I team che richiedono un aumento del budget cap stanno affrontando la strenua resistenza delle scuderie meno ricche.

Oltre ai tanti aggiornamenti e all’attività in pista, nel weekend del GP di Spagna un altro importante tema ha occupato il centro dell’attenzione a livello mediatico: la questione budget cap. Per tutto il fine settimana, infatti, alcune scuderie hanno sottolineato la necessità di incrementare il tetto di spese a causa dell’inatteso aumento dell’inflazione fino al 6%, una delle conseguenze dello scoppio della guerra tra Russia e Ucraina. Questo fenomeno inaspettato ha provocato un aumento generale dei costi di produzione e di spedizione dei componenti, obbligando i team che hanno le risorse per raggiungere il limite del budget cap a rivedere le proprie spese. Ma questo potrebbe non bastare.

La Red Bull ha assunto il ruolo di principale sostenitore di un aumento del tetto di spese, tanto che Christian Horner ha dichiarato, utilizzando una chiara iperbole, che: Sette squadre probabilmente dovranno saltare le ultime quattro gare per rientrare nel tetto quest’anno. Non si tratta solo dei top team, anche le squadre a metà schieramento stanno facendo davvero fatica con i problemi legati all’inflazione. La FIA ha un obbligo di diligenza e so che stanno prendendo la cosa seriamente. I costi dell’energia, della vita, stanno crescendo esponenzialmente e la F1 non ne è esente. Il costo del trasporto delle merci è quadruplicato ed è qualcosa che non possiamo controllare.

La scuderia di Milton Keynes non è tuttavia sola in questa battaglia: il fronte dei team che richiedono un aumento del budget cap (Red Bull, Ferrari, Mercedes, McLaren, Aston Martin e AlphaTauri) rappresenta la maggioranza. Resta tuttavia da convincere l’altro lato, ossia quello delle scuderie che non raggiungono il tetto di spese e sperano di trarre vantaggio da questa situazione, guidato dalla Alpine. Nell’ultima riunione della F1 Commission, il team anglo-francese, Alfa Romeo, Haas e Williams hanno votato contro un aumento del limite di spesa in linea con il tasso d’inflazione segnalato dal Fondo Monetario Internazionale. Affinché questa proposta sia accettata, serve il raggiungimento di una ‘super-maggioranza’ di otto team su dieci, che al momento sembra lontana nonostante i solidi argomenti di coloro che richiedono la modifica del regolamento.

Allo stesso tempo, però, anche le motivazioni dell’altra sponda sono legittime e sensate. Otmar Szafnauer, Team Principal della Alpine, ha espresso così, citato da The Race, la posizione del team di Enstone: “Per noi sarebbe ottimo se qualche team dovesse saltare qualche gara, ci permetterebbe di risalire la classifica. Dovremmo prepararci per quest’eventualità o Horner sta scherzando? A parte gli scherzi, siamo contrari all’aumento del tetto di spese. Abbiamo stabilito il nostro budget con largo anticipo e, in parte, abbiamo previsto l’inflazione, che non è apparsa da un momento all’altro. A dicembre, l’indice dei prezzi al consumo era già al 7%, e la maggior parte delle scuderie fissa il proprio budget proprio tra novembre e dicembre”.

“Per noi quindi…” – ha proseguito il manager statunitense – “…l’aumento dell’inflazione non ha rappresentato una sorpresa. Restiamo sotto il tetto di spese nonostante l’inaspettato aumento dei costi legati alla logistica. Se noi ce la facciamo, ce la possono fare anche gli altri. Nel budget annuale di ogni team, una porzione cospicua è destinata allo sviluppo. Lo è soprattutto in una stagione come questa, nella quale abbiamo un Regolamento Tecnico completamente nuovo e s’imporrà chi evolverà meglio la sua vettura. Se i costi di spedizione aumentano tra i 2.5 e i 3.5 milioni di Dollari, ma 20 milioni sono destinati agli sviluppi, si può semplicemente abbassare il proprio budget per gli upgrade e rimanere sotto il tetto. Questo ovviamente limita le possibilità di aggiornamenti, perciò per i team ricchi è più semplice esercitare pressione sulla FIA per aumentare il limite e quindi mantenere invariato il proprio budget di sviluppo”.

Szafnauer si è detto inoltre contrario ad un aumento del tetto di spese in linea con il tasso d’inflazione, in quanto teme che la situazione possa evolversi in maniera incontrollabile: “Facciamo un esempio: abbiamo l’inflazione al 10% e incrementiamo il budget da 135 a 145 milioni di Dollari. Quando si inizia così, poi l’anno successivo si arriverà ad aumentare di un altro 10%, quindi di 14.5 milioni. Così facendo, il tetto salirà e salirà e ben presto torneremo alle cifre astronomiche del periodo precedente all’introduzione del limite di spese“.

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