Il Gran Premio del Giappone è iniziato e terminato tra atroci ed enormi polemiche, prima fra tutte la scelta da parte della direzione gara di far entrare in pista un trattore seppure con scarsa visibilità e con le monoposto che, nonostante la pioggia battente, stavano seguendo la Safety Car mantenendo velocità che si aggirano sui 150 km/h, un episodio bruttissimo, che ha ricordato quello del fatidico giorno in cui Jules Bianchi rimase coinvolto in un incidente proprio contro un trattore a bordo pista, che lo costrinse al coma e pochi mesi più tardi alla morte.

Carlos Sainz ha voluto proprio fare chiarezza su quanto successo e su quanto sia incomprensibile come le moderne vetture di Formula 1 siano tanto migliorate in termini di sicurezza, ma si continui comunque a rischiare la vita in situazioni di questo tipo.

Sulle intermedie l’aquaplaning è stato pazzesco, ho cercato di uscire dalla scia di Checo per vedere qualcosa, ma non appena sono uscito dalla scia avevo più acqua nelle gomme e sono andato in aquaplaning che mi ha mandato in testacoda. E poi [dopo l’incidente ndr] sai che tutti dietro di te non possono vedere dove sei mentre tu sei nel bel mezzo della pista [dopo l’incidente Sainz è infatti rimasto in mezzo al tracciato ndr], e pregare perché qualcuno non ti colpisca”

Riferendosi poi alla gestione della gara:

“Tutti si lamentano del fatto che la F1 non corre sul bagnato, ma quando vedi quella situazione, sostanzialmente noi guidiamo senza visibilità. Come puoi guidare un’auto di Formula 1 a 300 km/h senza visibilità? Anche dietro una Safety Car andiamo a 100 o 150 km/h e anche a quelle velocità non vediamo niente. Se un pilota decide di allontanarsi un po’ dalla traiettoria o ha un piccolo aquaplaning o deve cambiare un interruttore al volante e va un po’ fuori linea e colpisce un trattore, è finita. Non so ancora perché continuiamo a rischiare, in queste condizioni, ad avere un trattore in pista.”

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