Il Direttore Tecnico della Mercedes ha espresso il proprio giudizio negativo sulle attuali vetture di F1 ad effetto suolo.

Due stagioni dopo l’introduzione del Regolamento Tecnico che ha stravolto le monoposto di F1, il giudizio sulle nuove vetture ad effetto suolo resta sospeso. Da un lato, come spesso accade nella categoria regina, un nuovo set di norme ha significato l’inizio di un periodo di dominio da parte di una scuderia, in questo caso la Red Bull; dall’altro, è chiaro che la forbice di performance tra le monoposto, soprattutto in Qualifica, si è ridotta molto rispetto agli anni passati, anche se in gara i distacchi restano ampi tra chi ha lavorato meglio e il resto del gruppo. Tralasciando il lato sportivo e focalizzandosi su quello tecnico, qual è il giudizio degli ingegneri che progettano e configurano questa generazione di monoposto? James Allison, citato da Motorsport.com, ha sottolineato la sua personale avversione nei suoi confronti.

“Con le vecchie vetture…” – ha esordito il Direttore Tecnico della Mercedes, facendo un confronto con le macchine pre-2022 – “…voi giornalisti parlavate continuamente della differenza tra high rake e low rake, come se fossero la ragione di tutto. Una monoposto high rake aveva un’altezza da terra al posteriore di 140 mm, mentre una low rake di circa 120 mm. Rispetto alle vetture odierne, sono numeri giganteschi: oggi si scende in pista a 60 mm da terra. Ci può essere qualche millimetro di differenza tra le varie macchine, ma sono tutte attaccate all’asfalto. Le F1 odierne possono comportarsi piĂą uniformemente su circuiti dalle caratteristiche non troppo variegate, dove non c’è un ampio intervallo di velocitĂ . Si può scendere in pista con un setup che permetta loro di esprimersi al meglio nelle curve, senza andare a perdere troppo quando si effettua il compromesso.”

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Allison ha poi evidenziato il lato negativo delle monoposto ad effetto suolo: “Quando si affrontano circuiti come Austin, che rappresentano un vero esame perchĂ© hanno lunghi rettilinei, sconnessioni e curve ad alta, media e bassa velocitĂ , lì vengono messi a dura prova i limiti tecnici della monoposto. Ad esempio, viene testata la velocitĂ  in fondo ai rettilinei, perchĂ© la macchina deve rimanere competitiva nelle curve veloci. E’ difficile far sì che la vettura possa eccellere in tutte queste circostanze quando i regolamenti tecnici richiedono solo che resti attaccata al terreno. Questa cosa mi infastidisce e personalmente non ritengo positivo avere vetture che scendono in pista ad altezze da terra così ridotte. Il campione del mondo di quest’anno ha vinto con uno dei margini piĂą ampi della storia, e a rigor di logica dovrebbe adorare la sua macchina. Io ne dubito: le vetture non sono piĂą quelle di qualche anno fa.”

Foto copertina: Alessandro Martellotta per Newsf1.it

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