Analisi tecnica GP Cina: la SF70-H ripropone il “pacchetto” Melbourne

In Cina la SF70-H si riconferma essere una monoposto molto performante. Ottenuto il primo successo stagionale, il lavoro dei tecnici continua per diminuire gradualmente il gap dalle Mercedes.

La Scuderia Ferrari arriva a Shanghai mantenendo inalterato l’insieme di soluzioni che le sono valse la prima vittoria stagionale sul circuito di Melbourne. Tra i particolari già visti vengono riproposti i deviatori di flusso maggiormente curvati, collocati davanti alle bocche dei radiatori, e i supporti degli specchietti curvi che fungono da veri profili aerodinamici. L’adattamento alle temperature più basse della tappa cinese ha tuttavia richiesto l’utilizzo di un cofano motore con una superficie di sfogo ridotta, a vantaggio di un maggior volume d’aria diretto nella zona del fondo e riducendo sensibilmente la resistenza all’avanzamento della vettura. L’impostazione della vettura è da alto carico, evidenziabile dall’adozione di un monkey seat a due elementi.

I dischi freno hanno i quattro fori

Sebbene le velocità non siano superiori allo scorso anno, dopo il lungo rettilineo precedente a curva 14 i freni vengono sottoposti a notevole stress: per questo la Ferrari ha adottato i dischi freno Brembo a raggruppamenti di quattro fori, contro la innovativa soluzione a sei fori disposti a V vista in Australia.

Novità sul fondo piatto?

Nella giornata del venerdì si è notato un curioso particolare sulla vettura ferma ai box. Sul vistoso fondo piatto, che quest’anno è passato da 1400 a 1600 millimetri, si sono notate due superfici a contorno curvilineo rialzate rispetto al livello base. Potrebbero rappresentare un’evoluzione dei condotti idraulici annegati nella pelle in carbonio del fondo, visti nei test a Barcellona e poi abbandonati, oppure delle semplici calotte a protezione dei sensori usualmente montati nelle vetture in prova al venerdì.