L’imprenditore e fondatore dello storico team di Faenza si racconta in esclusiva a NewsF1 parlando della sua carriera e del futuro del circus. Ecco le parole di Giancarlo Minardi.

Nel mondo del motorsport sono passati tanti pionieri, personaggi guidati solamente dalla passione che hanno portato avanti dei progetti storici. Gente capace di emozionare le folle nonostante non avesse mai lottato per il mondiale e raramente per la zona punti, almeno negli anni più recenti. Stiamo parlando ovviamente del grande Giancarlo Minardi, imprenditore nato a Faenza nel 1947 e che ha dato vita alla squadra che portava il suo nome. La sua vita è stata tutta impegnata nelle corse, dalle formule minori negli anni ’70 sino all’esperienza in Formula 1 durata sino al 2005, quando è arrivato il passaggio alla Toro Rosso.

Giancarlo Minardi si è reso disponibile per un’intervista esclusiva con NewsF1, in cui ci ha raccontato la propria storia da corsa, toccando anche gli aspetti che riguardano il momento attuale del circus iridato.

Signor Minardi, ci parli della nascita del suo team e delle esperienze che ricorda con maggior piacere.

Per toccare questo argomento bisogna davvero andare nella preistoria. Il mio team nacque nel 1979 dopo aver partecipato alle formule minori con la Scuderia del Passatore che in seguito ha cambiato nome in Everest per motivi legati alla sponsorizzazione. Nel 1980 divenne effettivamente Minardi e ci iscrivemmo al campionato di F.2 . Il grande salto in Formula 1 avvenne cinque stagioni più tardi e da quel momento iniziò un periodo bellissimo nel quale ho conosciuto diversi piloti che avrebbero fatto la storia del mio marchio”.

La sua carriera è stata contraddistinta da una grande amicizia con Ayrton Senna. Da dove partì tutto?

Conobbi Ayrton nel 1982, quando avevo la squadra in Formula 2 con Paolo Barilla come pilota. Fu proprio lui a segnalarmi la presenza di Senna che gareggiava in Formula Ford e mi chiese di andarlo a vedere. Devo ammettere che Paolo non si sbagliava affatto, mi innamorai subito dello stile di guida e della velocità del brasiliano, era incredibile vederlo all’opera già da giovanissimo. Avevo immediatamente capito che avrebbe vinto tanto. Nel week-end di Hockenheim lo invitai a cena nel mio box per chiedergli se voleva correre per me, ma ringraziandomi declinò la mia offerta. Senna aveva infatti un programma e nel 1984 voleva correre in Formula 1 per diventare campione del mondo in massimo cinque anni. Rispettò in pieno i suoi propositi e portò a casa il mondiale nel 1988. La nostra amicizia fu continuativa nel tempo, veniva sempre a mangiare nella nostra hospitality perchè amava quel tipo di cucina. Correva per la McLaren ma l’Italia e la Minardi erano nel suo cuore”.

Dalla Minardi sono passati tanti campioni, cosa ricordi dell’esperienza di Alonso nella tua squadra?

Vidi Fernando per la prima volta in un test e rimasi subito colpito dalla sua guida. Provai subito dei brividi nel vedere la sua velocità nonostante fosse per lui la prima volta al volante di una Formula 1. Ha fatto indubbiamente la storia della Minardi, un pò come i vari Fisichella, Trulli, Morbidelli, Nannini, Martini e Webber. Ho il rammarico che abbia vinto solo due mondiali visto il talento che aveva, ma ha pagato qualche scelta errata che gli ha impedito di arricchire il suo palmarès. Due campionati del mondo possono essere comunque appaganti, ma Fernando meritava di più”.

Passando al presente, cosa ti aspetti da questo campionato 2020 che sta per iniziare?

Sarà l’ultimo anno di questo ciclo tecnico, per cui assisteremo alla massima espressione di questa tipologia di vetture che andranno fortissimo. Lo scorso anno la Mercedes ha vinto ancora ed è indubbiamente la favorita, ma a volte l’abbiamo vista soffrire. Impressionante la crescita della Red Bull e del motore Honda che con Verstappen saranno della partita, così come anche la Ferrari ci ha regalato molte pole e qualche vittoria. Mi auguro che a Maranello siano riusciti a fare quello step che mancava per lottare con la Mercedes e non far raggiungere ad Hamilton l’obiettivo dichiarato dei sette titoli mondiali”.

Una grande manifestazione lanciata da Giancarlo Minardi è il Minardi day, come nacque questa iniziativa?

Il 24-25-26 aprile 2020 avremo la nostra quinta edizione di una festa che è nata tra amici, ovvero con ex piloti e collezionisti che possedevano alcune vetture storiche. Tutto ciò doveva essere un piccolo ritrovo tra di noi che poi ha avuto un incredibile successo rendendoci orgogliosi ed ora puntiamo a risultati ancor più importanti. Nella prossima edizione ad Imola avremo anche la concomitanza con l’ACI Historic Festival dove saranno presenti anche auto non da competizione, ma comunque bellissime e piacevoli da guidare. Spero che i nostri amici siano felici di questo successo e che non si stanchino di darci il loro supporto”.

 

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