Formula 1 – Grafici, analisi, previsioni: cosa rende davvero più coinvolgente la visione dello spettatore da casa?

[Nota dell’autore: ogni concetto espresso nell’articolo rappresenta l’opinione personale dell’autore e non della testata NewsF1]

Fin dai primi tempi in cui la Formula 1 ha cominciato ad apparire regolarmente in diretta sugli schermi televisivi, le emittenti si sono chieste come rendere l’esperienza degli spettatori da casa il più intrigante possibile. I nodi da sciogliere sono diversi: quali informazioni fornire, come disporle sullo schermo, quando farle apparire e soprattutto quali inquadrature prediligere affinché il pubblico possa immergersi appieno nella complessità dello sport senza perdere nulla di quello che accade sulla pista.

Così, nel corso degli anni si sono succedute grafiche diverse, inquadrature di tutti i tipi, informazioni di ogni sorta e mai come oggi lo spettatore può disporre di una gamma estremamente ampia di informazioni il cui scopo dovrebbe essere quello di coronare la visione degli avvenimenti per facilitarne la corretta interpretazione. Il condizionale è d’obbligo. Infatti, una quantità eccessiva di dati può distogliere l’attenzione dall’azione su pista, inficiando tutto il valore descrittivo di queste preziose informazioni. La semplice visione della gara deve sempre avere la priorità su ogni altro supplemento.

F1 Insights: la strada da seguire?

Così, in Amazon Web Services, partner di F1 da un paio d’anni ormai, si sono inventati le F1 Insights, delle grafiche che appaiono sullo schermo durante la gara e che hanno la funzione di condensare, grazie alla machine learning, tutta una serie di dati complicatissimi in diagrammi visivi più semplici, più facilmente fruibili dallo spettatore. L’esempio più lampante è la grafica dell’usura gomme: appare una figurina bidimensionale dell’auto con le quattro ruote colorate diversamente a seconda del livello di usura, ribadito da una percentuale. Insomma, una ruota nuova è colorata di verde ed è al 100% della sua durata, mentre se lo pneumatico ha un allarmante colore rosso intenso e una percentuale di vita residua vicina allo 0%, dovrebbe scoppiare da un momento all’altro. Almeno, secondo Amazon. Un altro esempio sono i cosiddetti “performance ratings”, cioè gli indicatori prestazionali, della macchina e del pilota, che sono apparsi a tratti nella stagione 2020. Per quanto riguarda la macchina, viene assegnato un punteggio da 1 a 10 alla prestazione nelle curve veloci, lente e a media velocità e nei rettilinei, mentre per il pilota viene valutata la sua abilità nei giri di qualifica, nelle partenze, nei primi giri, nel passo gara, nella gestione delle gomme, nei pit stop (già, in che senso?) e nei sorpassi sulla base delle sue performance nel corso della stagione. È comparsa più spesso, invece, la previsione dei sorpassi, che indica il giro in cui avverrà il sorpasso e la difficoltà che dovrebbe avere.

Queste F1 Inights sono la strada giusta per trasmettere velocemente informazioni altrimenti troppo intricate per essere proiettate durante la diretta? Ebbene, sfido i lettori di questo articolo a trovare un appassionato di Formula 1 che giudichi positivamente queste grafiche. Cosa significa esattamente che un pilota ha un punteggio di 5.8 nelle partenze e che la sua macchina ha pieni voti sui rettilinei? Queste informazioni saranno anche il frutto di complicatissime elaborazioni da parte degli incredibili server avanguardistici di Amazon, ma oltre a permettere all’azienda di vantarsi delle proprie tecnologie, non forniscono alcun valore aggiunto alla visione della gara. Non sono utili neanche per i neofiti dello sport, che non traggono alcunché di istruttivo. Queste grafiche sono forse figlie di una concezione poco lusinghiera dello spettatore, che viene considerato scarsamente incline alla volontà di approfondire e di capire, ma vorace di informazioni pronte all’uso e digeribili con un solo colpo d’occhio. L’appassionato di Formula 1, invece, spesso è attratto proprio dalla complessità dello sport, dai suoi risvolti più tecnici e dalla strategia che caratterizza l’andamento delle gare. Per non parlare del fatto che grafiche come la previsione dei sorpassi sono dei veri e propri “spoiler”, come si suol dire nel gergo delle serie TV, che non fanno altro che ridimensionare l’imprevedibilità e l’emozione di certi frangenti di gara. O almeno dovrebbero, perché il colmo di tutto ciò è che queste previsioni spesso non sono nemmeno precise. È capitato in più di un’occasione che la grafica delle gomme indicasse un disastro imminente, mentre il pilota via radio rassicurava i suoi ingegneri sullo stato degli pneumatici, o che un sorpasso da 2 tacchette verdi di difficoltà (fa già ridere così) si tramutasse in un duello epico.

Le telecamere giuste

Insomma, questo non sembra essere il migliore dei metodi. Forse sarebbe meglio fornire le informazioni nude e crude, lasciando allo spettatore, con l’aiuto dei commentatori, il compito di interpretarle. In parte questo già accade con l’app ufficiale della F1, che permette al fruitore di avere tutta una serie di informazioni aggiuntive (telemetrie, tempi sul giro, tempi nei mini-settori, storico gomme, mappa posizioni su pista, classifica), le quali potrebbero benissimo essere trasmesse in diretta e commentate dai telecronisti. Ci vogliono poche informazioni, ma essenziali. Un buon sostituto della grafica gomme, ad esempio, potrebbe essere la reintroduzione della telecamera termica sull’onboard del pilota, che, con variazioni di colore, mostra la temperatura degli pneumatici in tempo reale. È stata impiegata fino al 2016, poi è sparita, non è chiaro se per volere dei team o se per il passaggio a una nuova generazione di telecamere.

E a proposito di telecamere, ad oggi sull’auto ne vengono montate di ogni tipo: onboard, rasoterra, trecentosessanta gradi. L’immersione dello spettatore, tuttavia, farebbe un salto di qualità se si riuscisse a trasmettere in diretta ciò che il pilota vede con i suoi occhi. Non è impossibile, in Formula E il sistema è già stato implementato e la “visor cam”, posizionata all’interno del casco, riprende le immagini da un punto di vista che coincide quasi perfettamente con quello del pilota. Certo, il sistema va migliorato, poiché la visor cam risente ancora molto dei riflessi della luce e delle vibrazioni, ma anche così non manca di dare un’idea della velocità delle monoposto, che comunque in Formula E, com’è noto, è ben inferiore a quella della Formula 1.

Una telemetria chiara

Il nuovo modello di telemetria è l’archetipo di questa corsa alla condensazione di molte informazioni in poco spazio visivo. Sulla struttura interna dell’halo viene raffigurata una striscia su cui sono indicate velocità (in miglia e chilometri orari), marce (che si alternano al numero delle curve), giri al minuto, livelli di accelerazione e frenata, posizione in classifica e al centro campeggia un riquadro che segna intensità e direzione della forza gravitazionale oppure, in alternativa, funge da “specchietto retrovisore” mostrando le immagini della telecamera posteriore quando un inseguitore si avvicina pericolosamente. Che confusione! Come si fa a non venire travolti da questa ondata di informazioni, tenendo conto del fatto che nel frattempo lo spettatore è chiamato a seguire anche, e soprattutto, l’onboard del pilota? Insomma, o si interpreta la telemetria o si segue la guida, difficile tenere traccia di entrambi contemporaneamente. Personalmente, preferivo molto di più la telemetria a cerchi concentrici a lato dello schermo, con il progressivo aumento della velocità nella fascia più esterna, poi livelli di accelerazione e frenata in quella più interna e al centro velocità in cifre, attivazione DRS, giri al minuto e marce. Questa versione è ancora presente sull’app ufficiale della Formula 1. È vero, non è presente la forza gravitazionale, ma a quella si può dedicare un apposito indicatore com’era consuetudine fino a qualche tempo fa, quando si utilizzava un pallino che si muoveva all’interno di un cerchio per mostrare la direzione della forza, con sotto un numero che indicava l’intensità, visivamente essenziale ed estremamente chiaro. In questo modo si evita di sovraccaricare il pubblico di dati che lo distraggono dalla pista invece di fornirgli poche informazioni utili. Perciò, non mi dispiacerebbe rivedere in diretta quel modello di telemetria.

Regia internazionale della Formula 1 : un approccio diverso

Attualmente la regia televisiva è affidata alla regia internazionale e la produzione è un’esclusiva della FOM (Formula One Management), l’organismo di Liberty Media che gestisce la parte economico-amministrativa della Formula 1. Ciò significa che tutti i paesi del mondo, a meno di accordi diversi con le singole emittenti, vedono le stesse immagini in diretta, quelle selezionate dalla regia internazionale. Questo monopolio porta con sé delle responsabilità non indifferenti, dato che tutto ciò che viene trasmesso live in tutto il pianeta, ma soprattutto ciò che non viene trasmesso, è il frutto delle decisioni di una singola cabina di regia. Perciò, se ci si perde un duello entusiasmante perché le inquadrature indugiano troppo sul pubblico in estasi, si sa fin troppo bene contro chi puntare il dito. E negli ultimi anni al pubblico non sono mancati motivi di recriminazione nei confronti della regia internazionale. È opinione diffusa che il dominio Mercedes iniziato nel 2014 abbia tolto il brivido della competizione al vertice. Credo che in parte questo generale malumore sia stato alimentato dalle scelte discutibili della regia, che in più occasioni ha deciso di soffermarsi sulle prime tre posizioni intente a viaggiare tranquillamente a debita distanza, mentre le retrovie erano teatro di agguerritissimi duelli. Questo modo di procedere risente dalla convinzione generale che l’unica competizione che conta è quella al vertice, ma per fortuna negli ultimi due anni la tendenza ha cominciato ad invertirsi e un’attenzione sempre maggiore viene accordata alle vetture di metà classifica. Nel 2020, complice anche un distacco enorme tra Mercedes e diretti inseguitori e un “centrocampo” di lusso, dove si è vista una Ferrari in difficoltà costretta a lottare con le unghie per posizioni ben inferiori a quelle che solitamente le competono, un arrancante Red Bull di Albon, costretto a scalare la griglia quasi ogni weekend, McLaren e Racing Point estremamente ambiziose e una Renault in gran rispolvero, la competizione nelle retrovie della top 10 si è accesa e la regia questa volta non ha potuto ignorarla. Così, ampio spazio è stato concesso alle furiose battaglie per il quinto o ottavo posto, un approccio che tutti si auspicano possa essere mantenuto anche nelle prossime stagioni. La griglia è occupata da 20 dei migliori piloti al mondo, perciò ogni duello sulla pista dev’essere considerato ugualmente importante. Vedere Russell che strappa la diciottesima piazza al compagno di squadra al termine di una magistrale manovra di sorpasso è comunque utile a comprendere il valore del pilota e a spostare i riflettori su chi di solito sta nell’ombra, dando l’occasione anche ai giovani che fanno la gavetta in coda alla classifica di poter emergere agli occhi del pubblico. Poi ovviamente, se due duelli avvengono in contemporanea, si dà priorità a quello che sta avendo luogo nella parte più alta del tabellone, anche se in realtà ci sarebbe un’altra soluzione che permetterebbe di seguirli entrambi. Su F1TV, il servizio a pagamento che permette, in Italia, di vedere tutte le repliche delle sessioni del weekend e molti altri contenuti aggiuntivi, è disponibile il canale Pit Lane, con commento dedicato (solo in inglese), dove lo schermo viene tripartito, con un box principale al centro e due più piccoli sulla destra, in modo tale da poter seguire contemporaneamente diverse parti della pista. Lo trovo un servizio ottimo e non vedo perché non si possa impiegare lo stesso stratagemma anche nelle dirette: in certe fasi particolarmente concitate della gara, si potrebbe dividere lo schermo in due o tre parti in modo da permettere allo spettatore di non perdersi neanche un attimo di azione. In questo modo, la regia, che da sempre si dimostra particolarmente affezionata alle inquadrature del primo in classifica per quasi tutta la durata dell’ultimo giro, potrebbe continuare ad indugiare sul vincitore senza per questo rinunciare a mostrare le incredibili battaglie finali sul resto del circuito. Ci pensate che in Turchia, nel 2020, per poco non ci perdiamo Vettel che guadagna la terza posizione all’ultima curva per vedere Hamilton che taglia la linea del traguardo a trenta secondi dagli inseguitori? Si è già cercato di ovviare a questo problema posizionando dei piccoli riquadri che spuntano sotto alla sigla dei nomi disposti in ordine di classifica sulla sinistra dello schermo e in cui appaiono le onboard del pilota interessato da qualche avvenimento rilevante, ma secondario rispetto a quello trasmesso sulla schermata principale. Ma sono veramente ridotti ai minimi termini ed è difficile seguire un duello in un’immagine così ristretta.  

Sky Italia e il monopolio dei diritti TV della Formula 1

E per gli spettatori italiani (ma non solo in realtà) c’è il grande nodo Sky. Ora, qui non ci addentreremo in considerazioni sulla qualità del commento e sulla competenza dei giornalisti di Sky F1 Italia, che sicuramente non spettano a noi, ma ci soffermeremo esclusivamente sulla trasmissione delle gare. Ad oggi, Sky è l’unico detentore in Italia dei diritti televisivi per le dirette e il canale del digitale terrestre TV8 (gruppo Sky) trasmette in chiaro le differite. Ora, se si vogliono davvero riavvicinare le masse alla Formula 1, questo sistema deve cambiare. Non tutti gli appassionati possono permettersi di pagare un abbonamento Sky, che con i suoi pacchetti Sport, oltre a non permettere l’acquisto dei soli servizi a cui si è interessati (Sky F1 nel nostro caso), ammonta, al netto di promozioni a tempo, attorno ai cinquanta euro mensili nel migliore dei casi. L’alternativa è NowTv, di proprietà del gruppo Sky, un servizio per dispositivi mobili o Smart Tv che permette la visione dei canali del pacchetto Sky Sport al prezzo di 30 euro mensili, una cifra comunque importante. C’è sempre la differita in chiaro su TV8, direte voi. Già… ma chiunque abbia provato a seguirla sa benissimo che tra banner pubblicitari che invadono lo schermo all’improvviso, il tristemente famoso “riquadrino” a cui viene troppo spesso ridotta la gara per far spazio agli stacchi pubblicitari e un infinito segmento pre-gara, anche lo spettatore più appassionato è tentato di spegnere la televisione in preda a un raptus blasfemo.

La concezione esclusiva dei diritti a Sky Italia è stata rinnovata prima dell’inizio della stagione 2020 e durerà fino alla fine del 2022. Altri tre anni di “riquadrino”. A mio parere, è inconcepibile che Sky abbia la priorità sul servizio di streaming ufficiale della F1, il già citato F1TV, che in Italia può trasmettere solo le differite delle gare dopo la mezzanotte. E fidatevi, non vengono mai “sbloccate” a mezzanotte e un minuto, ma a notte fonda, così spesso si è costretti ad aspettare direttamente la mattina dopo, che in caso di giorni lavorativi significa la sera dopo. Vi sfido ad evitare ogni tipo di “spoiler” nel giro di ventiquattro ore o più. Così come mi sembra inaccettabile la totale uscita di scena della RAI, che ormai non trasmette più neanche i gran premi di casa, poiché, dopo l’impennata dei prezzi dei diritti, la TV di Stato ha ritenuto che non valesse più la pena investire tanto in un prodotto che forse non garantiva un adeguato ritorno. Ora, non è chiaro se le richieste di FOM fossero troppo alte o l’offerta della RAI troppo al ribasso, fatto sta che difficilmente la nostra televisione nazionale può competere con i colossi internazionali della pay-TV. Si potrebbe sempre concedere un prezzo calmierato per permettere alle TV di Stato almeno la trasmissione dei GP nazionali. Utopia. Ad ogni modo, comunque la si pensi del modo di interpretare la Formula 1 da parte della RAI, non credo si possa negare che il trattamento riservato alle gare, che fosse la diretta o la differita, fosse quantomeno ben più dignitoso della vetrina pubblicitaria che ci viene propinata ora su TV8. A mio parere, Liberty Media dovrebbe puntare molto su F1TV, che in altri paesi permette già la visione in diretta di tutte le gare, con tanto di onboard a scelta e canale Pit Lane, a prezzi contenuti (attorno alle dieci sterline mensili), ma mi rendo conto che la cessione dei diritti TV sia una delle principali fonti di guadagno per il detentore, ossia la stessa Liberty. Ribadisco, tuttavia, che in questo modo non si attirano spettatori, anzi si rischia di far scappare chi cerca di avvicinarsi allo sport.

Ebbene, in conclusione, si fa un gran parlare di tutto ciò che non funziona nella F1 odierna a livello tecnico e di competizione su pista, ma ci sono anche grandissimi margini di miglioramento in quello che viene chiamato l’ “off-track” (“fuori pista”), un settore altrettanto importante dello sport, in cui rientra la narrazione televisiva, a cui bisogna prestare un’attenzione particolare visto che l’esperienza della maggior parte degli appassionati avviene attraverso lo schermo e che i numeri degli spettatori, nonostante tutto, continuano ad essere considerevoli. Solo ripensando il modo di far arrivare la Formula 1 nelle case dei tifosi si potrà tornare ai livelli di popolarità dei primi anni 2000. D’altronde, anche quell’epoca era caratterizzata dal dominio incontrastato di un solo pilota e di una sola scuderia, eppure nessuno si lamentava (e non era solo una questione di campanilismo ferrarista).

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A proposito dell'autore

Laureato in Traduzione Specialistica, sono appassionato di Formula 1 e di tutto il mondo che le gravita intorno, soprattutto mi affascina l'aspetto umano di una competizione che porta l'uomo e la macchina agli estremi più assoluti delle loro possibilità.

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