Il circuito di Barcellona

Le curve del circuito spagnolo sono il perno attorno al quale ruota la scelta aerodinamica dei team.

Grazie a raggi di curvatura abbastanza alti (ma non così tanto come ci si aspetterebbe) le macchine percorrono i cambi di direzione a velocità sostenute.

Il valore medio di rapidità attraverso le varianti della pista è di circa 156kmh anche se con una certa variabilità lungo il giro. Certi tornanti stretti si affrontano a 80/90 kmh o comunque non oltre i 104 kmh, mentre le curve più veloci portano le vetture fino ad oltre 200 kmh.

La percentuale di tempo dedicato ai tratti curvilinei è del 57%, il che fa della pista di Barcellona il primo circuito del campionato 2019 sul quale le auto passano più secondi con volante ruotato rispetto ai secondi trascorsi sui rettifili.

In fine, come ultimo dato, bisogna tenere conto della lunghezza media dei tratti dritti: non troppi e non troppo lunghi, eccezion fatta per il rettifilo principale.

Come possiamo unire assieme tutti questi indizi in modo da capire come funziona la pista del Montmelò?

 

In definitiva, le curve con raggio medio basso (in media) non consentono di generare una deportanza troppo elevata, visto che la velocità è molto ridotta.

Inoltre, sulla maggior parte dei rettilinei non è cosi importante la resistenza aerodinamica, visto la loro ridotta estensione.

Se c’è una cosa che importa invece per i tratti dritti, è che molti di questi iniziano dopo tornati o curve a gomito e per poterli imboccare con alte velocità bisogna già essere rapidi in curva.

Si veda il grafico seguente per capire come sia importante la deportanza in uscita di curva.

Il tempo maggiore trascorso in curva confermerebbe la possibilità di puntare di più sul carico deportante, che di per se genera resistenza aerodinamica, sacrificando in parte la velocità massima sui rettilinei.

Questo rende il circuito spagnolo molto particolare e contro tendenza perché, come mostrano altre piste come Baku o Spa-Francorchamps, appena sono presenti tratti dritti di notevole estensione, la deportanza deve scendere per forza anche a scapito dei tratti curvilinei. La perdita di velocità massima sarebbe troppo penalizzante.

Nonostante la lunghezza totale di 1000 metri circa, quindi, il rettifilo principale spagnolo non è così preponderante da richiedere un abbassamento sensibile della deportanza.

In questo senso, concludendo, la pista diverrebbe da carico aerodinamico medio alto per le auto con prestazioni ottimali e da carico alto per quelle meno performanti.

Sarà inoltre molto importante osservare i primi grandi miglioramenti aerodinamici promessi dalle squadre e non mancheranno aggiornamenti da parte nostra.

A presto

Dall’ing. Alberto Aimar.