La Ferrari sta vivendo una stagione terribile, ma Binotto ha già annunciato che la nuova power unit sta dando buoni risultati. Sarà sufficiente per tornare a vincere?

Il mondiale 2020 in casa Ferrari è stato un calvario. La SF1000 ha palesato sin dai test di Barcellona un netto ritardo nelle performance rispetto alla concorrenza, facendo capire che non avrebbe lottato per il mondiale. Dopo il lockdown è arrivato il debutto nelle gare ufficiali, confermando che non solo Mercedes, ma anche molti altri concorrenti erano chiaramente davanti alla rossa. L’inverno tra il 2019 ed il 2020 è stato caratterizzato dall’accordo tra la FIA e la Ferrari stessa sulla questione power unit, vero punto di forza della SF90 che era imprendibile sui rettilinei.

Mattia Binotto, team principale del Cavallino, ha dichiarato di essere molto ottimista riguardo la nuova unità, che da tempo sta girando al banco in fabbrica: ”Al momento non abbiamo la miglior Power Unit. Credo che il prossimo anno avremo un propulsore completamente nuovo, come permesso dai regolamenti. In Ferrari abbiamo investito molto negli sviluppi delle Power Unit 2021 e 2022. Adesso il motore sta girando al banco e mi pare che i riscontri siano molto promettenti sia in termini di affidabilità sia in termini di prestazione. Per il 2021 i test al banco sono limitati. Tocca a noi essere efficienti quando pianifichiamo le prove ed essere creativi nelle modalità di approccio ai test. Penso che, nonostante le limitazioni, ci siano ancora margini di miglioramento. Da ciò che vedo oggi al banco sono molto soddisfatto”.

Le parole di Binotto riguardo la nuova power unit della Ferrari fanno ben sperare, ma quali sono gli elementi che devono far pensare ad un ritorno al 2019? Per prima cosa la questione dell’accordo segreto, che probabilmente riguarda solo la stagione attuale. La causa maggiore dei mali della SF1000 è proprio la cronica mancanza di potenza, cosa che verrà quasi certamente recuperata nel prossimo campionato, in quanto tale accordo dovrebbe cadere in prescrizione. In secondo luogo, in una Formula 1 dove recuperare è molto difficile, il reparto motoristico è forse quello dove si può maggiormente crescere di anno in anno. Nel 2019 ad esempio, la Mercedes aveva il miglior telaio, palesando però un netto ritardo in termini di potenza. Con un intenso lavoro di sviluppo operato a Brixworth, gli ingegneri della casa tedesca hanno realizzato un’unità incredibilmente competitiva, tornando a quella superiorità del primo triennio ibrido. La Ferrari sta lavorando duramente per recuperare, e la sensazione è che possa tirare fuori il classico coniglio dal cilindro per tornare a lottare per il podio.

 

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