la difficoltà di organizzazione si fa sentire con tanto di gente che urla “sembra di stare in galera“, e come dargli torto visto l’imbarazzante numero di controllo biglietti che è stato previsto nei confronti dei tifosi, a Miami una cosa del genere non si è di certo vista. Nella Fanzone (che quest’anno era stata spostata nel cosiddetto prato del Roccolo), c’era una bellissima atmosfera e ci si poteva divertire in una quantità di modi pressoché illimitata, da una partita a padel, ai simulatori, al giro in mongolfiera, alle prove pit stop passando per il palco con musica e dj, nonché il nuovo F1 manager per giungere poi a tutto il merchandise che si poteva acquistare. Dopo aver trascorso un paio di orette in questa zona si vola in pista per la driver’s parade e un ultimo giro in pit lane (con tanto di prove pit stop per i meccanici Ferrari) prima di salire nel paddock ad ammirare la gara vera e propria.

Il paddock spopola di celebrità, tanto che mi risulta difficile ricordarle tutte, ma ci proverò come sempre: da Gordon Ramsey, Sylvester Stallone, Fedez e Chiara Ferragni, a John e Lapo Elkann, Hugh Grant, Roberto Mancini, Andrea Bocelli, Pio e Amedeo, Ante Rebic, Zlatan Ibrahimovic, Giroud, Pecco Bagnaia ed Enea Bastianini, Andrea Agnelli, Matteo Salvini e Patrice Evra per non dimenticare poi Al Bano e Iva Zanicchi, Rosie Huntington, Federica Pellegrini, Flavio Briatore, i Meduza, Francesca Michielin, Fabio Rovazzi, Rkomi e ultimo ma non certo per importanza il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella che ha salutato tutti i team principal prima dell’inizio della gara. Tempo ora di un ultimo pranzetto prima di vedere le frecce tricolori sfrecciare sopra il rettifilo in occasione dell’inno italiano cantato proprio da Andrea Bocelli (sbarcato su TikTok proprio in questi giorni).

credit: Autodromo Nazionale Monza
credit: Autodromo Nazionale Monza

Dopo aver assistito alla gara però la delusione sul volto dei tifosi (e non solo) si percepisce a vista d’occhio. In ogni caso, al di la del risultato e del finale di gara poter essere a Monza e vedere la tanto famigerata marea rossa è un qualcosa che non ha davvero prezzo (in qualsiasi ruolo uno venga a presenziare a Monza). Il tempo di fare qualche nuova conoscenza e è giunto il momento di una eccezionale foto direttamente dal gradino più alto del podio di Monza, dove poche ora prima era salito Verstappen, la vista, fidatevi, è davvero spaziale e l’occhio si perde tra il grigio dell’asfalto e l’azzurro del cielo che sta per ospitare un tramonto eccezionale. A questo punto il weekend giunge al termine, si scrive ancora qualche articolo per dare corpo a tutto quello che si è visto e a tutte le sensazioni (mie e dei piloti), prima di lasciare l’Autodromo non senza qualche dispiacere ma comunque soddisfatto, grato e felice per l’indimenticabile avventura che ancora una volta ho avuto il piacere di vivere.

credit: Autodromo Nazionale Monza

P.S. in realtà la giornata non finisce all’Autodromo di Monza ma ad un paio di kilometri di distanza, nel mio ristorante ormai di fiducia dove ho avuto modo di incontrare (una volta in più in realtà visto che già nel paddock era una presenza costatante) David Coulthard; nemmeno poi il tempo di tornare a casa che la nazionale italiana di pallavolo diventa campione del mondo dopo 24 anni: dire che il weekend non poteva concludersi meglio è un’eufemismo.

Un grazie a chi ha voluto contribuire, anche restando anonimo, per le foto eccezionali che avete visto nell’articolo.

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