L’edizione 2019 del Salone di Francoforte parla tedesco e presenta novità uniche e prototipi che scrivono una pagina importante nella lunga storia dell’automobile.

Quest’anno sono stati diversi i Saloni che hanno ridimensionato le loro ambizioni. Luoghi di culto per appassionati ed addetti ai lavori stanno pian piano perdendo l’identità culturale che avevano acquistato fino alla fine degli anni ’90, quando contribuivano a creare il desiderio di possedere un oggetto importante come l’automobile. Il Salone di Francoforte, che dopo aver saltato il 2018 ha da poco aperto le porte al pubblico con non poche sorprese, ha mostrato fin da subito il target che vuole improntare: pochi padiglioni, marchi unicamente tedeschi o che per ragioni di joint-venture sono legati a qualche marchio tedesco (come ad esempio Opel-Hyundai), molto spazio ai nuovi sistemi di mobilità a zero emissioni (ZEV) e alle supercar ma poche novità riguardo il resto.

BMW Vision M Next
In fondo se ci pensate bene, tutte le tecnologie introdotte sulle vetture di alto segmento dopo poco tempo vengono trapiantate in quelle dei segmenti più bassi (ricordiamo che i mercati basano le vendite quasi esclusivamente sui segmenti tipo A-B e sui SUV) e non si parla solo di sicurezza attiva-passiva che ha raggiunto ottimi livelli, ma soprattutto sul crescente desiderio anche per le piccole vetture di non rinunciare a nulla dal punto di vista dell’infotainment e del confort di viaggio. Non è più stupefacente esaltare tutte le vetture, ma diventa importante esaltare alcuni tipi di vetture, quelle che danno quel reale qualcosa in più. 

Regina delle ZEV del Salone di Francoforte, la ID.3 è la prima vettura prodotta per essere concessa alla grande distribuzione e rappresenta per la Volkswagen l’inizio di un futuro completamente elettrico. Ci vorrà ancora quasi un anno per vederla sulle strade, ma considerando i prezzi di poco superiori a quelli di una Golf e le caratteristiche che dichiara, si prefigura un futuro roseo per il gruppo. L’auto è spaziosa, dimensioni interne di poco superiori ad una Golf ma esterne più ridotte, grazie al cofano anteriore in cui non c’è motore ma solo gli accessori di climatizzazione ed elettronica di bordo.


Tutta la macchina è pensata e ragionata per essere risparmiosa anche in fase di costruzione (sebbene poi il prezzo lieviti di parecchio per via della tecnologia elettrica). Il motore è posto davanti le ruote posteriori, il pacco batterie è garantito 8 anni (o 160.000 km), la ricarica breve di 30 minuti permette di percorrere più di 200 km mentre al massimo di carica, a seconda del motore scelto si avranno dai 350 ai 550 km. Basse le velocità massime, molto alte le riprese grazie alla coppia istantanea. Discutibile la decisione di avere freni a tamburo posteriori (le questioni economiche di cui prima), specialmente se poi il peso della vettura è rilevante: 1.700 kg in configurazione minima non sono uno scherzo da fermare da 100 all’ora. In sostanza un ottima proposta, ma che è solo l’inizio in quanto altri marchi super quotati come BMW, Mercedes e Ford, unite alla standardizzazione e abbassamento di qualità che proporranno le varie ditte cinesi, profilano come i prossimi anni l’elettrico sarà sempre più prepotente nel mercato vero.

Salone di FrancoforteL’altro del Salone di Francoforte che stuzzica la fantasia degli appassionati è quello delle supercar, a partire dalla nuova Lamborghini Siàn FKP 37. Vetture di design e tecnologia, dove nulla è lasciato al caso e dove ogni millimetro trasmette quella voglia di restarci e di portarla su una strada a guidare e guidare fino a che non finisce la benzina e quel poco di batteria aggiuntiva (per il momento continuate a farle cosi, per le Formula E da strada ci sarà tempo). In questo reparto, Audi RS7 Sportback ha stupito tutti per design e prestazioni: tutto il meglio del meglio, V8 biturbo, oltre 300 km/h. Basta questo per dirvi che se non l’avete vista a Francoforte, magari fatevi un giro ad un concessionario solo per rifarvi gli occhi e pensare a come sarebbe bello portare al mare i vostri figli e la moglie con questo giocattolino. 

Tra gli stand del Salone di Francoforte troviamo la Taycan: è una Porsche, in tutti i sensi. Bella, cattiva, estrema, da far girare la testa. E’ una super berlina totalmente elettrica da 700 cv (in due versioni) che ha come obiettivo un giro del Nurburgring. E’ l’unica al mondo ad utilizzare una tecnologia di batterie a 800 volt ed altre interessanti soluzioni di fino che permettono di avere ricariche rapidissime, autonomie elevate e lunga durata, ma ha bisogno anche di una colonna di ricarica di prestazioni particolari.

PorscheGli ZEV sono l’immagine di come prossimamente cambierà il futuro dell’automobile: auto più automatizzate, più controllate e “pacate”, studiate e costruite non più per il piacere di guida ma per soddisfare l’esigenza di spostamento da un punto A ad un punto B nel modo più confortevole e sicuro che esista. Molti possessori di auto con il cambio manuale ora si staranno sentendo un po’ male! Per loro, come per il sottoscritto, l’auto resta quel mezzo che ti emoziona solo a guardarla in un video e ti fa stare bene a guidarla, che non ti porta solo da una parte all’altra della città. Questo concetto verrà superato e limitato alle sportive, piccole o grandi che siano, che manterranno il DNA dell’auto intatto a prescindere dal tipo di cambio: infatti è sempre più difficile trovare auto che nativamente posseggono il pedale della frizione e sottolineiamo che non è proprio a portata di tutti il poter guidare correttamente auto da 500 e più cavalli senza l’ausilio di un buon cambio elettronico e dei controlli che ogni sportiva oggi possiede. 

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