Max Verstappen continua a spingere sull’acceleratore anche durante la sosta estiva. Il toro olandese della Red Bull ha rilasciato dichiarazioni che faranno molto discutere.

I numeri di Lewis Hamilton sono straordinari e a portata di click, basta scorrere le statistiche su Wikipedia del campione anglo-caraibico per analizzare l’incredibile carriera del pilota della Mercedes. Si dice che l’invidia è una ammirazione inconscia e Max Verstappen, in una intervista alla rivista inglese ‘Motorsport’, alla domanda cosa pensasse realmente di Lewis Hamilton, ha risposto: “Non è nulla di speciale, ha sempre guidato la macchina migliore”.

Vettel Hamilton Verstappen

Per diventare il secondo (per ora) pilota più vincente nella storia della Formula 1 occorre, ovviamente, l’auto migliore ma basterebbe considerare che Hamilton ha vinto almeno una gara in ciascuna annata di F1 sin dal suo debutto. Lewis, inoltre, ha marcato almeno una pole durante ogni campionato mondiale, il che lo rende l’unico pilota nella storia ad esserci riuscito per tredici annate consecutive.

Max Verstappen forse non ha digerito il sorpasso negli ultimi giri del GP d’Ungheria e ha rincarato la dose: “(Lewis Hamilton) Non è nulla di speciale, non sono concentrato solo su Lewis – ha spiegato il giovane olandese – Ci sono altri grandi piloti nel paddock che sono in grado di ottenere risultati simili. Le prestazioni del campione del mondo? Dipende dalla macchina che ha avuto a disposizione“.

Il pilota della Red Bull ha voluto ridimensionare la carriera del pentacampione di Stevenage che dovrebbe, sostanzialmente, ringraziare solo di aver guidato sempre l’auto migliore del lotto. Max ha aggiunto nell’intervista che oltre all’auto migliore, non avrebbe mai avuto un compagno di squadra di alto livello.

Non credo che in questi anni abbia mai subito la pressione dei suoi compagni di squadra. Avrebbe dovuto vincere anche nel 2016 se non fosse stato per quel motore rotto (in Malesia, ndr). Dopo la pausa estiva ebbe alcune partenze poco felici e altri episodi a causa dei quali perse la testa del campionato, ma non ha mai avuto un compagno in grado di metterlo davvero in difficoltà“.

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Dichiarazioni che sembrano quasi una provocazione per Hamilton. Se l’intenzione di Max era attirare l’interesse di Wolff e della Mercedes, forse, avrebbe potuto trovare un modo diverso per lanciare un segnale alla concorrenza.