Hamilton coglie il successo sul circuito di Shanghai davanti a Vettel ed “impatta” la classifica iridata col tedesco. Assisteremo a un testa a testa fino alla fine?

Hamilton, Vettel, Verstappen: questo il podio del Gran Premio di Cina Formula Uno 2017 (probabilmente gli attuali migliori 3 piloti

del Circus? Al netto di un Alonso, giocoforza, “fuori dai giochi” causa McLaren-Honda…).

Un segnale che queste nuove monoposto, più
demandanti nella guida, fanno comunque emergere i migliori, e proprio la conclamata difficoltà nei sorpassi (il DRS sembra influire meno rispetto al passato) obbliga i drivers a “guadagnarsi” la posizione: e ce ne hanno fornito validi esempi proprio Max Verstappen (con un clamoroso primo giro dove, sull’umido, “zigzagava” tra gli avversari come fossero paletti di uno slalom, e con la manovra fulminea sul compagno Daniel Ricciardo) e Sebastian Vettel (che con il “sorpasso del giorno” all’esterno, sempre su Ricciardo, ha fatto sobbalzare sulle sedie i suoi meccanici e tutti gli appassionati).

Per un Hamilton che, con la Mercedes, ha portato a casa la prima vittoria stagionale controllando sagacemente la corsa, abbiamo una Ferrari che, forse, dovrà rimpiangere una possibile occasione perduta. L’azzardo iniziale di montare subito le gomme slick Soft a Vettel, mentre gli altri erano ancora su Green Intermediate (solo Sainz, buon 7° al traguardo, aveva azzardato la partenza su gomme d’asciutto), forse dettato anche dalla paura dell’investigazione degli steward per lo schieramento “poco ortodosso” del tedesco sulla casella di partenza, era sembrato “pagare” quando, per il botto di Giovinazzi (secondo in due giorni: una lezione dura per il “rookie”, ma sicuramente saprà trarne insegnamento per il futuro), era entrata in pista la Safety Car al giro 4. Ma i detriti presenti in pista, costringendo al transito dei piloti in pit-lane, hanno vanificato il possibile vantaggio Ferrari (la domanda è: conviene sempre azzardare nelle strategie, anche quando si ha una macchina altamente performante?). E la tattica suddetta ha pure complicato il successivo sviluppo della gara della Scuderia: ritrovatosi 6° (poi 5° “grazie” al testacoda di Bottas, oggi davvero impalpabile nonostante una Mercedes veloce), dietro sia alle due Red Bull (“aggressive” su gomme SuperSoft Red) che al compagno Raikkonen,

e costretto a rimanere per alcuni giri dietro ai tre, usurando maggiormente i suoi pneumatici, Vettel ha probabilmente “perso il treno” di Hamilton e, con esso, quello della lotta per la vittoria.

Rimane la domanda: sarebbe stato giusto da parte Ferrari chiedere a Raikkonen (che, oltre a problemi d’assetto, aveva un “buco d’erogazione” di potenza della sua Power Unit, dovuto ad un cattivo setup  d’elettronica) di lasciare strada al compagno 4 volte iridato, che aveva mostrato un passo più rapido? Probabilmente, già dalla prossima gara e viste le prestazioni così ravvicinate tra Ferrari e Mercedes (come testimonia anche la classifica dei giri veloci in gara), la Ferrari dovrà operare una scelta “di direzione” a favore del tedesco, in quanto, in una lotta così serrata, ogni singolo punto guadagnato potrà essere lo spartiacque tra il trionfo e la sconfitta. Confortante comunque, per gli uomini del presidente Marchionne (presente in loco a supporto della squadra e, come dichiarato ai giornalisti, in trattativa per l’acquisto di quote di Liberty Media), vedere quanto siano vicini alla “rivale” Mercedes: uno sprone a migliorarsi costantemente e velocemente, portando quanti più upgrade efficaci di gara in gara. Sviluppi di cui avrà necessità a breve la Red Bull: pur approfittando di condizioni iniziali d’umido (che facevano “pagar meno” il deficit di cavalli della Power Unit Renault, mettendo in risalto le capacità telaistiche della RB13) e di una mescola di vantaggio sugli avversari, hanno comunque concluso entrambe a quasi 40 secondi dal duo di testa (con la “lotta in famiglia” anche sul finale tra un arrembante, e desideroso di rivincita, Ricciardo, ed un “ansioso”, visto il difficile doppiaggio della “meglio motorizzata” Haas di Grosjean, Verstappen) .

 

In Cina è stata portata una nuova sospensione posteriore (“autolivellante” come quella ritenuta illegale dalla FIA?), ma l’impressione è che occorrano anche sostanziosi update aerodinamici per puntare ad avvicinarsi alle “teste di serie” Mercedes e Ferrari. Detto di una McLaren ancora out con entrambe le vetture (con Alonso sempre più frustrato ed autore di team radio “memorabili”…) di una Williams mera “comparsa” (con Stroll ancora una volta fuori pista quasi subito), di una Force India in fase involutiva e d’una Renault del “vorrei ma non posso”, tutte molto distanti dal vertice, ci apprestiamo ad una brevissima pausa prima di ritornare, tra sette giorni, nuovamente in pista per il Gran Premio “pasquale” del Bahrain, terzo “capitolo” della lotta Hamilton-Vettel e Mercedes-Ferrari.
Con la speranza che sia combattuto come i primi due.

di Giuseppe Saba (Twitter: @saba_giuseppe)

A proposito dell'autore

Professionista del settore Sviluppo e Gestione Risorse Umane, appassionato "fino al midollo" di Motorsport e Automotive, vorrebbe far confluire queste due competenze nel "lavoro dei sogni". Perché " se lo puoi sognare, lo puoi fare". LinkedIn: https://it.linkedin.com/pub/giuseppe-saba/103/260/51b Twitter @saba_giuseppe

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