I piloti di F1 vorrebbero avere più voce in capitolo quando si tratta di determinare se ci sono o meno le condizioni per correre sul bagnato.

Secondo quanto riportato da Motorsport.com, durante l’ultima riunione della Grand Prix Drivers’ Association i piloti avrebbero concordato sull’introduzione di una nuova procedura per testare le condizioni del tracciato, effettuando dei ‘giri perlustrativi‘. Queste tornate verrebbero effettuate in libertà o dietro alla Safety Car, e ad intervalli ben determinati in caso di rinvio o sospensione della gara per pioggia. Ciò permetterebbe alla Direzione Gara di ricevere un feedback sulle condizioni più valido rispetto a quello della vettura di sicurezza, le cui prestazioni e caratteristiche non riflettono quelle di una vettura di F1. L’obiettivo dei piloti è evitare di rinviare le gare oltre il dovuto e cercare di dare un’idea corretta della situazione del tracciato agli spettatori, spesso ‘fuorviati’ dalla Safety Car. L’idea è sorta dopo i due rinvii per pioggia consecutivi visti a Singapore e Suzuka.

copyright Formula 1 from twitter
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Sull’argomento è intervenuto anche Alex Wurz, Presidente della GPDA, che ha dichiarato: “Il Direttore di Gara dovrebbe avere l’opzione di utilizzare questi ‘giri perlustrativi’. Potrebbe così decidere, d’accordo dei team, di mandare in pista i piloti con un preavviso di dieci minuti, come se si trattasse di un giro di schieramento. In questa tornata, i piloti avrebbero l’opportunità di valutare le condizioni. Potremmo avere l’opinione di tutti i venti piloti che mettono la loro vita a rischio. Così la decisione della FIA sarà facilitata dalle informazioni arrivatele. E’ meglio anche per i commissari di percorso, perché in questo modo possono valutare se riescono a vedere o meno la postazione successiva. Qualora non riuscissero a vederla, non si dovrebbe correre: in caso di incidente, gli spruzzi coprirebbero completamente la visuale. […] Il Direttore di Gara avrebbe un quadro più chiaro della situazione, così come i milioni di spettatori di tutto il mondo”.

“Quando si vede la Safety Car che gira da sola…” – ha proseguito l’austriaco – “…la vettura alza poca acqua, va sui cordoli e scoda, ma fornisce un quadro totalmente diverso rispetto alle venti vetture di F1 che scendono in pista allo stesso tempo. Questa è la grande differenza. L’idea di questi giri extra è giunta quando Hamilton ha detto a Suzuka che avrebbe potuto valutare le condizioni in un minuto, facendo semplicemente qualche giro. Se resta di fronte alla TV, però, non può dare nessun feedback. Aveva completamente ragione, ma ciò richiederebbe un cambio nei regolamenti e nelle procedure. […] Vogliamo far sì che i fan comprendano la situazione e non pensino che siamo dei codardi. Ciò non significa voler essere spericolati, perché la sicurezza è la priorità. Se si fa capire che non si vedono le altre macchine, poi tutti accettano la decisione di rinviare più di buon grado. […] Nessuno riusciva a vedere Sainz pericolosamente fermo in traiettoria a Suzuka, come accadde con Anthoine Hubert a Spa.”

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