Business mondiale potrebbe essere la definizione finanziaria della Formula 1, dove (quasi) tutti ci guadagnano.

Negli sport motoristici ad alto livello il giro economico è altissimo e con una grande variabilità. Ma da dove provengono questi soldi e a chi vanno?

La Formula 1 ottiene il suo guadagno dai diritti televisivi, dalle iscrizioni applicate ai singoli eventi e dalla vendita di biglietti e sponsorizzazioni agli eventi. Una squadra di F1 deve i suoi proventi agli sponsor, ai risultati e dai piloti stessi. E’ un business mondiale appunto, a cui in tanti si siedono a favorirne.

1981: viene stilato il primo Patto della Concordia per definire le condizioni di assegnazione dei proventi ottenuti dai diritti televisivi.

Per diversi anni due associazioni (quella per lo Sport e quella dei Costruttori) si sono litigate i proventi dalle trasmissioni televisive. Essendo il flusso di denaro molto grande (al giorno d’oggi enorme) si è reso necessario regolamentarlo: il Patto della Concordia, stilato nel 1981 alla sede della Federation Internationale de l’Automobile e rivisto in ultimo nel 2013, determina le modalità. La F1 si occupa di tutta la gestione logistica e vende questi diritti a chi può acquistarli, a caro prezzo. La F1 inoltre guadagna dalle iscrizioni dei circuiti, dalla vendita dei biglietti e dalle sponsorizzazioni sui singoli eventi. Bernie Ecclestone è a capo di questo business che assumerà proporzioni smisurate.

Dal lato dei team, le risorse impiegate non sono proporzionali ai guadagni ottenuti ed è facile fallire una stagione. I Costruttori fanno lo stesso i mattatori e dominano i Gran Premi, gli altri lottano tra loro.

Una squadra come la Mercedes che investe oltre 400 milioni di Euro (a stagione) nel suo progetto F1, aspira a vincere il campionato, molte gare. Una squadra privata come la Haas, che spende meno di un terzo della Mercedes, aspira a posizioni intermedie cercando di primeggiare su quelli che hanno a disposizione un budget simile. I guadagni delle squadre sono proporzionali alla posizione in classifica. Il Patto della Concordia stabilisce che la posizione in classifica determina quanto è il ricavo dai proventi dei diritti televisivi. Ci guadagnano tutti, anche chi arriva ultimo.

Bonus LST: quando la Ferrari vince sempre.

Nel Patto della Concordia viene sancito che la Ferrari, essendo l’unica squadra ad aver partecipato a tutte le edizioni del Campionato del Mondo di Formula 1, ottiene un bonus di diversi milioni.

Gli sponsor: il reale guadagno delle squadre.

Una squadra guadagna principalmente con le sponsorizzazioni. Mettere il proprio nome sulla vettura campione del mondo garantisce visibilità che si traduce in vendita di prodotti. Più il marchio è importante e pagante, più viene risaltato sulle vetture: sempre restando in casa Mercedes, i soldi che la Petronas garantisce per la riuscita della stagione sono molto più di quelli, ad esempio, della Bose. E sulle macchine si vede.

Fino al 2010 le principali sponsorizzazioni derivavano dalle aziende del tabacco, poi bandite per ragione dei Ministeri sulla Salute. La loro dismissione permette a nuovi nomi di apparire sulle F1. Sempre più spesso sono portati dai piloti.

Ultima ma non ultima fonte di guadagno dei team, sono i piloti. Facciamo un esempio: nel 2018, un pilota molto facoltoso di nome Lance Stroll entra in F1 alla guida della Williams. Il padre garantisce molti soldi al team per lo sviluppo della monoposto ma i risultati non arrivano. Cosi Lawrence Stroll, padre di Lance, compra una squadra in fallimento, la Force India, in modo da garantire al figlio di correre, creando la Racing Point F1 Team. Altro che sponsor! Sempre più spesso i piloti sono fonte di guadagno per i team, sia con partecipazione diretta dei più facoltosi, sia perchè sostenuti da grandi sponsor, come nel caso di Charles Leclerc. Ormai al giorno d’oggi il talento non basta più. Certo è che senza talento non si diventa campioni del mondo e ci piace vedere nuovi piloti molto bravi.

Ferrari Leclerc

Gli altri flussi di guadagno: tutto ciò che ci si può inventare.

Nel 2019, la Toro Rosso, squadra satellite della Red Bull, decide che dal 2020 cambierà nome in Alpha Tauri. Questo è un marchio di moda della casa madre Red Bull. L’operazione puramente di marketing porterà un flusso di casa notevole verso il brand di abbigliamento e quindi indirettamente alla Red Bull stessa. Altro caso fu quello della BAR del 1998, la quale aveva una livrea bicolore per sponsorizzare due diversi marchi di sigarette, entrambi main sponsor, pratica poi vietata.

Sponsorizzazioni tecniche: oltre la F1.

Ogni grande Costruttore ha i suoi team satellite: per la Ferrari sono Haas e Alfa Romeo, per la Mercedes sono Force India e Williams. Questi vendono propriamente supporto tecnico e tecnologico a squadre che non avrebbero la possibilità di farlo da soli ma che vogliono lo stesso partecipare e che alla fine comunque accedono ai ricavi dei diritti TV.

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