Le JDM sono quelle auto destinate esclusivamente al mercato Giapponese, ma alcune di queste sono adatte solo a cuori forti.

JDM ovvero Japanese Domestic Market, un acronimo semplice che si riferisce a tutti quegli oggetti, e quindi anche veicoli, che vengono commercializzati esclusivamente nel mercato Giapponese. Oggi il termine ha perso sicuramente un po’ della sua valenza, data la globalizzazione del mondo che ci permette di raggiungere praticamente qualsiasi angolo della terra. Pertanto, ai giorni nostri, il termine JDM viene utilizzato in un’accezione più generica, riferendosi alla globalità del mercato delle case automobilistiche Giapponesi.

Tuttavia, in un passato non troppo lontano, il mercato Giapponese ha sfornato diversi modelli che trovano facilmente spazio nel cuore dei fan dell’automobile.

Prima di scoprire quali sono questi modelli, partiamo da alcuni concetti fondamentali legati proprio al mercato dell’auto Giapponese: le JDM, pur scaldando il cuore, hanno guida a destra (eh sì, in Giappone si guida così!) e sono limitate per legge. La velocità è autolimitata a 180/190 km/h, in funzione del modello, mentre i CV erano limitati a 280 fino al 2004. Incredibile vero?

Non me ne vogliano i fan delle varie keicar, ma i modelli più sportivi sono decisamente più attinenti a questo elenco di JDM per cuori forti.

Iniziamo quindi il nostro viaggio nelle più belle e iconiche JDM!

Eunos Cosmo JC

Ecco, lo sapevo. E chi la conosce questa? Probabilmente pochi, in realtà quasi nessuno. La JDM Eunos, ex marchio di lusso Mazda, presentò la serie Cosmo nel lontano 1967. La JC è l’ultima (1990), delle quattro, e la più interessante, a mio avviso. Monta l’unico motore Mazda Wankel a 3 rotori! Accoppiato a due turbocompressori era in grado di sviluppare la bellezza di 300 CV e 403 Nm di coppia massima. Questa enorme coupè 2+2, lunga 4.8 m, aveva una linea davvero interessante e un motore veramente potente. Peccato sia uscita di scena poco dopo nel 1996, date ne troppe restrizioni del mercato Giapponese.

Toyota Supra MK4

Passiamo a qualcosa di decisamente più conosciuto. Chi non conosce la Toyota Supra? Soprattutto nella sua quarta generazione, denominata A80. La linea della Supra, soprattutto nella sua versione Targa, è tutt’altro che passata. Al di là di dettagli old style, potrebbe benissimo uscire oggi da una concessionaria e non sfigurare affatto. A maggior ragione se monta uno dei tantissimi body kit disponibili per questo modello.  Quest’auto è stata prodotta dal 1993 fino al 2002 ed incarna perfettamente lo spirito JDM. Era disponibile in due motori da 3.000 cc, uno aspirato da 220 CV e uno bi-turbo (turbine sequenziali, non parallele) da 276 CV. L’ultima, fortunatamente, venne esportata ma venne anche ritoccata: turbocompressori più piccoli e in acciaio (invece che di ceramica) e iniettori maggiorati alzarono l’asticella a ben 326 CV e 441 Nm di coppia massima per il mercato Europeo. Quest’auto, molto rara, è di una bellezza assoluta, a mio parere. Le elaborazioni inoltre non si limitano agli esterni; il motore della Toyota Supra infatti si presta per una grandissima quantità di personalizzazioni pronte a far decollare la potenza di questa indomabile belva.

Mitsubishi Lancer Evolution & Subaru Impreza WRX STi

Nomi molto comuni ai giorni nostri, ma un tempo molto più JDM di quanto si possa pensare. Ho scelto una generazione per entrambe, che tra tutte può forse incarnare meglio lo spirito delle sportive del sol levante. La Evolution V, che sta per 5 in numero romano, e la Subaru Impreza WRX prima generazione.

La Evo V è forse la mia preferita tra le Evolution. 2.000 cc turbo con i classici 280 CV solo sulla carta e 370 Nm di coppia massima. Ve la ricorderete chiaramente per il frontale, con i due fanali enormi sotto i fari principali.

La Subaru Impreza WRX STi prima generazione, prodotta dal 1994 al 2000, subì moltissimi aggiornamenti che seguivano di pari passo la carriera rallystica. Mi concentrerei sul modello denominato STi 22B del 1998, una speciale versione creata per commemorare i 40 anni di vita e il terzo titolo consecutivo nel World Rally Championship. La versione aveva un bodykit molto sportiveggiante, colore inconfondibilmente blu accoppiato ai cerchi color oro e la grande presa d’aria sul cofano. I 400 esemplari per il Giappone, e i 24 per il resto del mondo, avevano la bellezza di 280 CV di potenza dichiarati ma effettivamente si superavano abbondantemente i 300, al solito. Ovviamente boxer.

Nissan Skyline GT-R R32 R33 R34

Chiudo la mia classifica, non esaustiva, sia chiaro, con una delle più belle e ricercate JDM. La Skyline GT-R, nelle versioni R32-33-34. I vari Gran Turismo, famosissimo gioco di macchine di fine anni 90, e Fast And Furious hanno fatto impennare la celebrità di questi modelli.

La R32, prodotta dall’89 al ’94, è  già la terza generazione della sportiva di casa Nissan. Il 2.600 cc erogava 317 CV reali e 361 Nm accoppiati ad una trazione integrale. Il che la rende un’auto molto appagante da guidare, ma il mito della GT-R non finisce qui.

Nel 1995 arrivò la R33. Il motore rimase lo stesso, la linea venne ritoccata in molti dettagli, pur mantenendo una certa continuità di stile. Vennero realizzate molte versioni differenti della R33. Corse a LeMans, quindi realizzarono una LM Limited per celebrarne la partecipazione. Ma vorrei presentarvi la Nismo 400R, una belva vera e propria. NISMO, preparatore di casa Nissan, portò il motore della R33 a 2.800 cc e alla stratosferica soglia dei 400 CV e 470 Nm di coppia massima. Ne esistono solo 44 esemplari.

La quinta generazione è la più muscolosa e riconoscibile delle Skyline, per molti la JDM per eccellenza Signore e signori la Nissan Skyline R34. Arrivata nel 1999 con l’ormai classico 2.600 cc, usciva dalla fabbrica con i soliti cavalli, ma ne sviluppava più di 330. Entrò nelle case di tutto il mondo grazie a 2Fast 2Furious, il secondo film della saga. Nel 2004, Nismo realizzò la Z-Tune ovvero una versione elaborata della R34. Poiché era fuori produzione (terminò nel 2002) Nismo acquistò 18 R34 usate con meno di 29.000 km e le ritoccò fino a portarle a quota 500 CV.  Ecco, questo forse è ciò che meglio descrive e ci permette di comprendere appieno il fascino delle JDM.

Innamorarsi di una JDM è possibile

Il nostro viaggio nelle JDM termina (per ora) qui. Lo so, lo so, ci sono moltissime JDM che non ho citato. Ci sono tutte le Nissan Silvia, la 240 SX, la Mazda RX-7 (della quale ve ne parlerò separatamente la prossima volta), la Acura/Honda NSX, la Toyota AE85 e tante altre… ne ho dovute scegliere alcune, purtroppo, poiché diventerebbe una lista infinita e potrei scrivere per ore e ore.

Come è facile intuire, queste sono delle particolari vetture che un appassionato non può non apprezzarne il potenziale e il fascino. Per cuori forti, appunto. Non mi resta che un’unica sola domanda, il fascino delle JDM vi ha colpito?

A proposito dell'autore

Sono cresciuto a pane e Formula 1. Le auto sono la mia passione e scrivere articoli mi permette di condividerla con tutti voi. Twitter @ivan_morepower

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