Stefano Domenicali ha espresso la sua visione per il futuro del circus e per il calendario in un’intervista a Sky Sports UK.

Con l’avvento del nuovo anno è iniziato un nuovo corso per la F1. Da pochi giorni, infatti, Stefano Domenicali è ufficialmente subentrato a Chase Carey nel ruolo di CEO del circus. Il manager italiano ha ereditato una F1 provata dalla pandemia ma, allo stesso tempo, proiettata sulla stagione 2021 e sui nuovi regolamenti del 2022. Proprio il futuro del circus è stato al centro dell’intervista che Domenicali ha concesso a Martin Brundle per Sky Sports UK.

Il manager imolese ha esordito parlando del suo più grande obiettivo per il futuro del circus: “Martin, prima di tutto lasciami dire una cosa: i piloti saranno al centro della F1. Penso che loro rappresentino la vera anima del nostro sport. I loro volti e le loro abilità nell’interpretare non solo il ruolo di piloti, ma anche quello di ambasciatori della F1, saranno cruciali. E voglio essere sicuro che lo capiscano. Questo perché, e tu lo sai bene, negli ultimi dieci anni non abbiamo mai avuto una griglia così forte come quella di oggi. I piloti non sono assolutamente uno dei problemi della F1. Abbiamo giovani incredibilmente talentuosi e tanti record da battere sia per loro sia per Lewis sia per gli altri”.

Domenicali ha inoltre confermato la centralità della campagna WeRaceAsOne per il futuro: “Lo scorso anno questa campagna è stata molto incentrata sul tema del razzismo. WeRaceAsOne ci permette di sfruttare i minuti antecedenti all’inizio di un Gran Premio per promuovere, insieme ai team e ai piloti, dei valori correlati a questo programma. Perciò utilizzeremo questi momenti per assicurarci che tutti capiscano che la F1 non vive in un mondo a parte. La F1 vuole promuovere attivamente questi valori, perciò si tratta di una grandissima priorità per noi. Oggi i piloti comprendono sempre di più che sono gli ambasciatori della F1 non solo in termini di abilità tecniche, ma anche in termini di comunicazione dei giusti messaggi. Non vogliamo che ciò assuma caratteri politici, non è nel nostro interesse. Vogliamo mettere in risalto i valori della società e i piloti più giovani hanno una sensibilità diversa su questo argomento”.

L’italiano ha proseguito toccando il delicato argomento del calendario 2021, che ha già subito grosse variazioni: “Sono giornalmente in contatto con gli organizzatori, perché sappiamo che la pandemia è ancora in corso. Questo è il motivo per cui abbiamo cambiato la data del GP d’Australia. Le informazioni che abbiamo ricevuto ci dicono che tutti vorrebbero procedere come previsto. Ovviamente dobbiamo essere abbastanza flessibili da capire che le prime gare dell’anno potrebbero essere disputate senza pubblico o con un numero limitato di spettatori. Però voglio rassicurare gli appassionati sul regolare svolgimento del campionato. Abbiamo degli impegni che vogliamo rispettare ed abbiamo delle alternative in caso di emergenza. Questo è ciò che sappiamo ad oggi, ma dobbiamo mantenere un approccio flessibile perché abbiamo visto che la pandemia si evolve velocemente”.

In conclusione, Domenicali ha rivelato che la F1 potrebbe tornare ad organizzare un calendario con un numero più contenuto di eventi: 23 gare sono tante, sotto tutti i punti di vista. Per qualcuno forse sono troppe, per qualcun altro magari non è un problema. Questa situazione potrebbe essere risolta qualora fossimo in grado di fornire un prodotto eccezionale. In questo caso potremmo tornare ad un numero di gare inferiore, magari alternando tra loro certi circuiti, concentrandoci su aree geografiche diverse. Questo è un tema che abbiamo in programma di discutere molto accuratamente quest’anno, così da essere pronti quando il mondo tornerà alla normalità.

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