Max Verstappen si è qualificato per il Q3 con la gomma media, sperando di allungare al massimo il primo stint, mentre la Ferrari partirà con le Soft per Leclerc. Vettel potrà scegliere la strategia.

Finalmente ci siamo, oggi è il giorno della verità. Dopo oltre sette mesi dall’ultima volta, da quel primo dicembre sul circuito di Abu Dhabi, torneremo ad assistere ad un Gran Premio di Formula 1. La cornice sono le splendide montagne della Stiria, in mezzo alle quali si snoda il Red Bull Ring. Si tratta di una delle piste più corte del mondiale, eppure ha già fornito dei verdetti importanti. La Mercedes appare inattaccabile e probabilmente le W11 faranno gara a parte, con Max Verstappen e le Ferrari che possono solo guardare.

L’olandese sarà l’unico dei primi dieci a partire con gomme Medie, essendosi qualificato con quella mescola per il Q3. La gialla dovrebbe permettergli di allungare il primo stint, fornendo però minor grip al via. Si tratta di una mossa quasi disperata da parte dei ”bibitari”, nella speranza di acciuffare le frecce nere che appaiono irraggiungibili. Se Verstappen non ride, in Ferrari si piange. Le rosse scatteranno in settima posizione con Charles Leclerc ed in undicesima con Sebastian Vettel, quest’ultimo eliminato addirittura nel corso del Q2. L’unico vantaggio che potrà sfruttare il tedesco è la possibilità di scegliere la mescola con cui partire, andando ad optare probabilmente per la Media.

Il monegasco andrà invece con le Soft, ma la gara per il Cavallino si prospetta tutta in salita per due motivi. Il primo è che il passo gara mostrato venerdì non era al top, inferiore oltre che a Mercedes e a Red Bull targata Honda anche a Racing Point e McLaren, ovvero tutte le monoposto che hanno battuto la SF1000 in qualifica. In secondo luogo, per rimontare partendo da dietro occorre superare, ma la rossa 2020 è totalmente priva di velocità di punta.

Imbarazzante il fatto che gli alfieri di Maranello accusino mezzo secondo di ritardo dalle Mercedes nel primo settore, costituito da due rettilinei e lungo appena 16 secondi. E pensare che lo scorso anno Leclerc fece segnare una pole che non fu mai in discussione. Inquietante il fatto che la SF90 fu più veloce nettamente dell’attuale vettura, girando in 1’03”003, mentre ieri non siamo andati oltre un 1’03”923. Ben un secondo peggio del modello 2019. Un fallimento completo quello della nuova rossa, chiamata oggi a soffrire e che tra una settimana dovrà nuovamente lottare per portare entrambe le monoposto in Q3, considerando che si corre sulla stessa pista e senza novità tecniche…

 

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