Max Vertsappen e Red Bull sugli scudi, Hamilton fa il massimo con una Mercedes in crisi di sviluppo, Ferrari velocissima ma fragile (e pure sfortunata).

L’ultima edizione, per la Formula 1, del Gp di Malesia non ha concesso sicuramente possibilità alla noia.

Verstappen ha mostrato il “lato buono” del suo (enorme) talento, e correndo con criterio e giudizio (soprattutto allo start), ha conquistato una vittoria autorevole, superando Hamilton al giro 4 ed amministrando il gap. E dimostrando che, in termini velocistici, ha una “marcia in più” rispetto al compagno Ricciardo (oggi comunque a podio).

Una vittoria che conferma i progressi della Red Bull “versione 2”, che dall’Ungheria in poi ha visto migliorare costantemente le sue prestazioni (sia grazie alla pu Renault, sia, molto più probabilmente, per via di una sospensione posteriore che “simula” il comportamento di quella bandita all’inizio dell’anno, con una nuova “filosofia” nel setup, come dichiarato da Ricciardo).

Mercedes, invece, ha mostrato uno dei suoi lati deboli: la sofferenza al caldo estremo, che genera “overheating” sugli pneumatici.
Hamilton fa il massimo ottenendo un secondo posto che gli permette di allungare in classifica iridata (+34 su Vettel a 5 gare dalla fine), ma le ombre per il pacchetto aerodinamico evoluto non funzionante in pista (Bottas ha terminato 5°, lontanissimo prestazionalmente, staccato pure dal rimontante Vettel) lasciano qualche preoccupazione per le ultime gare della stagione (ma potremmo assistere ad un pronto riscatto già a Suzuka).

La Ferrari ha fatto vedere qui luci ed ombre “assolute”, senza “gradazioni intermedie”.
Sebastian Vettel, 4° al traguardo  dopo il problema di ieri alla Power Unit, ha mostrato in gara un ritmo inarrivabile per tutti gli altri (su gomma Red SuperSoft, migliore di quasi 8 decimi su Red Bull ed oltre 1 secondo su Mercedes), arrivando ai piedi del podio occupato, in quel momento, da Daniel Ricciardo.

Prestazioni che testimoniano quanto gli sviluppi portati in pista da Ferrari (nuovo air scope, nuovi bargeboard, e nuova Power Unit per Vettel) siano stati assolutamente efficaci, a differenza di quelli testati da Mercedes (che Lewis Hamilton ha ritenuto non performanti, preferendo montare sulla sua W08 Hybrid il vecchio pacchetto).

Purtroppo per Sebastian, proprio nel momento di ingaggiare il duello con l’australiano (dopo un primo, unico attacco), ha prima ricevuto il “blocco” scorretto del doppiato Alonso (oggi fuori dai punti, che quando accanto a sé “vede rosso” mostra chiaramente tutta la sua frustrazione, forse dovuta anche all’estere stato, oggi, nettamente battuto dal meno titolato compagno di team Vandoorne, ottimo 7°), e successivamente ha dovuto limitare il passo a causa di un allarme d’affidabilità sulla nuova Power Unit (qui ha esordito la specifica 4, più prestante della precedente nonostante la limitazione al consumo d’olio), attualmente da investigare.

Affidabilità che dovrà assolutamente essere verificata, visti i numerosi problemi di questo weekend. Raikkonen non ha potuto prendere il via a causa di un problema uguale a quello subito in qualifica da Vettel (al collegamento del compressore alla mandata d’aria verso il motore termico, che non riceveva la giusta quantità di comburente, perdendo così potenza), mentre Vettel, come detto, ha dovuto alzare il piede sul finale per motivi da chiarire.

 

Ma le preoccupazioni in casa Ferrari non sono finite: infatti, l’assurdo botto rifilato, nel giro di rallentamento, dalla Williams di Stroll (che non guardava attorno a sé) alla SF70-H “superstite” di Vettel potrebbe avergli causato problemi al cambio. Ed una sua sostituzione causerebbe al tedesco tetra-iridato una nuova penalizzazione da scontare in griglia nel prossimo Gp.

Che sarà già tra 7 giorni, in Giappone, sul circuito di Suzuka.
Dove Mercedes, attendendosi temperature più basse rispetto ai 37° asfalto malesi, conta di recuperare in competitività.
Ma attenzione a Red Bull e Ferrari, che, un termini prestazionali, potrebbero aver chiuso parecchio la “forbice” rispetto ai leader di entrambe le classifiche mondiali.

 

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

 

 

 

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