Doppietta Ferrari a Singapore, con Vettel bravo a cogliere la palla al balzo offerta da una strategia azzeccata (al contrario della Mercedes, oggi fuori dal podio).

Sotto le luci del circuito “anomalo” di Singapore (e la lentezza del ritmo a inizio gara, dovuto alla necessità di gestire le gomme, parla in tal senso…) è andato in scena un Gran Premio di pura strategia. Vettel
E sono state proprio le strategie diverse dei team a decidere l’esito della gara, più che la prestazione “pura” dei piloti.

Dopo l’inizio “al rallentatore” per gestire le Pirelli Soft, in Ferrari decidono di richiamare Vettel (al momento dietro a Leclerc e Hamilton)proprio all’ultima curva prima dell’ingresso box, in modo sia da marcare l’ingresso al pit di Max Verstappen sia di cercare un undercut sulla Mercedes del campione del mondo in carica.

Nel giro successivo, vista la sua sosta, Leclerc contava di recuperare il gap accumulato dal compagno tedesco (autore di un velocissimo out lap) cercando di sfruttare la gomma Red Soft sì più usurata, ma “gestita” con i giri lenti.

Ma qui c’è stato il colpo di scena: infatti, la gomma a banda rossa ha avuto un crollo inaspettato (che ha sorpreso pure la Mercedes, che puntava ad allungare lo stint di Hamilton per recuperare sulle Ferrari arrivate a quel punto nel traffico di piloti più lenti), e non ha permesso a Leclerc di difendersi dal giro del compagno di Scuderia con gomma Hard nuova.

A quel punto la gara era decisa, con le varie Safety Car e la difficoltà di sorpassare su questo tracciato a “congelare” le posizioni tra i due ferraristi (e il muretto Rosso ha dovuto lavorare parecchio per calmare il giovane monegasco, che intendeva rischiare forse più del dovuto per riprendersi la prima posizione). Successo comunque suggellato sul finale dal tedesco 4 volte iridato a suon di giri veloci.

Ma a sorprendere ancor di più è stata la prestazione complessiva durante il weekend dei due team di vertice, con Ferrari “quasi inaspettatamente” velocissima (e in pole) su un circuito ricco di curve (segno che il pacchetto evoluzione portato dagli uomini diretti da Mattia Binotto hanno dato le risposte che si cercavano in merito al carico aerodinamico anteriore), e Mercedes stranamente meno consistenti del solito sul passo gara.

E il tutto è con ogni probabilità riconducibile al medesimo fattore: la capacità di sfruttare al meglio, raggiungendo la corretta finestra termica d’utilizzo, degli pneumatici Pirelli.
Mercedes (tranne nel 2018), aveva sempre sofferto questo tracciato “notturno”.
Vedremo se nelle prossime gare “alla luce del sole” Mercedes ritroverà la corretta alchimia dell’utilizzo gomme, e se Ferrari confermerà dei decisi progressi in tale ambito.

Di sicuro a giovare di un successo bello e meritato sarà Sebastian Vettel: questa vittoria potrebbe infatti essere il toccasana decisivo per la forma del pilota tedesco, da circa un anno finito in un tunnel d’involuzione prestazionale preoccupante.
In modo da fornire così alla Ferrari un “attacco a due punte”, utile per ottenere quante più belle prestazioni “di tappa” possibili (i Mondiali 2019 sono oramai fuori portata) e quante più risposte tecniche decisive per preparare al meglio la monoposto per la prossima stagione.

Di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

 

A proposito dell'autore

Professionista del settore Sviluppo e Gestione Risorse Umane, appassionato "fino al midollo" di Motorsport e Automotive, vorrebbe far confluire queste due competenze nel "lavoro dei sogni". Perché " se lo puoi sognare, lo puoi fare". LinkedIn: https://it.linkedin.com/pub/giuseppe-saba/103/260/51b Twitter @saba_giuseppe

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