E’ indubbiamente un “magic moment” per Rosberg: pole numero 24 in carriera (raggiungendo il suo “boss” Lauda nella classifica all-time) e nessun avversario che possa realmente impensierirlo, sia per suoi meriti che per “sfortune assortite” altrui, aprendogli le porte verso il quarto successo consecutivo in questo Mondiale 2016.
Infatti proprio sul più bello, all’inizio della Q3, l’unico rivale accreditato per poter dare qualche “grattacapo” in più al figlio di Keke, Lewis Hamilton, ha accusato un problema all’unità MGU-H della sua Power Unit Mercedes. Problema molto simile a quello accusato dallo stesso pilota inglese nelle qualifiche del Gp di Cina, e che gli hanno impedito di prender parte alla sessione finale, relegandolo (salvo ulteriori arretramenti dovuti ad interventi tecnici) al 10° posto in griglia. Hamilton che s’è pure dovuto sorbire la “ramanzina” degli steward per una manovra di rientro in pista, in curva 2, non consona alle procedure concordate nel pre-gara.
Col secondo tempo di giornata (ma con la 7^ posizione in griglia, causa sostituzione del cambio) troviamo la Ferrari di Sebastian Vettel, che ha accusato un distacco più pesante (7 decimi) rispetto agli standard abituali di queste prime gare.
Gap accusato soprattutto nel terzo settore (il più tortuoso) e, in particolar modo, nel primo, quello caratterizzato dal lungo curvone “semicircolare” verso sinistra.
Una chiave di lettura per questo peggioramento può essere quella delle basse temperature (16° l’atmosfera, 28-29° l’asfalto) che mal si sposano con lo sfruttamento pneumatici della SF16-H, che impiegava più giri degli avversari a mandare nel giusto range di temperatura le gomme Pirelli PZero SuperSoft Red, subendo così una maggior deriva laterale (soprattutto all’anteriore, come accusato via radio da Raikkonen, con necessità di mantenere una minore velocità di percorrenza per poter restare nella traiettoria ideale), ancor più accentuata  in quel particolare punto del tracciato.
Quella del “pool” di tecnici coordinati da James Allison (che dopo il grave lutto che l’ha colpito sembra essere rientrato in piena operatività a Maranello) è una scelta progettuale ben definita, ma che, fino ad ora, non ha fornito i risultati sperati, anche alla luce di un “indurimento” nelle mescole più tenere della gamma degli pneumatici forniti da Pirelli quest’anno.
Ed è proprio Kimi Raikkonen (3°) a fornire una prestazione poco o nulla esaltante in questa sessione di qualifiche, non centrando, viste le premesse, una prima fila oggi più che mai raggiungibile dopo il problema di Hamilton, rimanendo “beffato”, a causa di tanti piccoli errori nel terzo settore del tracciato, dalla Williams di Valtteri Bottas, sempre bravo a cogliere questo tipo d’occasioni.
Domani il finnico della Ferrari avrà modo comunque di rifarsi, partendo dal lato pulito della pista, previa, però, una partenza che dovrà giocoforza essere migliore di quelle viste negli ultimi appuntamenti.
Nella top-ten troviamo poi l’altra Williams di Felipe Massa (4°), le due Red Bull di Ricciardo (5°) e Kvyat (8°), deludenti anch’esse, fino ad ora, in un Gran Premio che, vista la conformazione del tracciato, avrebbe dovuto esaltare le loro doti telaistiche, la Force India di Perez (6°) e la Toro Rosso del (si dice) prossimo pilota Red Bull Max Verstappen (9°).
Ancora ai margini dei primi dieci posti in griglia le McLaren-Honda di Button (12°) ed Alonso (14°), mentre sono state “riassorbite” nelle retrovie le due Haas (Grosjean, 15° precede il compagno Gutierrez), subito davanti alle due Renault (Magnussen 17° davanti a Jolyon Palmer, 18°). Fanalini di coda le Sauber di Nasr (che grazie al nuovo telaio ha ritrovato un miglior feeling di guida) ed Ericsson, divise dalle due Manor di Wehrlein ed Haryanto (20° e 21°).
Domani vedremo se si assisterà all’ennesima “marcia trionfale” di Rosberg o se, “qualcuno” o “qualcosa”, potrà opporsi ad un “quasi annunciato” poker stagionale del pilota tedesco della Mercedes.

di Giuseppe Saba

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