F1Nel corso di uno dei cambiamenti più radicali della storia della Formula 1, molte scuderie, tra cui la Ferrari si ritrovano a dover anticipare la costruzione della nuova monoposto che, come sappiamo, debutterà nei test spagnoli del 2022.

Mattia Binotto, Team Principal Ferrari in carica dal 2019, si ritrova in una sfida molto ardua: Riportare il cavallino ai vertici del campionato dopo due stagioni nelle retrovie e di fallimenti. Quella del 2022 quindi diventa l’opportunità all’interno di una sfida che, grazie al cambio regolamentare, potrebbe mischiare le carte in tavolo garantendo alla scuderia di Maranello di ridurre il cospicuo gap tra Red Bull e Mercedes.

Binotto F1 Ferrari

In merito alla prossima stagione, nel corso di una intervista Mattia Binotto ha dichiarato:
“Questo è il momento in cui normalmente si congelano la struttura del telaio e l’intero concept della vettura, gli schemi delle sospensioni, schemi del raffreddamento; quindi diciamo che la macchina è sicuramente in stato avanzato”, ha dichiarato lo Svizzero.
Ma nel mentre che si pensa con attenzione alla macchina dell’anno prossimo, il team di Enrico Gualtieri – a capo dei motoristi – è concentrato anche sulla produzione di un nuovo motore che, stando alle ultime indiscrezioni dovrebbe debuttare in tempo per la Turchia, garantendo alla scuderia del cavallino circa 15 cavalli in più.
Mattia Binotto, inoltre, si lascia sfuggire dei dettagli in merito alla nuova Power Unit “Superfast” – che sostituirà l’attuale 065/6 – annunciando: “Stiamo lavorando molto sulla Power Unit: quella dell’anno prossimo sarà nuova di zecca in termini di concetto e design, quindi per noi sarà importante fare il passo più grande possibile, sapendo che abbiamo ancora un gap in termini di potenza del motore. L’obiettivo è proprio quello di cercare di cogliere quel gap e chiuderlo. Ecco perché stiamo lavorando così tanto sul motore, per cercare di trovare la prestazione ma anche di garantire una certa affidabilità per la prossima stagione”.

Dunque la Ferrari, insieme ad altre scuderie come Alpine e Aston Martin, trovano nel 2022 un angolo di salvezza in cui aggrapparsi e trovare (o ritrovare) la competitività. Per il tecnico Svizzero, inoltre, rappresenta una sfida che in caso di fallimento potrebbe far rivedere l’intero organigramma del team italiano.

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