I piloti hanno fornito prestazioni eccellenti e grossi svarioni nel GP di Turchia: scopriamo chi ha fatto meglio e chi invece dovrà rifarsi negli USA.

Il GP di Turchia tenutosi ieri all’Istanbul Park ha regalato agli appassionati una gara molto interessante ed imprevedibile dal punto di vista strategico a causa delle particolarissime condizioni del tracciato. Il vincitore del Gran Premio è stato Valtteri Bottas, che ha controllato in maniera ineccepibile sin dall’inizio e non si è scomposto quando ha dovuto superare per la vittoria un Charles Leclerc in difficoltà con le gomme. Dietro al finlandese si è piazzato Max Verstappen, che ha riconquistato la vetta della Classifica Piloti grazie agli otto punti guadagnati su Lewis Hamilton, quinto al traguardo. Sergio Pérez ha completato il podio, mentre dietro a lui molti piloti, a partire dal duo della Ferrari, hanno disputato gare eccellenti per portare a casa qualche punto. Quali sono state dunque le prestazioni più impressionanti del GP di Turchia? Chi invece ha deluso le aspettative?

I migliori

E’ impossibile non registrare la prestazione di Bottas tra le migliori di giornata. Il finlandese ha finalmente conquistato la prima vittoria stagionale all’Istanbul Park con una prova fantastica, durante la quale non ha praticamente commesso alcun errore, riscattando la sua prestazione tragicomica nell’edizione 2020 del GP di Turchia in condizioni simili. Dopo un inizio di stagione terribile, il numero 77 sembra essersi definitivamente ripreso negli ultimi weekend e ha giocato un ruolo importante nella lotta per il titolo: ha sottratto a Verstappen sette punti che potrebbero rivelarsi decisivi in entrambe le classifiche a fine campionato. Si tratta inoltre di una vittoria importantissima per il morale di Bottas, che fino a fine stagione dovrà continuare ad aiutare Hamilton e la Mercedes a conquistare i due titoli in palio. Tenendo ciò ben in mente, è probabile che il finlandese non avrà molte altre possibilità di vincere una gara nell’immediato futuro, ma con la performance di ieri ha confermato, qualora ce ne fosse bisogno, che l’Alfa Romeo Racing ha fatto benissimo a puntare su di lui per il rilancio.

Tra i migliori devono essere inseriti anche i due piloti della Ferrari, che ieri hanno dato spettacolo. Leclerc avrebbe meritato il podio: è rimasto nelle prime tre posizioni per più di 50 giri, giungendo addirittura in vetta dopo la sosta di Bottas e Verstappen. Il monegasco ha poi giustamente provato ad arrivare fino in fondo alla gara e ad ottenere una vittoria clamorosa, ma le sue gomme erano ormai finite. Il ritardo del suo pit stop ha poi permesso a Pérez di recuperarlo e sorpassarlo, ma Leclerc va comunque premiato per il ritmo forsennato e il coraggio nel provare una strategia così difficile. Carlos Sainz ha invece intrattenuto gli appassionati nella prima parte di gara, durante la quale ha sorpassato dieci vetture in pochi giri per rientrare in zona punti. Da metà gara in poi anche lo spagnolo è stato costretto a gestire gli pneumatici, ma una sosta al momento giusto e un ritmo eccezionale sul finale di gara lo hanno portato a concludere il GP di Turchia a pochi secondi dal trio Hamilton-Gasly-Norris. Peccato per quel pit stop lento (8.1 secondi), che forse gli ha impedito di riprendere la McLaren numero 4. Sainz merita comunque il premio di Driver of the Day per la grande rimonta.

Menzione d’onore anche per Gasly, sesto a pochissimi secondi da Hamilton nonostante una penalità di 5 secondi assai discutibile, Stroll, che per tutto il weekend è stato davanti al compagno di squadra e ha portato a casa due punti, e soprattutto Esteban Ocon. Il francese si è reso protagonista di un’impresa incredibile: percorrere l’intero Gran Premio su un unico set di gomme intermedie, che a fine gara erano davvero sulle tele. Così facendo, Ocon ha portato a casa un punticino ed è divenuto il primo pilota a disputare una gara intera senza fare nemmeno un pit stop da quando Mika Salo fece lo stesso al GP di Monaco del 1997.

I peggiori

Dopo due ottimi risultati, tra cui anche una vittoria, a Monza e Sochi, nel GP di Turchia è sembrato di rivedere il Daniel Ricciardo di inizio stagione. L’australiano della McLaren, non aiutato da una vettura in difficoltà ad Istanbul e dall’ultima casella in griglia, ha sofferto ancora una volta in maniera eccessiva se confrontato al compagno di squadra: ha subito l’eliminazione nel Q1 in qualifica, è rimasto bloccato in sedicesima posizione fino alla sosta anticipata, poi ha percorso un lungo e anonimo secondo stint che lo ha portato a chiudere in tredicesima posizione. La settima posizione portata a casa da Lando Norris fa pensare che la MCL35M fosse abbastanza veloce per chiudere in zona punti, ma c’è da dire che (forse anche per colpe proprie) Ricciardo non è stato favorito dalla strategia, dato che il pit stop anticipato lo ha lasciato con gomme finite negli ultimi giri. La proverbiale positività dell’australiano nel post-gara sembra comunque una garanzia del fatto che il weekend turco sia stato solo un piccolo inciampo.

Il pilota che ha commesso l’errore più grave ieri è tuttavia Sebastian Vettel. Per sua stessa ammissione, il tedesco ha deciso (di comune accordo con la Aston Martin) di passare alle gomme da asciutto a metà gara, trovando tuttavia un tracciato ancora piuttosto bagnato. La scelta del team anglo-canadese e del tedesco è parsa alquanto inspiegabile, dato che almeno dagli schermi era evidente che ci fossero ancora zone umide in traiettoria. Ancor più inspiegabile è il fatto che il team e il pilota abbiano provato questo azzardo mentre si trovavano in zona punti. In generale, Vettel non è comunque mai stato sullo stesso ritmo di Stroll per tutto il fine settimana del GP di Turchia, ammettendo di essersi trovato stranamente in difficoltà in condizioni di pista umida, nelle quali di solito eccelle. Per Aston Martin, intanto, il settimo posto in Classifica Costruttori sembra sempre più vicino vista la superiorità mostrata da Alpine e AlphaTauri di recente. Un declino impressionante dopo il quarto posto della Racing Point nel 2020.

Infine, si segnalano in negativo (ancora una volta) le prestazioni di Tsunoda e Mazepin. Il giapponese ha condotto una bellissima gara nei primi giri ed è stato l’unico a dar filo da torcere ad Hamilton nelle fasi iniziali della sua rimonta, ma poi ha buttato un potenziale posizionamento in zona punti finendo in testacoda in Curva 9. Il russo ha invece girato 2.8 secondi più lento del compagno di squadra Mick Schumacher (molto competitivo questo weekend) in qualifica, mentre in gara è finito dietro al tedesco nonostante il suo testacoda dopo un contatto con il colpevole Fernando Alonso, che si è scusato a fine gara.

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