Alla 6 ore di Spa è arrivato il primo successo per la Toyota GR010, che ha avuto ragione di un’ottima Alpine. United Autosports e Porsche dominano il LMP2 e GTE PRO.

La 6 ore di Spa è andata in archivio nel segno della Toyota GR010 Hybrid, trionfante al debutto nella categoria Hypercar. Ad imporsi è stato l’equipaggio #8 di Sebastièn Buemi, Kazuki Nakajima e Brendon Hartley, i quali hanno approfittato dei problemi della vettura gemella. La doppietta giapponese è stata però impedita dal secondo posto dell’Alpine #36 di LapierreVaxiviereNegrao, i quali hanno anche condotto la corsa diverse volte nel walzer delle soste. La miglior efficienza dell’ibrido montato sulle Toyota ha però consentito ai vincitori di risparmiare un pit-stop, cosa che si è rivelata fondamentale per portare a casa il risultato.

Sfortuna nera per la #7 di KobayashiConwayLopez, partiti dalla pole ma solo terzi all’arrivo. Kamui era al comando delle operazioni quando a due ore dal termine è finito lungo alla staccata di Rivage, perdendo oltre un giro nel tentativo di liberarsi dalle barriere. Le prestazioni assolute della nuova vettura prodotta a Colonia non hanno però entusiasmato, visto che il vantaggio sulla prima LMP2 è stato di appena un giro ed una velocità pura che è spesso stata inferiore all’Alpine. Il team francese può recriminare per i maggiori consumi, che sono probabilmente costati la vittoria.

Nella classe cadetta non c’è stata storia, considerando che l’Oreca 07 Gibson #22 dello United Autosports ha dominato in lungo ed in largo sin dal semaforo verde. Filipe Albuquerque è stato il mattatore del week-end, perfettamente coadiuvato da Phil Hanson e Fabio Scherer. Il team statunitense, vincitore del titolo di classe nella passata stagione, ha iniziato alla perfezione la stagione, tenendo anche il ritmo dei primi assoluti nelle fasi iniziali di corsa. Il team Jota ha completato il podio, con l’equipaggio #38 di DavidsonFelix Da CostaGonzales in seconda piazza davanti alla #38 di BlomqvistVandoorneGelael.

Prova di forza impressionante della Porsche 911 RSR in classe GTE PRO. La #92 affidata a Kevin Estre e Neel Jani non ha avuto avversari, con il francese che aveva già rifilato oltre un secondo alla concorrenza nelle qualifiche di ieri. L’unico momento di difficoltà c’è stato nelle prime battute, quando una foratura lenta ha costretto il team ad anticipare una sosta. Successivamente non c’è stato nulla da fare per la concorrenza, con le Ferrari che hanno comunque completato il podio salvando il bilancio. La #51 di Pier GuidiCalado ha chiuso con la piazza d’onore, ma il gap di performance con la vettura tedesca non lascia ben sperare in vista di Le Mans e delle altre gare stagionali. Terza la #52 di SerraMolina, mentre la Corvette è giunta quarta con la #63 di GavinGarcia. La GT americana non ha mai avuto il ritmo per lottare con gli avversari e solo grazie alle sfortune della Porsche #91 di BruniLietz è riuscita ad evitare l’ultimo posto di classe.

La Ferrari si è rifatta alla grande in GTE AM, dove è arrivato il trionfo per la 488 GTE #83 di Francois Perrodo, Nicklas Nielsen ed Alessio Rovera. L’equipaggio dell’AF Corse ha preso il comando delle operazioni dopo le prime fasi, controllando la corsa sino alla bandiera a scacchi. Seconda piazza per l’Aston Martin #33 di KeatingPereiraFraga, mentre è da rimarcare il podio al debutto del Cetilar Racing sulla Ferrari #47. Antonio Fuoco ha fatto la differenza nello stint finale rimontando sino al terzo posto, dopo una gara in cui Roberto Lacorte e Giorgio Sernagiotto erano stati rallentati da alcuni errori e contatti. Prossimo appuntamento il 13 giugno in Portogallo per il secondo round stagionale.

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