La storia della Ferrari con il Gp del Giappone è pieno di alti e bassi. Nel 2000 Michael Schumacher ha riportato il titolo a Maranello, ma ci sono state tante delusioni, e da 19 anni non sale sul gradino più alto del podio.

Il Gp del Giappone evoca alla Ferrari sensazioni contrastanti. Infatti Suzuka per la Scuderia di Maranello è ricca di bellissimi ricordi, ma anche di grandi dolori, titoli e vittorie sfumate. Tutto inizia dall’edizione del 1976 al Fuji, quando Niki Lauda dopo il bruttissimo incidente del Nurburing nel quale rischiò la vita, decise di rientrare ai box al termine del primo giro, perchè le condizioni erano troppe pericolose. James Hunt rischiando il tutto per tutto e tagliando il traguardo terzo, e si laurea campione del mondo. Episodio che porterà alla rottura con il Drake, e all’addio di Lauda nel 1978.

Altra grande delusione è quella del 1990 a Suzuka. Alain Prost con la vittoria in Spagna aveva ridotto a 9 punti il distacco da Ayrton Senna, ma era obbligato a vincere per tenere aperto il campionato. Senna che non aveva dimenticato quanto successe l’anno prima, con il titolo andato a Prost, alla prima curva chiuse il rivale ed i due finirono nella sabbia.

Stesso discorso sette anni più tardi. Michael Schumacher che doveva arrivare per forza primo per vincere il mondiale, nelle qualifiche aveva fatto la pole battendo Mika Hakkinen. In gara il sogno di riportare il titolo a Maranello, e riscattare quanto successe a Jerez nel 1997, sfuma al via. Schumy commette un errore in partenza, inserisce la prima e la sua F300 si spegne. In questo modo modo come l’anno prima perde il mondiale all’ultima gara.

Hakkinen_Suzuka

La storia si ripete nella stagione successiva. Questa volta a giocarsi il titolo è Eddie Irvine, che con l’aiuto di Schumacher in Malesia, era arrivato in Giappone da leader del mondiale. Schumacher il Sabato conquistò di nuovo la pole position ma la partenza è di nuovo da incubo. Hakkinen bruciando Schumacher quando i semafori si spengono, va al comando della gara e vince il secondo titolo di fila.

L’incubo Suzuka finisce nel 2000. Schumacher veniva da due vittorie di fila che gli avevano permesso di tornare al comando della classifica piloti, ma nelle qualifiche ad imporsi è Hakkinen. Il finlandese difende la prima posizione in partenza, ma Schumacher allungando il secondo stint, con una serie di giri da qualifica, dopo la sosta rientra in pista davanti a Hakkinen. Schumacher con l’ottava vittoria stagionale, pone fine all’astinenza della Ferrari, riportando a 21 anni da Jody Scheckter, il titolo a Maranello.

Schumy si aggiudicherà nel Sol Levante anche il terzo titolo consecutivo con la Ferrari nel 2003, grazie all’aiuto di Rubens Barrichello che precedette Kimi Raikkonen. Il Kaiser nel 2004 regalò l’ultima vittoria alla Ferrari a Suzuka, che però procurerà un’altra grande delusione due anni più tardi. A Monza aveva annunciato il ritiro e voleva lasciare la F1 e la Rossa da campione del mondo. Sembrava riuscirci e pareva avviato a superare Fernando Alonso e a prendersi la leadership del mondiale, ma viene tradito dal motore della Ferrari.

L’affidabilità porrà fine alle ultime speranze di riaprire il campionato del suo connazionale Sebastian Vettel, che nel 2017 finisce ko e Hamilton festeggia il titolo. Seb nel suo ultimo anno in Ferrari, ha avuto l’occasione di cancellare quel ricordo, dopo la pole nelle qualifiche battendo il compagno di squadra Charles Leclerc. In partenza scatta malissimo venendo superato da Valtteri Bottas, e deve accontentarsi della seconda posizione. Invece nella passata stagione Leclerc a causa della penalizzazione per il contatto con Sergio Perez scivola al terzo posto, e Max Verstappen si laurea campione del mondo in casa della Honda.

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