L’annuncio dell’addio di Vettel alla Ferrari ha scatenato diverse reazioni tra i tifosi. Riviamo la sua esperienza in rosso tra vittorie e gravi errori.

Sebastian Vettel ha dato il suo addio alla Ferrari. L’annuncio del 12 maggio ha segnato la separazione tra il tedesco ed il Cavallino, al termine di sei anni di collaborazione. Era il week-end del Gran Premio del Giappone 2014 quando Seb venne annunciato come nuovo pilota di Maranello, prendendo in posto di Fernando Alonso. Le aspettative sui suoi anni come top driver della rossa erano elevatissime, considerando che aveva appena vinto quattro mondiali con la Red Bull.

Il grande entusiasmo si tramutò subito in importanti risultati, con tre vittorie ed una pole position nel 2015. Domenica 29 marzo, Vettel riportò al successo la Ferrari nel Gran Premio della Malesia, a quasi due anni dall’ultimo trionfo siglato proprio da Alonso in Spagna. Il sogno di Sebastian a Maranello era iniziato in maniera perfetta, nello stesso modo di Michael Schumacher. Tre vittorie al primo anno contro l’armata Mercedes. Il mondiale era ancora un’utopia, ma nel 2016 la nuova SF16-H venne presentata come chiara sfidante delle frecce d’argento. La partenza del campionato ridusse subito al lumicino le speranze rosse, tra inferiorità tecnica e problemi di affidabilità. La stagione di Vettel è deludente, anche in confronto al compagno di squadra Kimi Raikkonen.

La classe di Vettel è invece sfruttata perfettamente nel 2017, grazie alla velocissima SF70H. Seb trionfa in Australia, Bahrain, a Monaco ed in Ungheria, restando in vetta al mondiale fino a Monza. Alcune prestazioni sono da antologia, come la vittoria di Budapest dove guida per 50 giri con il volante storto verso la sinistra. Da Singapore in poi diventa un’agonia: il crash al via con Verstappen e Raikkonen, i problemi tecnici in Malesia ed in Giappone consentono a Lewis Hamilton di allungare e di vincere il mondiale in anticipo, con il tedesco che si porta a casa l’appuntamento in Brasile.

Il 2018 è una delle stagioni più nere della sua carriera. La partenza è perfetta, con due vittorie in Australia e Bahrain. Quest’ultima è frutto di doti di gestione gomme sopraffine, grazie alle quali tiene dietro nel finale la Mercedes di Valtteri Bottas. Il duello è nuovamente con Hamilton, il quale sarà perfetto per tutto l’arco del mondiale. Il primo errore del ferrarista avviene a Baku, dove arriva lungo alla prima curva in un disperato tentativo di attacco a Bottas. La terza vittoria arriva in Canada, ma subito dopo rovina la sua gara e proprio quella del finlandese in un contatto in partenza in Francia. Dopo il successo-capolavoro di Silverstone, giunge alla gara di casa in Germania con 8 punti di margine su Hamilton. Il britannico scatta dalle retrovie per un problema in qualifica, mentre Sebastian ottiene una pole mai messa in discussione. In gara domina, ma l’arrivo della pioggia lo porta a sbattere alla curva Sachs, dove si ritira consegnando la vittoria proprio al rimontante Lewis. L’errore di Hockenheim porrà fine alla freddezza del quattro volte iridato. Dopo il quinto successo stagionale in Belgio arriva una serie interminabile di altri errori: a Monza si gira alla seconda variante dopo un contatto con Hamilton, dinamica simile a quanto accade con le Red Bull in Texas ed in Giappone.

Il pilota Mercedes porta a casa con largo anticipo il quinto titolo, mentre il sogno di Seb probabilmente si infrange in quei mesi. Il 2019 è un anno duro, la SF90 è lontana dal top ed il tedesco viene surclassato dal giovane e rampante Charles Leclerc. Il bilancio conclusivo vede due vittorie per il monegasco contro un singolo trionfo di Vettel. Le pole del fenomeno sono ben sette, cinque in più del compagno di squadra. L’addio di Vettel alla Ferrari infrange il sogno di buona parte dei tifosi della rossa, che inizialmente vedevano in lui il nuovo Schumacher che avrebbe potuta riportarla in alto. Corretto è comunque analizzare la vicenda, con Sebastian che nonostante un enorme talento ha sprecato tante occasioni, a causa di un’eccessiva aggressività e di mancanza di freddezza nei momenti chiave.

 

 

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