Max Verstappen trionfa nel Gran Premio della Malesia, giunto alla sua diciannovesima e, al momento, ultima apparizione nel calendario della Formula 1. Il pilota olandese precede la Mercedes di Lewis Hamilton e la Red Bull del compagno di squadra Daniel Ricciardo. Favolosa la rimonta con la quale Vettel, partito dall’ultima posizione, riesce a chiudere in quarta posizione, non lontano dalla zona podio. Alle spalle del ferrarista, un anonimo Bottas, che da quando ha avuto la certezza del rinnovo del contratto per un altro anno con la scuderia tedesca,

ha di molto ridotto le sue performance, dovute anche al fatto che la lotta per il titolo costruttori è quasi totalmente chiusa. Sì, perché oltre ai 102 punti di ritardo che la Ferrari aveva prima del via del GP della Malesia, (quasi impossibile da colmare), si è anche aggiunto il ritiro anticipato di Kimi Raikkonen a causa di un guasto al motore, probabilmente al compressore: una vera delusione, considerando il grande ritmo che l’unica SF70H ha dimostrato in gara e le ottime possibilità di vittoria.

 

In partenza, buono lo spunto di Hamilton, che riesce a tenersi alle spalle entrambe le Red Bull e ad evitare spiacevoli duelli con Verstappen, sempre molto aggressivo in questa fase di gara. Nelle retrovie, Vettel decide di non rischiare sorpassi azzardati, consapevole che, con lo strapotere della sua Ferrari, avrebbe potuto recuperare tantissime posizioni nel corso della Gran Premio. Prima parte di gara completamente a favore della scuderia austriaca che in pochissimi giri riesce prima a conquistare la leadership del Gran Premio con Verstappen ai danni di Hamilton (molto ragioniere nella gestione dell’azione di difesa sull’attacco del pilota olandese) e poi con Ricciardo su Bottas. La RB13 dimostra di possedere un ottimo pacchetto, riuscendo ad avere un passo gara molto importante, che la Mercedes con molta fatica riesce a tenere. Ma chi veramente sembra essere inarrivabile è Sebastian Vettel che, a metà gruppo, colleziona sorpassi su sorpassi, alcuni veramente di ottima fattura, che gli permettono di arrivare dopo poche tornate prima in zona punti e poi a ridosso dei primi quattro.

 

A metà gara, comincia il “valzer” dei pit stop, con Hamilton e Verstappen che in successione entrano ai box per montare gomme soft, seguiti poi da Vettel che a differenza degli altri, può utilizzare un set di gomme super soft nuovo, lasciato in dote dalle sfortunatissime qualifiche, con i quali riesce, grazie all’undercut, a sopravanzare la W08 di Bottas. Strana la gestione della strategia da parte del muretto della Red Bull, che decide di lasciare in pista Daniel Ricciardo qualche giro di troppo, che si ritrova dopo il cambio gomme a più di dieci secondi dal tre volte campione del mondo della Mercedes, quando prima il distacco era poco meno di quattro. L’ultima parte di gara vede Vettel far segnare giri record in continua successione, con l’intento di ricucire quanto prima il gap con la zona podio, e Verstappen ed Hamilton in totale controllo della situazione, sperando che né la pioggia né una Safety Car potessero rimettere in gara un arrembante Sebastian Vettel. A poco meno di dieci giri, il pilota tedesco si trova nella scia della RB13 di Daniel Ricciardo, ma una cosa è recuperare e un’altra sorpassare: Vettel prova, grazie anche al DRS, ad avvicinarsi sui due lunghi rettilinei del circuito malese, ma il pilota australiano, fortissimo in questo fondamentale, riesce sempre a difendere la sua posizione con grandi staccate, alle volte un po’ al limite ma sempre corrette. Anche leggermente sfortunato il quatto volte campione del mondo, dal momento in cui la gestione dei doppiati non lo ha certamente aiutato, come già accaduto, purtroppo, in altre circostanze. Negli ultimi tre giri, complice anche un’usura importante degli pneumatici e una volontà da parte del muretto di non rischiare una mappatura più aggressiva del motore, Vettel decide di gestire la sua quarta posizione, consapevole già di aver fatto un vero e proprio capolavoro. Ora Hamilton guida la classifica piloti con 34 punti di vantaggio, un bel bottino, ma certamente non confortante, poiché sia in Malesia sia a Singapore, la Ferrari ha dimostrato ancora una volta che la SF70H ha enormi potenzialità e che la Mercedes ha guadagnato molto di più di quanto la potenzialità della W08 poteva conquistare. Adesso la F1 si trasferisce su un circuito storico come quello di Suzuka, dal quale dovrà cominciare la vera rimonta di Sebastian Vettel, partendo dal fatto, però, che le caratteristiche del tracciato giapponese rendono la Mercedes la grande favorita. Nel giro finale dopo aver tagliato il traguardo , incidente quanto meno insolito fra la Williams di Stroll e la Ferrari di Vettel, il giovane pilota della squadra inglese allarga la traiettoria centrando in pieno la Ferrari del tedesco, abbastanza danneggiata e si teme per il cambio che potrebbe essere sostituito per la prossima gara. I due piloti sotto investigazione saranno scagionati, ma non si comprende come mai non sia stato sanzionato il pilota Williams per la sua monovra pericolosa.

Francesco Saverio Falco

Foto official twitter @f1 @Ferrari @redbullracing

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