Il monzese classe 2000 Federico Malvestiti debutterà quest’anno nella Formula 3, categoria a seguito della Formula 1. Ecco i suoi pensieri alla vigilia della stagione.

Il motorsport tricolore ha da poco ottenuto un sedile in Formula 1 con l’approdo di Antonio Giovinazzi all’Alfa Romeo Racing, ma le speranze italiane nelle categorie minori sono delle belle realtà. Tra di esse spicca sicuramente il giovane Federico Malvestiti, pilota classe 2000 e monzese doc. Malvestiti ha iniziato la propria esperienza nel motorsport nel 2010 nei Kart, trasferendosi nelle monoposto cinque stagioni più tardi in Formula 4. Dopo molta esperienza acquisita nelle scorse annate, il 2020 rappresenta un importante passo avanti, visto Malvestiti sarà al volante di una Formula 3 con il team Jenzer Motorsport. Siamo riusciti a metterci in contatto con lui grazie al collega Alessandro Giandelli ed ecco le sue dichiarazioni rilasciate a NewsF1.it.

Hai iniziato con le monoposto nel 2015 in Formula 4 ed ora, se tutto andra’ bene, affronterai uno dei campionati più importanti a livello di monoposto. Quali sono state le tappe più importanti della tua carriera?

Sicuramente le tappe più importanti per me sono state le due stagioni in F4 con il team Jenzer, mi hanno aiutato tanto a crescere come pilota e come persona, sono partito da zero con loro e lavorando sodo siamo arrivati a fare delle pole positions, podi, una vittoria e dei giri veloci in gara. Anche il 2019 seppure un anno negativo è stato importante in quanto mi ha permesso di conoscere molti circuiti a livello europeo”.

Sei in un team molto importante, che tipo di approccio avrai e quali sono i tuoi obiettivi stagionali?

Il team Jenzer per me è come una seconda famiglia, li conosco dal 2017 e siamo sempre rimasti in ottimi rapporti. I miei obiettivi sono imparare il più possibile e cercare di finire più gare possibili nella top ten”.

Hai già un programma per il tuo futuro? Punterai alla F1? A tuo parere quale è l’età giusta per entrare nel circus?

No non ho ancora programmi, affronto una stagione alla volta e intanto porto avanti anche la strada dell’Università, studiando ingegneria meccanica. Il mio sogno è quello di arrivare in F1. Per entrare nel circus di F1 secondo me l’età giusta è 20/21 anni”.

Attualmente il motorsport è fermo. Mentalmente cosa cambia per un pilota professionista?

Sicuramente è difficile in quanto eravamo pronti a gareggiare e metterci alla prova. Ma guardando il lato positivo abbiamo più tempo per prepararci e mentalmente non cambia niente per me, resto comunque sempre concentrato e con l’obiettivo ben chiaro”.

Dal punto di vista fisico, qualche mese lontano dall’abitacolo puo’ comportare qualche difficoltà in più?

No anzi… abbiamo più tempo per allenarci e prepararci. In questi giorni di quarantena sto potenziando tantissimo il mio fisico dal punto di vista della forza e della resistenza, quindi penso arriverò fisicamente più pronto di prima”.

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