I nuovi aggiornamenti della Red Bull per il GP di Turchia

La Formula 1 ritorna sul circuito di Istanbul, per il GP della Turchia. In passato, la Red Bull ha avuto la possibilità di mostrare cose interessanti, ma è anche stata protagonista del “suicidio”. Sebastian Vettel e Mark Webber, all’epoca compagni di squadra in Red Bull, nel 2010 si misero fuori gioco a vicenda. Per questo weekend, però, ha portato qualche novità che merita di essere analizzata.

Una prima novità, facilmente visibile è il nuovo Cape. Quest’ultimo è un condotto in fibra di carbonio ricavato ai lati del musetto anteriore della vettura e ha il compito di canalizzare al meglio il flusso sotto la vettura. Infatti, ha un andamento che mostra chiaramente che raccoglie aria e la devia nel fondo vettura. L’obiettivo è quello di aumentare il carico aerodinamico. In passato, una soluzione non così visibile fu adottata dalla Ferrari in vista del Gran Premio di Singapore dello scorso anno. Lì, più che un condotto, avevamo una sorta di “mantello“, ma l’obiettivo era praticamente lo stesso. Troviamo anche un doppio soffiaggio, meno visibile ad occhio. Quanto appena detto, è possibile notarlo nell’immagine sotto, evidenziato dalla freccia.

Aggiornamenti F1 GP Turchia

Aggiornamenti F1 GP Turchia

Un’altra novità riguarda invece gli scarichi. Abbiamo notato una diversa installazione degli scarichi della wastegate. I due piloti, però, hanno girato con diverse configurazioni. In particolare è stato Max Verstappen ad adottare la nuova soluzione al momento con gli scarichi montati al di sotto del braccetto arretrato del triangolo superiore della sospensione posteriore.

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In giro si legge che sia per aumentare il carico aerodinamico e massimizzare l’estrazione dal diffusore. Tuttavia ricordiamo che gli scarichi soffiati sono illegali. Evidentemente, gli scarichi soffiano sì, sulla carrozzeria, ma non proprio all’altezza dei diffusori. Potrebbero esserci anche altri motivi intrinsechi, magari un diverso posizionamento dei componenti al di sotto del cofano motore. Al momento, purtroppo, non possiamo saperlo: nei prossimi giorni, magari capiterà di vedere la macchina “nuda”, e senza alcuna copertura al posteriore.

A proposito dell'autore

Laureato in Ingegneria Meccanica. Classe '96. Passione per motori e motorsport in generale. Studente alla magistrale di Ing. Meccanica per Energia e Ambiente, settore Motoristico

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