VERSTAPPEN PUO ANCORA BATTERE HAMILTON A SAKHIR

Può Verstappen battere ancora una volta Hamilton?

Se si, la pista ovale di Sakhir è il posto giusto.

Perché? Vediamolo assieme.

MONZA

Intanto prendiamo in considerazione la prestazione di Monza, il circuito attualmente più simile a quello che vedranno i piloti a partire da venerdì.

Consideriamo il tracciato italiano per verificare quanto la potenza del motore Mercedes fosse in grado di arginare gli avversari. Non lo facciamo con Hamilton, che ha avuto alti e bassi dovuti a limiti di regolamento, bensì Bottas. Il finlandese è stato più costante e si può cosi capire quale era la prestazione della macchina.

Il suo risultato finale è stato sotto tono e, accostato ad esso, va considerata la vittoria di Gasly. A parer mio, una pietra miliare nella storia del campionato 2020.

Siamo tutti d’accordo che il francese sia migliorato molto, ma Monza rimane comunque la terra dei motori. Le doti dei piloti si vedono di più su altre piste e sul tracciato monzese, senza cavalli, non si va da nessuna parte.

SAKHIR

La nuova pista di Sakhir, come detto, sarà molto più simile a Monza che a tutti gli altri circuiti del calendario.

In tal senso, lo abbiamo sempre detto, Honda, ha qualche vantaggio in più, avendo sviluppato un propulsore davvero ottimo.

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Se guardiamo infatti alla classifica finale dai molti appuntamenti, l’unica casa costruttrice di motori capace d arginare le Mercedes è stata quella nipponica; due volte.

Inoltre, Verstappen ha concluso la gara del Bahrein lontano 17 secondi da Hamilton (quando Perez ha interrotto la competizione), facendo una sosta in più, sbagliando molto probabilmente la strategia.

Senza questa sosta estrema, l’inglese della Mercedes avrebbe dovuto gestire molto di più le gomme e La RedBull avrebbe potuto sopraggiungerlo.

In tal senso, le due macchine potevano finire la gara molto più vicine tra loro.

LA REDBULL

Accostiamo per un momento gli ottimi risultati di Max lo scorso weekend, salvo errori di pit stop, la ottima prestazione di Honda sulle piste da alte velocità (anche Verstappen ha vinto l’unica corsa a Silverstone, pista estremamente veloce) e la proverbiale capacità della macchina austriaca di generare deportanza dal corpo vettura.

Si sa, sui lunghi rettilinei che i piloti affronteranno domenica prossima vedremo ali particolarmente scariche. Forse pure più scariche di quanto visibile in genere a Monza. Da questo punto di vista, la capacità di generare deportanza dal corpo vettura rappresenta un asso nella macchina di Verstappen. Il genio Adrian Newey ha sempre stupito tutti da questo punto di vista.

Le chance del giovane pilota olandese di poter battere ancora le Mercedes sono ottime.

LA STRATEGIA DA USARE PER VERSTAPPEN

A vedere quanto Hamilton sia sempre molto abile a gestire le gomme, si potrebbe pensare che la Mercedes comunque non sia troppo leggera e delicata sugli pneumatici. L’inglese è fortissimo e tira fortissimo quando serve, ma i momenti in cui gestisce sono abbondanti. Chiaramente, gestendo, i tempi non sono buoni come quando si spinge forte sull’acceleratore.

Questo fatto si può vedere in due modi:

  • Hamilton è un fenomeno e tira fuori il meglio da ogni condizione, facendo durare molto le gomme.
  • La Mercedes ha un problema di preservazione degli pneumatici, almeno nei confronti di RedBull.

Da questo punto di vista, con una seconda posizione in campionato particolarmente salda, le RedBull dovrebbero provare a forzare la mano in qualsiasi modo.

L’ordine imperativo sarebbe quello di obbligare Hamilton a ritmi che la sua vettura non gli consente per tutti i giri.

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L’idea chiave sarebbe di schedulare perfettamente ogni pit stop e la scelta di ogni gomma in base al peso che varia durante la corsa, di modo da poter sempre spingere al massimo. Qua non si tratta nemmeno di fare strategia in base a ciò che fanno gli altri. L’idea è quella di pensare ad una strategia cosi folle ma cosi pressante, che gli altri sono costretti a seguire. Si potrebbe rischiare di fare tre pit stop, ma segnando giri record su giri record. Del resto, anche se molto veloci, i giri saranno 87. Se solo si guadagnassero 0,5 secondi al giro, il totale guadagnato sarebbe di 43 secondi.

È vero che non sarebbe sufficiente, con tre pit stop (69 secondi circa) per recuperare il tempo su un ipotetico Hamilton in prima posizione, ma è altrettanto vero che non sappiamo quanto potrebbe faticare la Mercedes a tenere il ritmo. Fino ad ora non lo abbiamo mai visto sostanzialmente.

CONCLUSIONI

Se c’è una macchina ed una pista su cui la possibilità non sono minime per battere Hamilton, questa è l’occasione della RedBull.

Il circuito di Abu dhabi, che segue, non favorirebbe più cosi tanto questo tentativo. È già una pista su cui Mercedes può fare la differenza in quanto più completa.

L’unica chance è qui ed ora. Verstappen non può perderla, anche perché può davvero aspirare al secondo posto in classifica. 11 punti da Bottas non sono molti, vedendo quanto è calato il finlandese.

Sarà facile?

Neanche un po’. Come sottointeso, è un tentativo estremo. È l’unico punto in cui la distanza tra le vetture è minima. La Mercedes rimane ancora davanti ma con un balzo da campione, Verstappen è il pilota giusto per colmare il gap tra le due auto.

Il rischio?

Elevatissimo, anche solo perché, come specificato, si rischiano le tre soste. Ma è inevitabile. Non si può non provare e qualora fosse necessaria la terza sosta, Max dovrà eseguirla ancora molto lontano dalla bandiera a scacchi, per poter sfruttare tutte le prestazioni delle gomme nuove.

Diciamo che se avviene al 70 giro, potrebbe già essere troppo tardi. Se dovesse succedere, deve provvedere ad avere gomme gialle o rosse per altri 20 giri almeno. Il giro 65 è il limite.

È possibile?

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Max ci ha sempre stupiti e, anche non vincesse, ci regalerà sicuramente emozioni.

Concludendo, si è possibile. Difficilissimo, ma possibile.

Vedremo un’altra grande gara di sicuro.

A presto, con nuovi ragionamenti di tecnica

Dall’ing. Alberto Aimar.

 

 

 

 

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